Flash: La fiducia dei consumatori è vista ancora in calo a giugno

Da seguire: Area euro: – Italia. La fiducia dei consumatori è vista ancora in calo a giugno, a 104,5 da 105,4 di maggio. L’indice è ora ben al di sotto della media di lungo termine (112,6) e dei livelli toccati negli ultimi mesi del …


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2009 e ad inizio 2010. Sulla fiducia potrebbero aver pesato le preoccupazioni circa i riflessi sulle famiglie della manovra correttiva annunciata dal Governo.

– Il PMI composito per l’area euro è visto ancora in calo a giugno, a 55,8 da 56,4 di maggio. L’indice è atteso in calo sia nel manifatturiero (a 55,3) che nei servizi (a 55,8). Il PMI dovrebbe essere penalizzato dalle preoccupazioni circa la crisi sul debito europeo e dagli effetti sul ciclo delle manovre restrittive. In ogni caso, il valore dell’indice PMI resta in territorio ampiamente espansivo e coerente con una crescita di circa 0,4% t/t.

– L’indice di fiducia delle imprese della Banca Nazionale del Belgio dovrebbe mostrare un calo a -5,4 a giugno, da -4,9 di maggio. Il calo sarebbe in accordo con le indicazioni meno positive giunte da altre indagini di fiducia nell’area euro. Sul calo potrebbe aver influito l’esito incerto delle elezioni politiche. La flessione sarebbe comunque lieve perché in Belgio non è in vista per ora una correzione fiscale e perché le imprese, tipicamente esportatrici, potrebbero beneficiare dell’euro debole.

– Aste – Il Portogallo riapre oggi la OT 10/2015 3,35% per un ammontare obiettivo di 300-800 milioni di euro. Nel corso della settimana si svolgerà il collocamento tramite sindacato di emissione del CCTeu 15/12/2015, primo titolo della nuova categoria di CCT indicizzati ad Euribor.

Stati Uniti

– Le vendite di case nuove a maggio sono previste in calo a 350 mila, da 504 mila di aprile. Aprile aveva visto un ampio aumento spiegato dalla fine degli incentivi, che per le case nuove scadevano a fine aprile. Il calo atteso per maggio risente della fine degli incentivi e riporterebbe il livello delle vendite vicino ai minimi di febbraio (338 mila). Il trend di breve termine resterà debole/negativo per la necessità di smaltire gli aumenti straordinari della primavera. In seguito, il settore immobiliare dovrebbe avere un modesto trend positivo.

– La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con tassi fermi a 0,1% e con un comunicato molto simile al precedente. Il comunicato continuerà a indicare una previsione di ripresa moderata, soggetta ancora a rischi e fragilità. Il messaggio generale quindi dovrebbe essere di tempi ancora lunghi prima della svolta. Il centro del FOMC pensa che per ora non ci sia fretta, anche se alla periferia si alzano voci contrarie. Il comunicato evidenzierà qualche miglioramento sui dati congiunturali, coerenti con una crescita moderata, soggetta però a rischi derivanti dalla crisi europea, oltre a quelli domestici (elevato tasso di disoccupazione, restrizione del credito).

– Anche se gran parte degli esponenti della Fed ha minimizzato gli effetti negativi attesi dalla crisi europea, i rischi derivanti da un potenziale evento disastroso sul sistema finanziario mondiale, se pure con probabilità molto bassa, sono sufficienti a mantenere la Fed in stand-by e non segnalare l’avvio della strategia di uscita dalla politica monetaria straordinariamente espansiva in atto. Difficilmente quindi il comunicato verrà cambiato con indicazioni che segnalino una svolta sui tassi entro i prossimi sei mesi, nonostante il dissenso esplicito o il “disagio” di alcuni membri del Comitato. Potrebbe esserci però un aumento dei dissensi (oltre a Hoenig, forse anche Bullard). A parte questa “frangia”, il resto del FOMC è coeso al centro e condivide la preoccupazione per le possibili ripercussioni negative della crisi europea. La Fed segnalerà probabilmente che non ci sono pressioni inflazionistiche e quindi non c’è fretta per rimuovere lo stimolo monetario. Il comunicato sottolineerà che proseguono i preparativi per l’operatività dell’uscita e in tempi non troppo lunghi si potrebbe attuare un nuovo rialzo del tasso di sconto.

