Da seguire: Area Euro: Germania. Le vendite al dettaglio, al netto delle auto, sono calate a sorpresa di 0,1% m/m a giugno ,dopo il +0,7%m/m del mese precedente, rivisto al rialzo di un decimo. Sul trimestre, le vendite calano di 0,3%t/t, dopo il +0,3%t/t di inizio anno. I fondamentali per i consumi tedeschi rimangono di ampio supporto ma è probabile che il picco sia alle spalle….
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- Francia. La spesa per consumi a giugno è calata di -0,8% m/m per il secondo mese consecutivo, mentre le attese erano per un lieve recupero. Il calo risente di una netta contrazione del consumo di energia (-6,8%m/m dopo il -0,8%m/m di maggio) ma anche di una contrazione dei consumi di auto. Le altre categorie di spesa registrano aumenti positivi più marcati nel caso dei durevoli.
- Delude il PIL francese che rimane stagnante nel 2° trimestre mentre ci si attendeva un aumento di 0,2%t/t, dopo il +0,7%t/t di inizio anno rivisto al rialzo di un decimo. Su base annua la crescita francese accelera a 1,4% da 1,3%. Il PIL dovrebbe tornare a crescere nei mesi estivi di 0,3%t/t. In media 2016 le nostre stime sono di un’espansione di 1,3%. In Spagna, il PIL è cresciuto di 0,7% t/t da 0,8% t/t un ritmo ancora assai solido e marginalmente più forte delle attese; su base annua la crescita rallenta al 3,2% da 3,4%. Ieri i dati dal Belgio hanno sorpreso verso l’alto con una crescita del PIL di 0,5% t/t in accelerazione dallo 0,2% t/t del 1° trimestre.
- Il PIL euro zona è atteso a 0,3% t/t dal +0,6%t/t di inizio anno, gonfiato da fattori di calendario e stagionali inusuali. Su base annua, il PIL è atteso frenare a 1,6% a/a da 1,7%a/a. Il minor supporto potrebbe essere venuto sia dall’export che da un ritmo di espansione che si va facendo gradualmente meno vivace dei consumi e investimenti aziendali. Sia nella media area euro che nei paesi che pubblicano le stime flash, il contributo principale alla crescita dovrebbe essere venuto dalla domanda interna, mentre canale estero e scorte potrebbero aver pesato sulla dinamica del PIL. Le prospettive per i prossimi mesi sono di crescita ancora tra 0,3% t/t e 0,4% t/t nella media area euro, di recupero in Francia verso 0,3%t/t, ma di ulteriore rallentamento in Spagna verso 0,5%t/t. L’incertezza geopolitica potrebbe pesare ma per il momento le indagini di luglio hanno mostrato un impatto limitato
- In Francia i prezzi al consumo crescono solo di 0,2%m/m (attese per +0,3%m/m) e l’inflazione è rimasta invariata a 0,2% a/a anziché aumentare di un decimo. In Spagna, invece, la stima preliminare mostra un aumento dell’inflazione più forte delle attese a -0,6% da -0,9% due decimi.
- Nell’ area euro la stima preliminare dovrebbe mostrare i prezzi al consumo in calo di 0,5%m/m a luglio per effetto di una stagionalità negativa dalla componente core. L’inflazione resterebbe invariata a +0,1% a/a. I dati più forti del previsto dalla Germania e Spagna introducono rischi verso l’alto.
- In Italia, i prezzi al consumo sono attesi stabili a luglio, dopo che il Tar ha sospeso l’aumento delle tariffe di luce e gas disposto dall’Autorità per l’Energia (rispettivamente di 4,3% e 1,9%). Nel mese si è verificato un calo dei prezzi dei carburanti, che potrebbe essere compensato dai rincari stagionali dei servizi di trasporto e di alberghi e ristoranti. L’inflazione annua è attesa rimanere in territorio negativo, ma salire di un decimo a -0,3% sul NIC e -0,1% sull’armonizzato. Il CPI potrebbe rimanere ancora per qualche mese al di sotto dello zero, per tornare al di sopra negli ultimi mesi dell’anno.
