Flash: La Federal Reserve continua a muoversi con molta cautela

Da seguire: Area euro: L’odierna riunione dell’Eurogruppo dei ministri delle finanze avrebbe potuto rappresentare il punto di svolta per la crisi greca: non sarà così. Il governo greco e la Commissione europea si sono scambiate bordate quasi ininterrottamente da inizio giugno….

 


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Tsipras ha attaccato con veemenza il FMI e la BCE di fronte al gruppo parlamentare di Syriza, mentre il suo ministro delle Finanze ha chiarito che la Grecia non ha intenzione di presentare alcuna nuova proposta alla riunione odierna. Per quanto riguarda le tre istituzioni, non hanno intenzione di fare marcia indietro in questa fase. Pertanto, l’incontro servirà soltanto a prendere atto che non c’è spazio per un accordo.

È improbabile che la questione sia risolta dal Consiglio europeo del 24-25 giugno. Al momento, il governo greco e Syriza sembrano essere più propensi a intraprendere una guerra contro il resto del mondo che a cercare un accordo: una commissione parlamentare ha pubblicato un rapporto che etichetta come “illegale” il debito accumulato dalla Repubblica negli ultimi anni, mentre la presidente del Parlamento ha accusato il governatore della Banca di Grecia di agire contro la Grecia e la democrazia, in quanto nella sua audizione parlamentare ha osato parlare del rischio e dei costi di un mancato accordo con i creditori.

Attualmente non ci sono segnali di panico fra i greci. Inoltre, il Tesoro riesce ancora a piazzare i suoi buoni a breve termine a tassi contenuti presso gli investitori domestici, rifinanziando così quelli in scadenza. Tuttavia, è molto probabile che la situazione  prenda una nuova svolta per il peggio nelle prossime due settimane. Ieri la BCE ha autorizzato un nuovo aumento a 84,1 miliardi dell’ELA alle banche greche, ma ciò potrebbe avere fine dopo il mancato pagamento al FMI previsto il 30 giugno; né è escluso che l’approssimarsi di tale scadenza porti a un accelerazione del calo dei depositi.

Stati Uniti

Il CPI a maggio è previsto in aumento di 0,5% m/m (0,1% a/a), sulla scia di una ripresa dei prezzi energetici. L’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m (1,8% a/a), dopo + 0,3% m/m di aprile. Tra le varie voci, l’abitazione ex-energia dovrebbe continuare a registrare aumenti di prezzi solidi, fra 0,2% e 0,3% m/m; abbigliamento e trasporti dovrebbero riaccelerare dopo la contrazione di aprile. Il comparto sanità ha visto aumenti di 0,7% m/m ad aprile: la variazione a maggio dovrebbe essere molto più contenuta. I dati dovrebbero dare supporto alla previsione che la dinamica dei prezzi si riporterà su un trend compatibile con il raggiungimento dell’obiettivo del 2% nel medio termine.

L’indice della Philadelphia Fed a giugno è atteso in rialzo a 7,5 da 6,7 di maggio. Lo spaccato dell’indagine a maggio era ancora piuttosto debole, anche se in miglioramento rispetto a marzo per quanto riguarda ordini e consegne. Le aspettative a 6 mesi restavano positive. Sulla base delle informazioni del Beige Book e dell’ISM di maggio, il Philly Fed dovrebbe dare segnali di modesta espansione nel settore.

Ieri sui mercati

Area Euro

Italia. I dati complessivi sul commercio con l’estero nel mese di aprile hanno mostrato un calo per le esportazioni (-0,8% m/m) a fronte di una stabilità per le importazioni (dopo che nei due mesi precedenti si era verificata una crescita per entrambi i flussi commerciali). L’avanzo commerciale perciò nel mese è lievemente calato a 3,7 mld. Il rallentamento del flussi commerciali nel mese di aprile non appare preoccupante anche perché arriva dopo due mesi di forte accelerazione sia dell’export che dell’import.

Stati Uniti

La Federal Reserve continua a muoversi con molta cautela, pur avvicinandosi passo dopo passo al momento di un possibile rialzo dei tassi. Ovviamente, nella riunione del tutto interlocutoria di ieri non è stata annunciata alcuna variazione al quadro delle misure di politica monetaria, e non ci sono stati dissenzienti. Inoltre, la presidente Yellen si è prodigata nel rassicurare che il rialzo, quando inizierà, sarà graduale.

Le proiezioni sono state riviste nella direzione attesa, coerente con uno scenario centrale l’economia continui ad espandersi a un ritmo “moderato”. Anche i rischi sono classificati come “equilibrati”.

Lo spostamento più interessante concerne le valutazioni del FOMC sui tassi. Come era atteso, si è verificato un generale spostamento verso il basso dei valori mediani, che riflette una maggiore diversità di opinioni fra i membri del comitato. Riguardo a quest’anno, sono soltanto 2 i membri che non ritengono opportuno alzare i tassi entro fine anno. In generale, il FOMC attende “prove più nette” sulla forza della ripresa prima di avviare il ciclo di restrizione monetaria. Le valutazioni su fine 2016 mostrano una divergenza di opinioni estremamente ampia.

A nostro giudizio, la probabile evoluzione dell’economia americana nel corso dei mesi estivi indurrà la Federal Reserve ad effettuare un primo rialzo dei tassi ufficiali a fine settembre e l’informazione uscita ieri dal FOMC non contiene elementi che possano indurre a modificare tale valutazione.

Fonte: BONDWorld.it


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