Flash: La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC

Stati Uniti: I nuovi cantieri a gennaio sono attesi in calo a 1,07 mln di unità ann. da 1,089 mln di dicembre. Gli occupati nel settore delle costruzioni residenziali a gennaio sono aumentati, e…

 


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

  • danno indicazioni di proseguimento del trend positivo. Tra fine gennaio e metà febbraio il clima avverso nelle regioni centrali e orientali dovrebbe determinare informazioni più solide per le licenze che per i cantieri. Prevediamo che le licenze aumentino a gennaio a 1,07 mln, da 1,06 mln di dicembre. Nel 2015 il contributo del settore dell’edilizia residenziale alla crescita complessiva dovrebbe essere ampiamente positivo.
  • Il PPI a gennaio dovrebbe registrare un nuovo calo, -0,4% m/m, dopo -0,3% m/m di dicembre, segnando la contrazione consecutiva. L’indice headline dovrebbe essere ancora una volta spinto verso il basso dai prezzi dei beni energetici, mentre i beni core e i servizi dovrebbero registrare prezzi in moderato rialzo. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, dopo +0,3% m/m di dicembre.
  • La produzione industriale a gennaio è attesa in aumento di 0,6% m/m dopo -0,1% m/m di dicembre. L’output nel manifatturiero dovrebbe continuare ad aumentare, con una variazione prevista di +0,4% m/m, dopo +0,3 % m/m di dicembre, sulla base dell’andamento positivo delle ore lavorate nel settore e nonostante l’indebolimento moderato visto con l’indagine ISM. La produzione nel settore delle utilities dovrebbe riprendere a un ritmo solido, in risposta a condizioni climatiche avverse, che si stanno protraendo anche a febbraio e potrebbero avere effetti sull’attività  nel mese in corso. L’estrattivo dovrebbe invece registrare una contrazione a febbraio, sulla scia del continuo calo dei prezzi energetici. 
  • La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di gennaio e il comunicato sulla strategia di politica monetaria  di lungo termine. I verbali dovrebbero riportare i punti cruciali del dibattito sulle condizioni e i tempi per la svolta sui tassi: si dovrebbe registrare una grande dispersione di opinioni e una mancanza di consenso, almeno per ora, sul peso relativo da assegnare ai due obiettivi di massima occupazione e stabilità dei prezzi che in questa fase non sono complementari. Il FOMC probabilmente vorrà comunicare ancora attesa per altri dati sui prezzi e attività prima di inviare segnali più chiari riguardo alle prospettive per i tassi. I verbali dovrebbero comunque segnalare che il FOMC sta discutendo ulteriori modifiche al comunicato, che permettano di reagire in modo appropriato all’arrivo di nuove informazioni, senza però dare luogo a eccessive reazioni preventive sui mercati. Il comunicato sulla strategia di lungo termine dovrebbe reiterare che in caso di obiettivi non complementari la politica monetaria seguirà un approccio equilibrato, come a gennaio 2014; il testo andrà comunque analizzato per vedere se viene introdotta qualche precisazione riguardo alla definizione di “equilibrato”. Il messaggio dei verbali e del comunicato potrebbe essere un po’ meno dovish di quanto non sia la lettura che il mercato dà della comunicazione della Fed, e mostrare un numero consistente di partecipanti inclini a rimuovere il riferimento alla pazienza in tempi brevi.

Ieri sui mercati

  • Rimangono pressoché inesistenti i segnali di contagio dalla Grecia al resto dell’Eurozona. Ieri si è visto addirittura un calo dei differenziali di rendimento con la Germania. Positiva anche la chiusura degli indici azionari.
  • L’euro ha chiuso in rialzo a 1,1410 dollari e 1,0691 franchi svizzeri.