- Italia. A giugno, il tasso di disoccupazione potrebbe essere rimasto stabile all’11,5%. La crescita degli occupati dovrebbe essere continuata (per il quarto mese consecutivo), compensata però da un ulteriore calo degli inattivi. La disoccupazione è in pratica ferma da circa un anno, dopo il deciso calo visto tra fine 2014 e estate 2015. In prospettiva, la discesa del tasso dei senza-lavoro continuerà ad essere lenta e irregolare, frenata tra l’altro dal trend di crescita del tasso di attività.
- Si attendono i risultati degli stress test dell’EBA, che verranno comunicati a mercati chiusi A questo proposito, il presidente Enria ha chiarito in un’intervista che l’obiettivo è di dare un input nei processi di valutazione complessiva delle banche (il noto SREP, acronimo per Supervisory Review and Evaluation Process) e non di imporre una ricapitalizzazione immediata del sistema. Nel corso dell’ultimo quinquennio il sistema bancario europeo ha portato a compimento un significativo rafforzamento patrimoniale, quantificato in una dotazione aggiuntiva di 260 miliardi di euro.
Stati Uniti
- La stima advance del PIL del 2° trimestre è prevista a 2,6% t/t ann., dopo 1,1% t/t ann. del 1° trimestre. I dati dovrebbero mostrare una significativa ripresa della dinamica dei consumi da +1,5% t/t ann., verso un ritmo di crescita anche superiore al 3,5% t/t ann., moderato però dalla debolezza degli investimenti non residenziali e da un rallentamento di quelli residenziali. Le scorte dovrebbero contribuire negativamente alla crescita complessiva, mentre il canale estero dovrebbe essere positivo.
- L’Employment Cost Index nel 2° trimestre è previsto in aumento di 0,6% t/t (2,4% a/a), come nel 1° trimestre. La componente salari e stipendi dovrebbe essere in rialzo di 0,7% t/t (2,5% a/a), con segnali di accelerazione della dinamica salariale.
- La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (finale) è attesa in rialzo a 94 da 89,5 della rilevazione preliminare. La prima stima di luglio ha corretto forse sulla scia degli effetti collegati all’esito del referendum inglese. La successiva ripresa dei mercati azionari americani e il buon andamento del mercato del lavoro dovrebbero determinare un moderato rimbalzo della fiducia.
Focus: la BOJ delude ma lascia aperta la porta a nuovi interventi a settembre
La riunione della BoJ si è conclusa con un aumento di stimolo monetario minore di quanto atteso dal mercato, ma lascia aperte le porte per ulteriore stimolo alla prossima riunione del 21 settembre. Alla riunione di oggi, la banca centrale ha scelto di agire su due fronti: un ampliamento del programma di acquisto di ETF a 6 tln di yen all’anno (circa il doppio rispetto al livello di acquisti vigente, 3,3 tln di yen, con un voto non unanime di 7-2) e un aumento delle misure per facilitare il finanziamento in valuta estera (incremento del programma di prestiti in dollari e istituzione di un nuovo programma di prestito titoli da usare come collateral per finanziamenti in dollari). Le altre dimensioni della strategia di politica monetaria restano invariate.
Il comunicato riporta che alla prossima riunione si condurrà una valutazione generale degli effetti della “politica di stimolo quantitativo e qualitativo con tassi negativi” e dei suoi effetti sull’attività economica. Inoltre, il governatore ha richiesto allo staff di preparare materiale per discussioni e decisioni alla prossima riunione. L’apprezzamento dello yen in area 103 (v.sotto) dopo la riunione di oggi e l’annuncio di una discussione approfondita sulla strategia di politica monetaria potrebbero determinare una svolta più radicale alla BoJ: forse aperture per helicopter money?
