Area euro. Germania. L’indagine IFO è attesa in recupero a luglio a 107,6 dopo il calo di circa un punto del mese precedente a 107,4….
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In particolare l’indagine dovrebbe segnalare un lieve recupero dell’indice sull’attività corrente a 113,4 da 113,1 mentre l’indice sulle attese è visto stabile a 102.
Area euro. La dinamica di M3 è vista rallentare a giugno a 4,9% a/a da un precedente 5,0% a/a per effetto di una crescita meno sostenuta di M1. La media mobile a tre mesi rimarrebbe invariata al 5,0% a/a. Tra le controparti di M3 ci aspettiamo un ulteriore miglioramento della dinamica del credito alle imprese che dovrebbe calare di -0,2% a/a dopo -0,3% a/a. I prestiti alle famiglie sono attesi crescere al ritmo del mese precedente 0,9% a/a.
Stati Uniti
Gli ordini di beni durevoli a giugno sono previsti in aumento di 3,5% m/m, spinti dall’aeronautica civile. Al netto dei trasporti, gli ordini dovrebbero crescere di 0,4% m/m. Le indicazioni dell’ISM a giugno puntano a una modesta ripresa, e gli ordini alla Boeing segnalano un rialzo della componente trasporti. Gli ordini di beni capitali ex-difesa e aerei dovrebbero crescere modestamente, dopo due mesi di correzione. Il quadro degli investimenti non residenziali rimane debole, anche se in miglioramento grazie a contrazioni delle strutture più contenute.
I market mover della settimana
Nell’area euro l’IFO è visto in lieve recupero a luglio, a 107,6 da 107,4. In Italia la fiducia presso le imprese è vista prendere una pausa a 103,5 da 103,9 di giugno. L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione UE è visto stabile a luglio a 103,5. La stima flash dovrebbe mostrare l’economia spagnola in crescita di 0,8% t/t in primavera da 0,9% t/t di inizio anno. Le stime preliminari dovrebbero mostrare una flessione dell’inflazione di un decimo a luglio, a zero in Germania, a -0,1% a/a in Spagna e a 0,1% a/a nella media area euro, per effetto della stagionalità negativa dei prezzi domestici (in Italia viceversa si dovrebbe vedere una lieve accelerazione a 0,3%). Le vendite al dettaglio sono attese in crescita di 0,4% m/m in Germania a giugno e di 1,1% in Francia. Il tasso di disoccupazione è atteso ancora invariato in Germania a 6,4% e nella media area euro all’11,1% (e in lieve calo in Italia).
La settimana è densa di dati ed eventi di rilievo negli Stati Uniti. La riunione del FOMC non dovrebbe fornire novità, con il Comitato ancora in fase di “vigile attesa” per raccogliere informazioni sulla ripresa. Gli ordini di beni durevoli di giugno dovrebbero rimbalzare dopo diversi mesi deboli. La stima advance del PIL del 2° trimestre dovrebbe confermare la ripresa della crescita su ritmi moderati, poco sotto il 3% t/t ann., con espansione di tutte le componenti della domanda domestica: I dati del PIL dovrebbero essere accompagnati da revisione delle serie storiche, che dovrebbero includere revisioni verso l’alto della dinamica del 1° trimestre. La fiducia dei consumatori di luglio dovrebbe registrare una modesta correzione, ma restare su livelli storicamente elevati.
Venerdì sui mercati
Ancora in rosso i future sui mercati azionari stamane, il che segnala che le piazze continentali potrebbero calare per il quinto giorno consecutivo. La correzione è spiegata dai segnali di rallentamento della crescita economica mondiale in un quadro in cui la Fed si prepara a invertire la rotta sui tassi.
Mercati poveri di spunti e con pochi volumi sull’obbligazionario, con il rendimento su Btp e Bonos che rimbalza di un paio di punti-base stamane, dopo una settimana ampiamente positiva guidata dalle notizie confortanti dalla Grecia. Oggi a mercati chiusi il Testo annuncia quantitativi e tipologie di titoli che saranno offerti in asta il prossimo giovedì 30 luglio.
Anche i prezzi delle materie prime si mantengono su un trend di calo sui timori di eccesso di offerta, anche se stamane il future sul brent rimbalza lievemente a 54,7 dollari. Anche l’oro si mantiene vicino ai minimi da 5 anni.
Area Euro
Grecia. L’avvio formale dei negoziati per il terzo programma di aiuti, originariamente previsto per venerdì scorso, è rimandato a martedì. Sempre domani potrebbe riaprire la Borsa (dopo una chiusa di un mese).
La stima preliminare del PMI composito a luglio vede un calo più ampio delle attese, con l’indice a 53,7 da 54,2, che annulla pertanto il recupero visto a giugno e lo riporta sui livelli di maggio. Cala sia l’indice manifatturiero a 52,2 da 52,5 (che vede anche la flessione dei nuovi ordini a 52,0 da 52,7) sia, più ampiamente, quello dei servizi a 53,8 da 54,4. Il composito tedesco corregge a 53,4 da 53,7, mentre il manifatturiero scende a 51,5 da 51,9. I servizi scendono a 53,4 da 53,7. In Francia, il calo del composito è più ampio da 53,3 a 51,5, con il manifatturiero che ritorna sotto la soglia di 50 a 49,6 da 50,7, risentendo più dell’indice tedesco del rallentamento della domanda globale: il manifatturiero francese rimane cronicamente indietro rispetto a tutte le altre maggiori economie dell’eurozona: staziona in media attorno a 49 da inizio anno. I servizi cedono oltre due punti a 52,0 da 54,1. La stima flash di luglio mostra un ingresso fiacco nel trimestre estivo per l’eurozona nel suo complesso, probabilmente a causa anche dell’acutizzarsi della crisi greca, ma rimane compatibile con una crescita attorno a 0,4% t/t nel terzo trimestre.
Stati Uniti
USA. Le vendite di nuove case a giugno deludono le attese, aumentando di sole 482mila unità da 517mila di maggio (rivisto al ribasso da 546mila): la variazione mensile segna pertanto il peggior risultato da sette mesi a questa parte, a -6,8% m/m da -1,1% m/m. Sono state rivisti al ribasso anche le vendite di marzo e aprile. Dallo spaccato dell’indagine emerge che la contrazione maggiore è venuta dal calo delle abitazioni in costruzione e non ultimate (-16,3% m/m), mentre la mediana dei mesi che intercorrono dal completamento della costruzione alla vendita si è leggermente allungata da 3,2 mesi di gennaio a 4,0 di giugno. Il prezzo medio di una nuova casa è sceso dell’1,8% m/m, a 282mila $. Il dato sui cantieri di luglio è una stonatura rispetto agli altri indicatori dell’edilizia residenziale, che avevano mandano segnali omogeneamente positivi negli ultimi mesi, sostenuti da mutui a tassi bassi e salari in ripresa.
Fonte: BONDWorld.it
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