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Flash: La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di gennaio

Stati Uniti I cantieri residenziali a gennaio dovrebbero aumentare a 1.190 mila da 1.149 mila di dicembre. Le licenze stanno dando segnali positivi, ma a gennaio ci sono stati diversi giorni di maltempo che…..


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potrebbero avere frenato l’attività nel settore costruzioni dopo un dicembre particolarmente mite. Le indicazioni dell’employment report, con un incremento di occupati nel settore di +18 mila (media 3 mesi +44 mila), sono ancora positive. Le licenze sono previste in aumento a 1.210 da 1.204 mila di dicembre.

Il PPI a gennaio dovrebbe calare di -0,2% m/m, dopo -0,2% m/m di dicembre. I prezzi complessivamente dovrebbero essere sostenuti dalla componente servizi, attesi in aumento di 0,1% m/m grazie al commercio. I prezzi dei beni dovrebbero essere in ampio calo per via della correzione dei prezzi energetici, con i prezzi dei beni core probabilmente poco variati.

La produzione industriale a gennaio è prevista in aumento di 0,4% m/m, dopo -0,4% m/m a dicembre. La principale spinta al rialzo proviene finalmente dal settore manifatturiero: sulla base delle ore lavorate, rilevate con l’employment report di gennaio, il manifatturiero dovrebbe segnare un incremento di +0,4% m/m, dopo due contrazioni consecutive. Le utilities dovrebbero registrare un ampio aumento di produzione sulla scia di un clima più rigido, che dovrebbe però essere controbilanciato dal contributo negativo dell’estrattivo, ancora frenato dal calo del prezzo del petrolio. Le informazioni dell’ISM di gennaio erano ancora deboli, ma si è registrato qualche segnale di miglioramento, con la produzione a 50,2 e i nuovi ordini a 51,5.

La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di gennaio. Nelle audizioni in Congresso Yellen non ha modificato in modo significativo l’informazione emersa con il comunicato di gennaio. Yellen ha riportato quella che sembra essere la visione di consenso del FOMC: le condizioni finanziarie sono diventate più restrittive e, se le cause della nuova restrizione persisteranno, potrebbero esserci conseguenze sullo scenario degli Stati Uniti; per ora il Comitato sta valutando le implicazioni degli sviluppi internazionali e i nuovi rischi. I verbali potrebbero dare maggiori informazioni sulla distribuzione di opinioni e timori all’interno del FOMC riguardo agli sviluppi recenti, e fornire qualche segnale sulle probabilità e i tempi dei prossimi rialzi dei tassi. Per ora non è stata rimossa esplicitamente l’opzione di un rialzo a marzo, anche se è un evento ormai remoto: i verbali potrebbero menzionare quali condizioni escluderebbero un rialzo ravvicinato e segnalare la diffusione di aspettative per uno spostamento verso il basso del grafico a punti a marzo.

Ieri sui mercati

Arabia Saudita, Russia, Venezuela e Qatar hanno annunciato di aver raggiunto un’intesa per un congelamento della produzione di petrolio greggio ai livelli di gennaio 2016, ma condizionata alla partecipazione degli altri grandi paesi produttori, principalmente Iraq e Iran. Si badi che il congelamento della produzione, anche se rigorosamente implementato, non annullerebbe l’eccesso di offerta che nell’arco di 12 mesi circa. D’altro canto, è escluso che l’Iran possa rinunciare a riportare la propria produzione ai livelli pre-embargo e si può al massimo immaginare un atto di buona volontà, più o meno simbolico. Sicché il contributo dell’accordo potrebbe al più essere quello di togliere dal tavolo gli scenari catastrofici di ulteriore aumento dell’eccesso di offerta e di ulteriore tracollo dei prezzi. Le quotazioni future del Brent Crude hanno chiuso la giornata a $32,18, ben sotto i massimi infragiornalieri di $35,55 e anche sotto i livelli di lunedì.

Listini azionari in calo in Europa, ma in netto rialzo negli Stati Uniti. In Asia questa mattina andamenti divergenti fra Nikkei (in calo) e indici cinesi (in rialzo). Nowotny, governatore della banca centrale austriaca, ha confermato che le turbolenze di inizio anno sono legate al fatto che “fondi statali e banche centrali [nei paesi emergenti] stanno lavorando duramente per essere più sicuri possibili in termini di liquidità” e “ciò sta avendo un impatto non insignificante sui mercati azionari”.

