Flash: La Fed pubblica la variazione mensile del Labor Market Conditions Index per gennaio

Da seguire: Area Euro: Germania. Il saldo della bilancia commerciale è salito a 21,8 miliardi a dicembre da un precedente +17,9 miliardi. Le esportazioni sono cresciute del 3,4% m/m dopo il calo di -2,2% in novembre….

 


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


{loadposition notizie}

Le importazioni sono calate di -0,8% m/m. Il deprezzamento del cambio ed un recupero del commercio mondiale dovrebbero favorire una crescita più vivace dell’export tedesco nei prossimi mesi, mentre l’import è frenato dal calo dei prezzi degli idrocarburi.

Stati Uniti

   La Fed pubblica la variazione mensile del Labor Market Conditions Index per gennaio. I dati dovrebbero mostrare un’ulteriore variazione solida dell’indice, che da settembre 2014 ha registrato un’accelerazione del ritmo di aggiustamento del mercato del lavoro (variazione media nel 4° trimestre: 5,8; nel 3° trimestre: 4,2).

I market mover della settimana

Nell’area euro, eventi greci a parte, il focus sarà sulle prime stime sulla crescita del PIL a fine 2014. Per la media area euro, ci aspettiamo che il PIL abbia tenuto il passo dei mesi estivi a +0,2% t/t (0,7% a/a da 0,8%), mentre è probabile che in Germania la crescita sia risalita a 0,2% t/t dallo 0,1% t/t precedente. In Italia dovrebbe vedersi l’ultimo trimestre in rosso (-0,1% t/t come in estate) di questo ciclo. La produzione industriale è vista in crescita di 0,1% m/m nella media area euro e invariata sia in Francia che in Italia.

La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. Le vendite al dettaglio di gennaio dovrebbero mostrare una contrazione molto ampia, dovuta al crollo del prezzo della benzina e a una modesta correzione delle auto: il trend dei consumi rimane in crescita solida. I prezzi all’import di gennaio sono previsti in calo per il settimo mese consecutivo. La fiducia dei consumatori di febbraio dovrebbe confermare i livelli elevati di gennaio.

Venerdì sui mercati

   Balzo della curva dei rendimenti negli Stati Uniti, dovuta alla sorpresa dei dati occupazionali e alla conseguente revisione delle attese sulla politica monetaria.

   Scarso il travaso sui tassi europei: il rendimento decennale del Bund sale di 1pb, contro i 14pb della T-Note.

   Marginale allargamento dei premi al rischio su Italia e Spagna, in attesa degli sviluppi di questa settimana sul fronte greco.

   Anche il dollaro beneficia dei dati occupazionali, spingendo l’euro a 1,1310 e lo yen a 118,96.

   Quotazioni petrolifere in lieve rialzo, con chiusura a $57,8 per il future sul Brent Crude.

Area Euro

Grecia. Il discorso programmatico del nuovo primo ministro non contiene nessun ammorbidimento della posizione in vista dell’Eurogruppo di mercoledì 11. Tsipras ha reiterato la richiesta di una soluzione ponte, respingendo l’estensione del programma di sostegno in scadenza e promettendo l’attuazione di una serie di misure annunciate in campagna elettorale. In particolare, il governo procederà con l’incremento del salario minimo a EUR 751 entro il 2016, la reintroduzione della 13a mensilità per i pensionati con rendita inferiore a EUR 700, la fornitura gratuita di elettricità e alimenti alle famiglie povere. Le riassunzioni di personale licenziato nel pubblico impiego, invece, avverranno in sostituzione delle assunzioni previste nel 2015. Tsipras ha anche ribadito l’intenzione di riaprire ERT, la televisione di stato, e di bloccare il programma di privatizzazioni. Un’altra dichiarazione destinata a non facilitare future intese quella sul “dovere storico” di esigere dalla Germania riparazioni per la seconda guerra mondiale. Il ministro delle finanze Varoufakis, da parte sua, in un’intervista ha prospettato il collasso dell’Eurozona in caso di uscita della Grecia, e ha bollato come insostenibile il debito pubblico italiano. L’innalzamento dei toni riduce sempre più lo spazio per un’intesa. La posizione dell’Eurogruppo, espressa da Dijsselbloem venerdì, è che una soluzione ponte esiste già, ed è l’estensione del programma; la scadenza finale dell’offerta è lunedì 16 febbraio, quando si terrà la riunione ordinaria dell’Eurogruppo, e al meeting di mercoledì 11 dovranno essere scoperte le carte. Riguardo alla situazione di liquidità, ovviamente la posizione del governo è che non ci saranno problemi di liquidità per la durata dei negoziati, anche se dovessero estendersi fino a maggio (ma se fosse vero, perché ci sarebbe bisogno di una soluzione ponte concordata?)

Stati Uniti

L’employment report di gennaio conferma il continuo miglioramento del mercato del lavoro. I nuovi occupati non agricoli aumentano di 257 mila. Un’indicazione anche più rilevante viene dalla revisione verso l’alto degli occupati dei due mesi precedenti di ben 147 mila, che porta la media a 3 mesi della variazione mensile a 336 mila. Disaggregando per settore, si rileva un’ampia diffusione della solida dinamica occupazionale. L’occupazione rilevata con l’indagine presso le famiglie aumenta di 759 mila (media a 3 mesi: 314 mila). Il tasso di partecipazione aumenta a 62,9% da 62,7%, con una crescita della forza lavoro di 1,051 mln, in parte gonfiata dall’aumento della stima della popolazione che viene rivista a gennaio di ogni anno. Il tasso di disoccupazione aumenta a 5,7% da 5,6% di dicembre; questo rialzo avviene per motivi “buoni”, cioè per un aumento della forza lavoro e degli occupati rilevati con l’indagine presso le famiglie. Il tasso di occupazione sale a 59,3%, sui massimi da luglio 2009. I salari orari accelerano ampiamente, con una variazione di 0,5% m/m (2,2 % a/a), dopo -0,2% m/m di dicembre. A gennaio è entrato in vigore il rialzo del salario minimo in 9 stati. La variazione del salario minimo in stati popolosi può spiegare in parte la significativa ripresa della dinamica salariale. Gli elementi più rilevanti dei dati di gennaio sono tre: l’ulteriore aumento della dinamica occupazionale degli ultimi 3 mesi, l’aumento del tasso di partecipazione e la netta accelerazione della dinamica salariale. Prevediamo che nei prossimi mesi sia la partecipazione sia la crescita dei salari siano meno sostenute, ma la direzione di tutti gli indicatori dovrebbe rimanere in linea con la continua riduzione di risorse inutilizzate sul mercato del lavoro. Nel complesso il rapporto è ancora una volta molto positivo e dà sostegno alla previsione che entro metà anno il tasso di disoccupazione si trovi all’interno dell’intervallo di equilibrio stimato dalla Fed: il compito del FOMC si fa sempre più difficile, con l’economia in piena occupazione e l’inflazione in territorio negativo. Per ora riteniamo che non si possa escludere, come invece fa il mercato, una svolta sui tassi fra la fine del 2° trimestre e l’inizio del 3°.

Fonte: BONDWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.