Flash: La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà dicembre

Da seguire: Area euro – La stima flash dovrebbe mostrare l’inflazione in aumento a 0,3% a novembre da 0,1%. L’effetto base dall’energia spingerà l’inflazione area euro fino a 1,4% a/a a gennaio, ma ridiscenderà al di sotto dell’1,0% fino ad agosto. L’inflazione core è vista stabile a novembre all’1,1% a/a….


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  • Stati Uniti – La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a novembre è vista dal consenso a 189 mila, dopo 182 mila di ottobre.
  • Stati Uniti – La crescita della produttività nel 3° trimestre dovrebbe essere rivista  verso l’alto a 2,2% t/t ann., dalla stima advance di 1,6% t/t ann., in seguito alla revisione verso l’alto della crescita del PIL del 3° trimestre. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe invece essere rivisto verso il basso a 1% t/t ann., da 1,4% t/t ann.
  • Stati Uniti – Il discorso di Yellen all’Economic Club a Washington precede di un giorno l’audizione sull’economia in Congresso e sarà un’occasione per preparare il terreno alla svolta dei tassi attesa per dicembre. Gli interventi di Yellen di questa settimana sono essenziali per la preparazione del rialzo dei tassi atteso per il 16 dicembre. I principali punti che Yellen potrebbe toccare nei suoi interventi sono due: 1) le condizioni per la svolta sono raggiunte ed è prudente iniziare il processo di normalizzazione della politica monetaria; 2) il ritmo della riduzione dello stimolo monetario sarà molto graduale e dipendente dall’evoluzione dei dati. Yellen potrebbe anche toccare il tema della comunicazione: al momento della svolta questo sarà un elemento critico delle decisioni della Fed. Infine Yellen potrebbe anche dedicare attenzione alla politica del bilancio, che fa parte del processo di normalizzazione e sulla quale entro dicembre dovranno essere date informazioni, dato che dal 2016 in poi nel portafoglio della Fed scadranno circa 200 mld di dollari di titoli all’anno.
  • Stati Uniti – La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC di metà dicembre. Il rapporto dovrebbe riportare crescita moderata diffusa a livello regionale, anche se su ritmi variabili tra i diversi settori. Il manifatturiero dovrebbe rimanere frenato dagli effetti dell’apprezzamento del dollaro e del calo del prezzo del petrolio, pur mostrando una buona tenuta nel settore auto. Il settore delle costruzioni dovrebbe proseguire sul trend di crescita e i servizi dovrebbero registrare aumento sostenuto soprattutto dai consumi. Il Beige Book potrebbe dare indicazioni di rilievo riguardo alle prospettive della stagione natalizia nel settore del commercio al dettaglio. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, sarà importante vedere se vengono di nuovo rilevate pressioni verso l’alto sui salari come indicato nel rapporto di ottobre.

Ieri sui mercati

  • Il PMI manifatturiero globale è calato da 51,3 a 51,2 in novembre. Il calo registrato nei paesi avanzati (in larga misura dovuto alla caduta dell’indice statunitense) ha più che compensato il marginale recupero dei paesi emergenti. La media del bimestre ottobre-novembre si colloca a 51,25, sopra la media storica e in rialzo rispetto al 50,8 del terzo trimestre.
  • ItaliaLa crescita del PIL nel terzo trimestre 2015 è stata confermata a 0,2% t/t. La crescita tendenziale è pari a 0,8% a/a, un decimo meno di quanto annunciato con la stima preliminare. Deludente l’andamento di investimenti ed esportazioni. Alla luce dei dati odierni, raggiungere una variazione media annua di 0,9% nel 2015 richiederebbe una crescita di 1,0% nel 2015.T4. Le indagini congiunturali (come ad esempio il PMI pubblicato oggi) rimangono orientate positivamente e sono coerenti con una crescita circa doppia di quella osservata nel terzo trimestre. Ipotizzando una variazione nel 4° trimestre di 0,4-0,5%, a questo punto è probabile che la media annua si fermi a 0,7-0,8%.
  • Area euro –  La seconda lettura conferma il PMI manifatturiero dell’eurozona a 52,8 a novembre da 52,3 di ottobre. Il PMI manifatturiero dell’eurozona nell’ultimo trimestre sta viaggiando attorno a 52,6 da 52,2 del terzo e rimane coerente con un’espansione del PIL almeno sul livello di quella vista nel quarto estivo (+0,3% t/t).
  • Area euro – La disoccupazione cala di un decimo a sorpresa a ottobre a 10,7% da 10,8% (ai minimi da gennaio 2012), spinta principalmente dal calo dell’indice tedesco a 6,3% da 6,4% e di quello italiano a 11,5% da 11,6% (dato quest’ultimo rivisto al ribasso da 11,8%).
  • Stati Uniti –  L’ISM manifatturiero a novembre cala a sorpresa a 48,6 da 50,1, scendendo sotto 50 per la prima volta da novembre 2012. Il PMI Markit manifatturiero a novembre è decisamente più positivo, a 52,8, con indicazioni generalmente espansive.
  • Stati Uniti – La spesa in costruzioni a ottobre è in aumento di 1% m/m da 0,6% m/m di settembre. La spesa privata è in crescita di 0,8% m/m, con incrementi diffusi al settore residenziale (+1% m/m) e a quello non residenziale (0,6% m/m).
  • Stati Uniti – Le vendite di autoveicoli a novembre  sono stabili a 18,1 mln di unità ann. per il terzo mese consecutivo, sui massimi da luglio 2005. I livelli delle vendite sono molto elevati, ma in termini di crescita le auto non dovrebbero dare un contributo significativo alla dinamica dei consumi del 4° trimestre, che dipenderà più da servizi e beni non durevoli.    
  • Stati Uniti – Brainard (Board Fed) ha detto che la “nuova normalità” probabilmente sarà un sentiero dei tassi “graduale e basso”. Evans (Chicago Fed, votante) ha mantenuto una posizione molto cauta riguardo a una potenziale svolta a dicembre.

 

Fonte: BondWorld.it


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