  • Le quotazioni dei titoli di stato europei sono calate, producendo un modesto rialzo (2-4pb) dei rendimenti sulle scadenze medie e lunghe. Lieve rialzo degli spread sovrani, limitato a 2pb sulla scadenza decennale BTP. Il mercato deve assorbire in questi giorni oltre 18 miliardi di offerta. Ieri, il tesoro spagnolo ha piazzato 5,7 miliardi di Letras, mentre oggi la Germania offre 5 miliardi del decennale Feb-2026.
  • Il dollaro ha proseguito il recupero dei giorni precedenti, ma a velocità ridotta e con segnali di inversione nelle ultime ore. Il cambio contro euro ha chiuso pressoché stabile a 1,1141, mentre quello contro yen è ridisceso a 114,06.

Area euro

Germania. L’indice ZEW sulla situazione corrente a febbraio ha corretto oltre le attese di consenso a 52,3 da 59,7. L’impatto della forte turbolenza dei mercati era atteso ed è stato confermato; tuttavia il livello attuale è al di sopra della media storica di oltre una deviazione standard. L’indice sulle aspettative è calato anch’esso (per il secondo mese consecutivo) a 1,0 da 10,2, toccando il minimo da ottobre 2014: sebbene sia al momento al di sotto della media storica (24,6), è di quasi due deviazioni standard al di sopra del minimo storico. In questa fase, lo ZEW sembra indicare un rallentamento per l’output tedesco per lo meno per la prima parte dell’anno. Tuttavia, data la volatilità dell’indice, indicazioni più attendibili sull’economia verranno dalle indagini PMI e IFO.

Italia. Dopo la ripresa di novembre, il commercio con l’estero è tornato a frenare nell’ultimo mese dell’anno (export -2,2% da +3,4%, import -3,5% da +1,3% m/m). La frenata dell’export è dovuta interamente ai Paesi Ue (-4,7%) a fronte di una crescita, sia pur più contenuta che a novembre, per i Paesi extra-Ue (+0,9%). In prospettiva il commercio con l’estero, dopo aver dato un contributo positivo alla crescita del PIL nell’ultimo trimestre del 2015, potrebbe tornare a contribuire negativamente a inizio 2016.

Italia. I dati Inps sull’osservatorio sul precariato hanno evidenziato come nell’ultimo mese del 2015 vi sia stata una vera “corsa” delle imprese per godere appieno dell’esonero contributivo sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato: la quota di tali contratti sul totale dei contratti attivati/variati è schizzata al 67,8% dal 38,4% medio dei precedenti 11 mesi. Nel complesso del 2015, sono 1.442.726 i rapporti di lavoro instaurati con la fruizione dell’esonero contributivo. Nel corso del 2015, l’esonero contributivo sembra aver favorito non solo una ricomposizione dell’occupazione a favore di quella permanente, ma anche un aumento tout-court dei livelli occupazionali.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed migliora solo marginalmente a febbraio, salendo a -16,6 da -19,4 di gennaio, e restando ancora in territorio ampiamente negativo.

L’indice di fiducia dei costruttori a febbraio cala a 58 da 61 (rivisto da 60) di gennaio. Il calo è in parte spiegato dalla correzione della componente “traffico di acquirenti” probabilmente dovuta al clima. I sotto-indici relativi alle vendite restano in territorio ampiamente espansivo, con un aumento della voce vendite future a 65 da 64. L’indagine rimane coerente con prosecuzione dell’espansione nel settore dell’edilizia residenziale.

Harker (Philadelphia Fed) ha detto che, benché il sentiero dei tassi sia incerto, “può essere prudente aspettare fino a quando i dati di inflazione saranno più forti prima di attuare un secondo rialzo”. Rosengren (Boston Fed, votante), tipicamente su posizioni dal lato delle colombe, ha dato segnali di cautela affermando che i rialzi dei tassi devono essere attuati “senza fretta”. Secondo il presidente della Boston Fed comunque la sua previsione non include uno scenario che giustifichi allentamento della politica monetaria, come aveva anche affermato poco prima Harker. Kashkari (Minneapolis Fed, non votante) ha detto che il Comitato non ha deciso un numero di rialzi per il 2016.

Fonte: BondWorld.it


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