Flash Macro Daily

Flash: La Commissione Europea dovrebbe diffondere oggi le sue opinioni sui budget dei governi europei

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Area euro La stima preliminare dovrebbe mostrare la fiducia delle famiglie stabile a novembre a -1,0, dopo due mesi di continui aumenti. Il morale delle famiglie è al di sopra della media di lungo termine. Nei prossimi mesi potrebbero vedersi ulteriori miglioramenti dato l’andamento più che solido dell’economia e mercato del lavoro.

La Commissione Europea dovrebbe diffondere oggi le sue opinioni sui budget dei governi europei. La stampa italiana parla di una possibile richiesta di ulteriore correzione di 0,2% del PIL, che potrebbe però anche essere rinviata a maggio, dopo le elezioni. Il 27 ottobre, la Commissione Europea aveva già inviato all’Italia una lettera in cui lamentava che la correzione strutturale era di appena lo 0,2% del PIL, invece dello 0,3% dichiarato, e che la dinamica della spesa primaria è superiore agli obiettivi di 0,1% del PIL. La lettera dichiarava quindi che si prospettava una significativa deviazione sia per il 2017, sia per il 2018. L’Italia aveva replicato contestando la metodologia di calcolo dell’output gap e quindi dei saldi strutturali, che porterebbe a stime non plausibili per l’Italia. Tuttavia, la Commissione ha ribadito la propria valutazione e, anzi, Moscovici ha parlato a novembre di una correzione strutturale ancora più bassa, di 0,1%.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli a ottobre (prel.) sono attesi in rialzo dello 0,8% m/m, terzo incremento consecutivo dopo due mesi di variazioni del 2% m/m ciascuno, sulla scia di dati solidi per l’aeronautica civile e delle auto. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero aumentare dello 0,4% m/m: le indicazioni della componente ordini dell’ISM restano solide e puntano a un trend positivo anche nel 4° trimestre. Gli ordini di beni capitali al netto di aeronautica e difesa dovrebbero essere in rialzo per il 4° mese consecutivo e segnalare una probabile accelerazione degli investimenti fissi delle imprese.

La fiducia dei consumatori rilevata dalla University of Michigan a novembre (finale) dovrebbe recuperare una parte della correzione della stima preliminare, risalendo a 98,5 da 97,8, con moderati rialzi di aspettative e situazione corrente. La fiducia resta su livelli elevati e, da fine 2016, oscilla all’interno di un intervallo relativamente ristretto, coerente con espansione solida dei consumi. Il ritracciamento di novembre potrebbe essere dovuto alla percezione che la riforma tributaria avrà effetti incerti sul reddito disponibile, a seconda della composizione delle famiglie e delle detrazioni utilizzate finora nel computo dell’imponibile.

La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di inizio novembre, che dovrebbero lasciare aperta la porta per un rialzo a dicembre, seguito da un sentiero graduale negli anni successivi. I verbali dovrebbero riportare diffuso consenso sulla valutazione positiva dello scenario di crescita e del mercato del lavoro, ormai al pieno impiego, con indicazioni di attese per un’ulteriore riduzione del tasso di disoccupazione. Sul fronte dei prezzi, il Comitato dovrebbe mostrare divergenza di opinioni riguardo al trend atteso dell’inflazione. La maggioranza dovrebbe ancora ritenere che, con l’uscita di fattori temporanei visti nel 2017, l’inflazione dovrebbe riportarsi verso il 2% nel 2018-19; tuttavia un gruppo di partecipanti dovrebbe mantenere un atteggiamento più cauto, e condizionare in modo più esplicito il futuro sentiero dei tassi alla effettiva ripresa dell’inflazione. I verbali dovrebbero suggellare le indicazioni emerse con il grafico a punti di settembre: il Comitato è relativamente coeso sul brevissimo termine (rialzo probabile a dicembre), ma ha opinioni molto disperse per quanto riguarda lo scenario del 2018-20. 

Ieri sui mercati:

Rendimenti in calo sui mercati europei dei titoli di stato, più marcato per la periferia che per i mercati core. Nuovo restringimento dei differenziali sovrani di Spagna e Italia. Annunciata dal Tesoro italiano oggi un’operazione di riacquisto di titoli di Stato: i bond coinvolti sono il CCTeu aprile 2018, il CTZ dicembre 2018 e i BTP aprile 2019 cedola 0,10%, ottobre 2019 cedola 0,05% e novembre 2021 cedola 0,35%. Nessuna indicazione è stata fornita sull’importo massimo del riacquisto, il cui obiettivo pare essere soprattutto quello di ammorbidire il profilo dei rimborsi dei prossimi due anni.  Chiusura in netto rialzo per i listini azionari europei ed americani, sostenuti anche da trimestrali superiori alle attese.

Italia. L’Istat nella nota semestrale “Le prospettive per l’economia italiana” ha rivisto al rialzo la stima sulla crescita del PIL italiano nel 2017, a 1,5% da un precedente 1% (il dato è non corretto per i giorni lavorativi e coerente con la nostra più recente stima di 1,6% corretto per gli effetti di calendario). Per il 2018 l’Istat vede un’espansione che si mantiene su livelli elevati (1,4%, anche in questo caso coerente con la nostra previsione di 1,3% corretto per i giorni lavorativi).

Stati Uniti. Yellen, in un discorso sulla politica monetaria, ha riassunto la visione strategica con cui ha guidato la Fed in questi anni: è cruciale avere la mente aperta ai cambiamenti, dato che “il modo in cui funziona l’economia non è costante”. Secondo Yellen, la Fed è molto vicina al raggiungimento dei suoi due obiettivi, con il tasso di disoccupazione anche al di sotto del livello sostenibile nel lungo termine, mentre l’inflazione è ancora un po’ sotto l’obiettivo del 2%. I rischi sono su due lati: quindi occorre alzare i tassi con gradualità, perché c’è qualche indicazione di spostamento verso il basso delle aspettative di inflazione ed è pericoloso lasciare scivolare l’inflazione; ma i rialzi dei tassi non devono essere troppo lenti, per evitare di surriscaldare il mercato del lavoro.

Fonte: BondWorld.it


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