Da seguire: Germania. Gli ordini all’industria sono calati di -0,4% m/m in giugno dopo il modesto incremento di maggio (+0,1% m/m, rivisto da 0,0%). Il calo riflette la contrazione degli ordinativi esteri (-1,2%) dopo il balzo di maggio (+1,9%), contrazione che ha interessato soprattutto i flussi verso il resto dell’Eurozona (-8,5%), e in particolare quelli di beni capitali (-13,6%). Invece, crescono gli ordini..
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domestici (+0,7%), che però erano calati in maggio, e quelli esteri da fuori eurozona (+3,8%). Le indagini di fiducia suggerivano un recupero di domanda tra maggio e giugno; la tendenza sembra essersi fermata a luglio, stando alle indicazioni dal PMI manifatturiero.
- Spagna. La produzione industriale potrebbe recuperare a giugno di 0,4% m/m dopo i cali dei due mesi precedenti. Il dato lascerebbe la dinamica trimestrale in ogni caso in aumento di 0,4% t/t, dopo lo stallo dei mesi invernali. Le indicazioni dalle indagini sono di lieve rallentamento dell’industria spagnola anche nei mesi estivi.
- Italia. La produzione industriale è attesa rimbalzare a giugno, stimiamo di +0,2% m/m dopo il -0,6% m/m di maggio. Il recupero è dovuto al fatto che la flessione del mese precedente appariva almeno in parte dovuta alla correzione per la differenza insolitamente ampia di giorni lavorativi rispetto al mese di maggio dello scorso anno (22 contro 20). D’altra parte, il rimbalzo sarà contenuto dalla presenza del “ponte” del 2 giugno. Le indagini congiunturali hanno offerto indicazioni miste: da una parte, l’indice PMI di produzione manifatturiera è salito; dall’altra, il giudizio sulla produzione nell’indagine Istat è rimasto invariato. La produzione dovrebbe risultare più alta del 2,1% rispetto a un anno prima (in rallentamento in termini grezzi ma in recupero guardando al dato corretto per gli effetti di calendario).
- Stati Uniti – L’employment report di luglio dovrebbe mostrare un aumento di occupati non agricoli di 150 mila, in rallentamento dopo l’insostenibile variazione di giugno (+287 mila). La stima ADP ha segnalato un andamento occupazionale stabile, e normalmente è molto correlata con la tendenza di fondo dei non-farm payrolls, pur non catturando sempre la volatilità mensile. Gli occupati dovrebbero essere in crescita diffusa a tutti i settori, tranne l’estrattivo e forse il manifatturiero (l’indice ISM è calato sotto 50), e segnalare che il mercato del lavoro continua a ridurre le risorse inutilizzate. Anche gli occupati rilevati con l’indagine delle famiglie dovrebbero essere in aumento soddisfacente. Il tasso di partecipazione dovrebbe essere poco variato, determinando una nuova correzione del tasso di disoccupazione, a 4,8 da 4,9% di giugno. I salari orari potrebbero segnare un’accelerazione, con un aumento di 0,2% m/m dopo +0,1% m/m di giugno. Nel complesso i dati dovrebbero dare indicazioni positive, coerenti con un’espansione moderata del PIL.
- Stati Uniti – Il deficit della bilancia commerciale a giugno è previsto in calo a -40 mld di dollari da -41,1 mld di maggio.
Ieri sui mercati
La Banca d’Inghilterra ha puntato su un pacchetto di misure abbastanza ricco da avere una chance di scuotere le aspettative. Oltre al previsto taglio del Bank Rate a 0,25%, ha anche annunciato un Term Funding Scheme (TFS) e il riavvio dei programmi di acquisto di obbligazioni corporate (GBP 10 mld totali) e sovrane (60 miliardi totali).
La giustificazione delle misure risiede nella valutazione che le più basse previsioni di crescita riflettono sia un calo del potenziale, sia un aumento delle risorse inutilizzate, e che l’aumento dell’inflazione oltre l’obiettivo sarà perciò transitorio. Il calo delle stime di crescita 2017-18 (la stima 2016 è invariata a 2,0%) dipende dal fatto che il miglioramento della bilancia commerciale compenserà soltanto in parte il rallentamento della domanda interna: così la crescita media annua cala da 2,3 a 0,8% nel 2017 e da 2,3% a 1,8% nel 2018.
Il TFS, come le TLTRO II della BCE, vuole ridurre gli effetti negativi dei tassi (quasi) zero sul sistema finanziario, aumentando la probabilità che il calo dei tassi sia trasmesso a valle. La ripresa del programma di acquisti viene giustificata con l’obiettivo di mantenere bassi i tassi a lungo termine e di stimolare una diversificazione verso attività più rischiose. Gli acquisti di titoli di stato sono stati approvati soltanto da 6 membri del comitato su 9, mentre il comitato è stato unanime riguardo al taglio dei tassi.
Il comunicato afferma che, se tutto andrà come previsto, i tassi saranno limati ancora fino a un livello “vicino, ma un po’ superiore allo zero”. In pratica, non c’è da aspettarsi granché: d’altronde, Carney non è mai stato un fautore dei tassi negativi, e lo ha ribadito in conferenza stampa. Un rafforzamento delle altre misure non viene escluso, ma diversamente dal taglio dei tassi non è previsto come conseguenza naturale dello scenario centrale.
L’annuncio ha indebolito la sterlina contro dollaro, riportandola sui livelli di inizio mese in area 1,31. Il cambio contro euro ha ceduto poco più dell’1%. Il rendimento del Gilt decennale è tornato sui minimi di fine luglio, sotto 0,70%.
Stati Uniti – Le nuove richieste di sussidio sono salite da 266 a 269mila. La media mobile a quattro settimane è salita a 260mila.
Stati Uniti – Gli ordinativi industriali sono calati in giugno di -1,5% m/m, un po’ meno del previsto, ma il dato di maggio è stato rivisto al ribasso da -1,0% a -1,2%. In calo da 1,36 a 1,35 mesi il rapporto scorte/fatturato, anche per la ripresa delle consegne (+0,7% m/m). Il livello delle scorte rimane ancora sopra il trend recente, anche se il gap si va chiudendo rapidamente.
Fonte: BondWorld.it
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