Correzione generalizzata dei governativi Giapponesi ma anche dei Treasuries, a seguito dell’esito deludente della riunione della BoJ. Dopo la seduta di ieri priva di spunti rilevanti, i governativi area euro, potrebbero vedere una giornata in calo su scia dei movimenti in Giappone e Treasuries. Azionario: chiusura positiva del NIKKEI che benefica della decisione della BoJ di raddoppiare gli acquisti di ETFs. In marginale calo l’indice Hang Seng. In Europa, archiviata le riunioni della FED e BOJ prevale ancora un clima di risk on, con l’attenzione dei mercati che si sposta sulla diffusione delle trimestrali e degli stress test dell’EBA attesi a fine giornata a mercati chiusi. Nella giornata di ieri, i listini europei hanno registrato generalizzati ribassi a chiusura della seduta di ieri, con i Periferici che accusano i cali maggiori, zavorrati dalle vendite sui bancari. Mercati valutari: lo Yen corregge il movimento ribassista delle ultime settimane e recupera quasi il 2% su dollaro ed euro scambiando rispettivamente a: 103,53 da 105,24 dell’ultima chiusura e euro/yen a 114,73 da 116,56. Il cambio euro dollaro recupera marginalmente dalla chiusura di ieri a ‘euro/dollaro scambia a 1,108 da 1,1077. Il petrolio continua a scambiare vicino ai minimi di aprile scorso: Brent a 42,45 dollari il barile (-0,05), il WTI a 40,91 dollari, in un mercato che resta preoccupato per le deboli prospettive della crescita internazionale.
Ieri sui mercati
Area Euro
Area euro. L’indice di fiducia economica della Commissione UE è salito a luglio a 104,6 da 104,4 contrariamente alle previsioni di calo a 103,5. Dato l’andamento disparato per paese è difficile concludere che l’andamento migliore del previsto dell’indice di fiducia economica riflette limitate preoccupazioni sul ciclo internazionale e sul voto britannico. Le indagini di luglio, PMI, IFO, ISTAT e indagine della Commissione UE sono in ogni caso moderatamente incoraggianti e se pure vi è stato un effetto Brexit è assai probabile che questo si è innescato su di un quadro di fondo relativamente solido. Nel complesso, le indagini restano coerenti con una crescita del PIL euro zona di 0,35%t/t a inizio estate circa lo stesso ritmo dei mesi primaverili e confermano la nostra previsione di impatto limitato sul ciclo euro zona.
Nel Regno Unito, altresì, l’impatto del voto si fa chiaramente sentire, con l’indice di fiducia economica della Commissione UE che è calato di quasi cinque punti a 102,6 da 107,0. L’effetto è più forte sulle famiglie.
Stati Uniti
- La stima preliminare mostra un ampliamento del deficit commerciale dei beni a giugno a -63,3 mld da 61,1 mld di maggio. Il consenso si aspettava un saldo circa invariato. Le esportazioni sono aumentate di 0,9% m/m da -0,3% m/m, mentre le importazioni sono cresciute di 1,8% m/m, allo stesso ritmo di maggio.
Giappone
- I dati macroeconomici di giugno sono misti. L’inflazione al netto di alimentari ed energia rallenta ancora, a 0,4% a/a da 0,6% a/a di maggio e l’indice preliminare di Tokio per luglio segna un ulteriore cedimento a 0,3% a/a. A giugno, la spesa delle famiglie registra una contrazione di -2,2% a/a, da -1,1% a/a di maggio, mentre le vendite al dettaglio aumentano di 0,2% m/m. Il tasso di disoccupazione cala a 3,1% da 3,2%, pur con un aumento della forza lavoro. La produzione industriale sorprende positivamente con una variazione di +1,9% m/m (stima prel. di giugno) dopo -2,3%m/m di maggio; la variazione per il trimestre appena concluso è nulla rispetto al 1° trimestre. Le proiezioni del METI per luglio e agosto sono di aumenti sostenuti (+2,4% e +2,3%, rispettivamente). I dati segnalano un marginale miglioramento dell’attività, ma non modificano il quadro di quasi stagnazione per il secondo trimestre. Inoltre l’ulteriore calo dell’inflazione preoccupa, anche alla luce della forte riduzione delle aspettative di inflazione vista nell’indagine presso le famiglie degli ultimi mesi.
Fonte: BondWorld.it
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