Flash: La Commissione Europea ha pubblicato l’aggiornamento delle proiezioni per l’eurozona

Da seguire: Area Euro: Germania. Gli ordini all’industria a dicembre sono calati di -0,7% m/m, contrazione spiegata interamente dall’annullamento del balzo di novembre (+2,5% m/m) degli ordini domestici (-2,5% m/m in….


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dicembre). Continua la crescita degli ordini esteri (+0,6% m/m dopo il +0,8% m/m di novembre). Per raggruppamento merceologico, si riscontra un balzo delle vendite di beni durevoli di consumo (+4,3%), in particolare sui mercati esteri, a fronte di cali per i beni capitali e i beni intermedi.

Stati Uniti

  • L’employment report di gennaio dovrebbe registrare una variazione di 190 mila occupati non agricoli. La revisione della serie per il 2015 potrebbe mostrare revisioni verso il basso per dicembre rispetto alla prima stima di +292 mila posti, ma anche possibili contenute limature per il resto dell’anno. La crescita occupazionale dovrebbe essere diffusa fra settori, con possibile stagnazione nel manifatturiero, correzione nell’estrattivo e temporaneo rallentamento nelle costruzioni dopo alcuni mesi forti. Il tasso di disoccupazione dovrebbe essere in calo a 4,9%, dopo 3 mesi a 5% (con tasso di partecipazione in rialzo), e il tasso di partecipazione dovrebbe stabilizzarsi a 62,6%. A gennaio i dati sono basati sulle stime aggiornate della popolazione per il 2015, che genera anche revisione della forza lavoro. I salari orari dovrebbero accelerare con un incremento di 0,3% m/m, dopo la stabilità del mese precedente. Il rapporto complessivamente dovrebbe confermare la solidità dell’aggiustamento del mercato del lavoro e consolidare le aspettative che il sentiero dei tassi rimane verso l’alto.
  • Il deficit commerciale a dicembre dovrebbe essere in calo a 42,1 mld di dollari. La stima preliminare del saldo dei beni ha segnato una chiusura del deficit, sulla scia di un più ampio calo dei prezzi dell’import rispetto a quelli delle esportazioni, a fronte di correzioni dei volumi per entrambi i lati della bilancia. Il contributo delle esportazioni nette dovrebbe restare negativo anche nel 2016, come nel 2015.

Ieri sui mercati

Area Euro

La Commissione Europea ha pubblicato l’aggiornamento delle proiezioni per l’eurozona. Partendo dall’1,6% stimato per il 2015 le proiezioni di crescita sono state limate da 1,8% a 1,7% nel 2016 e da 2,0% a 1,9% nel 2017.

Per l’Italia, la Commissione ha limato al ribasso di un decimo le stime di crescita sia per il 2016 (a 1,4%) che per il 2017 (a 1,3%). Il deficit è stato rivisto al 2,5% (da un precedente 2,3%) per quest’anno e all’1,5% per l’anno prossimo (da una precedente stima di 1,6%). Il numero più preoccupante è quello sul saldo strutturale: la stima a legislazione invariata della Commissione vede il deficit strutturale salire dall’1% del 2016 all’1,7% del PIL l’anno prossimo. Il divario rispetto alla proiezione del governo italiano (-0,3%) è perciò molto ampio.

Draghi ha nuovamente sostenuto che potrebbe essere necessario aumentare lo stimolo monetario per evitare che il regime di bassa inflazione si radichi. Nel suo intervento ha argomentato che, malgrado diversi fattori strutturali e globali (invecchiamento della popolazione, maggiore competizione, e-commerce e  globalizzazione) stiano contribuendo alla bassa dinamica dei prezzi, non è affatto scontato che essi abbiano un impatto permanente sulla dinamica inflazionistica nel medio periodo. Perciò, a suo giudizio l’obiettivo di stabilità dei prezzi della banca centrale è ancora perseguibile.

Stati Uniti

I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 30 gennaio aumentano a 285 mila da 277 mila della settimana precedente.

La produttività nel 4° trimestre cala del 4% t/t ann. (+0,3% a/a), dopo +2,1% t/t ann. del 3° trimestre. L’aumento del costo del lavoro per unità di prodotto è di 4,5% t/t, e di 2,8% a/a.

La seconda stima degli ordini di beni durevoli di dicembre conferma un ampio calo (-5% m/m). Al netto dei trasporti, gli ordini scendono di -1% m/m. L’aggregato per i beni capitali al netto di difesa e aerei è invece rivisto verso l’alto a +0,2% m/m.

Nuovi discorsi dalla Fed (Brainard, Kaplan, Mester) puntano a una fase di attesa per valutare gli effetti dell’aumento di restrizione finanziaria dell’ultimo mese.

 

Fonte: BondWorld.it


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