Area Euro

  • Grecia. Il governo si prepara a richiedere oggi “un’estensione dell’attuale accordo di salvataggio nel contesto del piano Moscovici”. Tale “piano” (la cui esistenza è stata smentita dal commissario europeo), prevedrebbe un’estensione di 6 mesi del programma (4 secondo l’FT) in cambio dell’impegno a non abrogare le riforme economiche già implementate, a garantire un avanzo primario e a onorare il servizio del debito. Tuttavia, l’agenda di riforme da approvare sarebbe decisa in autonomia dal governo di Atene. Qui sta il primo problema: SYRIZA si appresta già ad abrogare alcune parti della riforma del lavoro, ripristinando in particolare la contrattazione collettiva, mossa che non aiuta né a rendere credibile la proposta, né a guadagnarsi la fiducia dei creditori. Secondo Kathimerini, d’altronde, la moratoria riguarderebbe soltanto le misure con impatto sugli obiettivi fiscali. Peraltro, la proposta di mediazione era già stata respinta lunedì, e non è chiaro per quale motivo ora dovrebbe essere accettata. C’è infatti anche un secondo problema: il governo greco continuerebbe a parlare di estensione del “loan agreement”, invece che di estensione del programma, ma il prestito esiste soltanto come parte del programma; ciò equivale a chiedere che l’Eurogruppo rimuova quasi interamente e formalmente la condizionalità già prevista, e che questa sia la proposta sottoposta alla ratifica dei parlamenti in Germania, Olanda e Finlandia. Non è chiaro per quale motivo i governi in carica in questi Paesi dovrebbero combattere per Tsipras contro l’opinione pubblica e pezzi della propria maggioranza, né la motivazione che potrebbe indurre il governo spagnolo a concedere un successo politico a SYRIZA, partito vicino al movimento Podemos con il quale si confronterà fra pochi mesi alle elezioni generali.
  • Germania Nonostante il flusso negativo di notizie sul fronte Grecia ed in generale sul quadro geopolitico, l’indice ZEW sulle attese per i prossimi mesi continua a migliorare (fino a 53 da 48,9) anche se ad un ritmo più blando rispetto ai sei mesi precedenti. Quel che più conta è che l’indice sulla situazione corrente è migliorato di oltre 20 punti (mezza deviazione standard) fino a 45,5, ben più di quanto atteso. L’indice ZEW sulle attese per la zona euro è salito a 52,7 da 45,2 (media di lungo termine: 24,8), l’indice sulla situazione corrente per la zona euro è migliorato a -48,4 da -57,1 ma rimane ancora al di sotto della media di lungo periodo. Le indagini PMI venerdì faranno ancora luce sullo stato di salute dell’economia area euro. La nostra aspettativa è che le indagini di febbraio dovrebbero cominciare a segnalare una graduale accelerazione del ciclo euro zona per effetto del calo del prezzo del greggio registrato tra luglio e gennaio di quest’anno (-60%) e del deprezzamento del cambio da marzo scorso (-11%). Vi è, però, il rischio che le tensioni in Grecia, Est Europa e Medio Oriente smorzino l’impatto degli shock esogeni positivi, nonché del QE BCE.

Stati Uniti

  • L’indice Empire della NY Fed a febbraio cala a 7,8 da 9,9 di gennaio e conferma il proseguimento di un’espansione moderata. Lo spaccato dell’indagine è misto. Nel complesso l’indagine non modifica lo scenario previsivo, segnalando espansione moderata dell’attività, pur in presenza di probabili correzioni di ordini e attività nel settore energetico, e di effetti negativi collegati all’apprezzamento del dollaro. Prevediamo che le indagini nel prossimo mese risentano del clima avverso e delle conseguenze del blocco dello scarico delle merci importate nei porti della costa occidentale.
  • L. Mester (Cleveland Fed) ha detto che un rialzo dei tassi a giugno è un'”opzione possibile”, dato che la Fed è vicina ai suoi obiettivi, la politica monetaria deve essere “forward looking” ed è comunque estremamente accomodante.

Giappone

La riunione della BoJ si è conclusa senza novità. Lo stimolo monetario rimane invariato, con un obiettivo di aumento annuo della base monetaria di circa 80 tln di yen. Il voto, 8-1, ha visto il dissenso di un membro contrario all’espansione di misure annunciata in autunno.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.