Flash: La BCE ha annunciato che dall’11 febbraio sarà abrogata l’eccezione a favore della stanziabilità dei titoli governativi greci

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini di beni manufatti crescono ben oltre le attese a dicembre: +4,2%m/m dopo il calo di -2,4% m/m del mese precedente. Si tratta dell’incremento più marcato da…

 


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luglio scorso, spiegato da una accelerazione dei beni capitali a 5,7% m/m  e dei beni intermedi a +2,8% m/m, mentre calano di -0,6% m/m i beni di consumo. Aumenta in particolare la domanda dal resto della zona euro (+5,9% m/m dopo il +2,8% m/m del mese precedente), recupera anche la domanda da paesi al di fuori della zona euro (+4,0% m/m, dopo il -3,0% di novembre).  Il dato offre sostegno alle indicazioni di ripresa di Zew e Ifo di gennaio. Sulla base dei dati sugli ordini rivediamo la nostra previsione per la produzione industriale a + 0,8%m/m, da una  precedente stima di 0,2% m/m (dati in uscita domani).

Stati Uniti

  • La crescita della produttività nel 4° trimestre dovrebbe rallentare rispetto al 3° trimestre, a 0,3% t/t, con una dinamica meno rapida dell’output e un’accelerazione dell’occupazione. Il costo del lavoro per unità di prodotto è previsto in aumento di 1% t/t ann. dopo il calo di -1% t/t del 3° trimestre.

Ieri sui mercati

  • La BCE ha annunciato che dall’11 febbraio sarà abrogata l’eccezione a favore della stanziabilità dei titoli governativi greci. Come effetto, nessuno strumento emesso o garantito dal governo ellenico può ora essere ammesso come garanzia nelle operazioni di politica monetaria. Una decisione in tal senso era divenuta inevitabile dopo che il nuovo governo greco aveva dichiarato la conclusione anticipata e unilaterale del programma di sostegno. L’implicazione è che le banche greche dovranno sostituire i crediti ottenuti attraverso le MRO e le LTRO con liquidità di emergenza prestata dalla Banca di Grecia (ELA), essendo poco probabile che dispongano di altre garanzie stanziabili in volume sufficiente. Fino a quando il negoziato è in corso, è impensabile che la BCE blocchi l’accesso all’ELA, mossa che obbligherebbe la Grecia ad abbandonare l’unione monetaria. D’altro canto, lo spostamento sull’ELA del rifinanziamento implica che l’esposizione non sia soggetta alla ripartizione del rischio prevista per le operazioni di politica monetaria. I problemi delle banche e l’incertezza sull’esito della crisi spiegano anche la bassa domanda (1,3x) all’asta di T-bills semestrali, di cui sono stati collocati 812,5 milioni al 2,75%.
  • In Cina, la PBOC ha ridotto il coefficiente di riserva obbligatoria di 0,5%, al 19,5%.

Area Euro

Il PMI composito è stato rivisto al rialzo a 52,6 a gennaio, da una lettura preliminare di 52,2, in aumento di 1,2 punti rispetto al mese precedente. Il recupero riflette in particolare un aumento dell’indice per i servizi a 52,7 da 51,6, mentre l’indice per il manifatturiero era salito solo di 0,4 a 51,0. Il PMI composito tedesco è stato rivisto a 53,5 (da una stima advance di 52,6) in aumento di 1,5 punti rispetto a dicembre grazie ad un netto miglioramento dei servizi (54 da 52,1). In Italia, l’indice composito è risalito a 51,2 da 49,4 riportandosi sopra quota 50 per la prima volta da luglio scorso il ché fa sperare in una crescita moderatamente positiva a inizio 2015, in linea con le nostre stime. Il recupero dell’indice italiano è spiegato sia dal manifatturiero (49,9 da 48,4) che dai servizi (51,2 da 49,4). La Francia resta indietro con l’indice composito in calo a 49,3 da un precedente 49,7, sulla flessione dei servizi a 49,4 da 50,6. In Spagna l’indice composito è schizzato a 56,9 da 54,3, portandosi sui massimi dal 2006. La Spagna continua a fare meglio degli altri principali paesi Eurozona, la ripresa non solo è indisturbata dal rallentamento dei paesi core tra agosto e dicembre ma sembra aver preso quota. Nel complesso il dato PMI composito di gennaio è moderatamente incoraggiante dal momento che segnala un miglioramento ciclico a inizio 2015. Il recupero sembra essere trainato dai servizi più che dall’industria il ché ci induce a ritenere che la domanda interna stia cominciando a beneficiare del calo dei prezzi associato alla calmierazione di benzine e carburanti nonché di condizioni finanziarie generalmente più espansive. Anello debole rimane la Francia che non sembra essere in grado di uscire da una fase di semi stagnazione.

Le vendite al dettaglio sono cresciute a sorpresa di 0,3% m/m a dicembre, dopo il +0,7% m/m di novembre. Su base annua c’è stata una accelerazione superiore al previsto, a 2,8% da 1,6%. Nel mese le vendite sono state trainate da Spagna (1,1% m/m), Francia (0,5% m/m) e Germania (0,2% m/m). Anche su base annua il dato più brillante si registra in Spagna (+6,6% a/a) mentre le vendite risultano positive ovunque tranne che in Grecia, Finlandia, Slovenia e Malta. Nell’area euro, il trimestre chiude con una netta accelerazione da 0,1% a 0,8% t/t, un massimo da quasi 10 anni.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a gennaio è pari a 213mila, dopo 253mila di dicembre (rivisto da 241mila). I dati segnalano ancora crescita occupazionale solida, sopra le 200mila unità al mese, ma un po’ meno forte della media del 4° trimestre, pari a 289mila nuovi occupati mensili.

L’ISM del settore non manifatturiero a gennaio aumenta a 56,7 da 56,5 di dicembre (rivisto da 56,2).

Mester (Cleveland Fed) ha detto che nel “prossimo paio di riunioni” il linguaggio del comunicato dovrebbe essere modificato in modo che il FOMC possa essere in una posizione che permette di considerare un rialzo dei tassi.

 

Fonte: BONDWorld.it


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