Ieri sui mercati

Cambio di direzione per i principali indicatori finanziari: corsi azionari in calo, euro in ribasso, rendimenti sulla curva tedesca in discesa di 4-7pb, spread sovrani in allargamento (ben +10pb per il Btp decennale). Difficile trovare motivazioni specifiche. Intanto, la flessibilità del renminbi si dimostra bidirezionale: con il dollaro in ripresa, la moneta cinese si è deprezzata da 6,797 a 6,8127, e questa mattina risulta quasi ferma rispetto a ieri.

Area euro

Germania. L’indice IFO è salito inaspettatamente a giugno a 101,8 da un precedente 101,5. L’indice è in sostanza negli ultimi tre mesi stabile su un massimo da oltre due anni. È un livello coerente con una crescita del PIL di oltre il 2% a/a. Nel mese, il lieve aumento della fiducia è dovuto a un miglioramento più marcato del previsto della valutazione sulla situazione corrente, salita da 99,4 a 101,1, massimo da agosto 2008. In calo invece oltre le attese l’indice delle aspettative, a 102,4 da 103,7 (l’indice resta comunque al di sopra della media di lungo periodo, 96,3). Il clima è lievemente migliorato nel manifatturiero (10,5 da 10,1), nel commercio all’ingrosso (3,5 da 2,6) e nelle costruzioni dove, pure resta su livelli depressi (-17,1 da -20,4). Fiducia in calo invece nel commercio al dettaglio (a -10,1 da -8,1), un segnale che i consumi delle famiglie non stanno contribuendo alla ripresa in corso. In generale, il dato è confortante circa il fatto che la ripresa dell’attività manifatturiera in Germania va avanti nonostante le turbolenze finanziarie (che hanno avuto impatto invece sull’indice ZEW). Anzi il deprezzamento dell’euro che ne è derivato sta aiutando ulteriormente la competitività dell’industria tedesca sui mercati internazionali.

Stati Uniti

Le vendite di case esistenti a maggio sono scese,contro aspettative di aumento, calando a 5,66 milioni di unità ann. (-2,2% m/m) da 5,79 milioni di aprile (rivisto da 5,77 milioni). In calo sia il comparto delle case uni-familiari (-1,6% m/m) sia quello delle case multi-familiari (-6,8% m/m). Le scorte di case invendute sono circa stazionarie, a 8,3 mesi come la media dei tre mesi precedenti; in calo le scorte di case invendute nel comparto uni-familiari. Il calo delle vendite di maggio è sorprendente alla luce dei forti aumenti registrati nei mesi precedenti dai contrati di compravendita (pending home sales). La National Association of Realtors suggerisce che il calo di maggio possa essere spiegato da tempi un po’ più lunghi del normale nel passaggio dai contratti alle vendite definitive: questo porterebbe a prevedere un aumento più forte delle vendite a giugno. Alternativamente il calo di maggio potrebbe essere il segnale di cancellazione dei contratti preliminari. Le vendite sono comunque su livelli elevati che non verranno mantenuti quando saranno esauriti gli effetti degli incentivi. I prezzi rispondono all’aumento delle vendite con rialzi significativi (+2,7% a/a prezzo mediano, +3,8% a/a prezzo medio).

Regno Unito

Il Governo britannico ha aggiunto altri due punti di interventi correttivi al programma ereditato dal Governo laburista, che ne prevedeva circa sei fino al 2016. L’obiettivo è di ridurre il deficit al netto degli interventi finanziari a 149 miliardi di GBP nell’anno fiscale 2010-11 e a 116 miliardi nel 2011-12. La differenza rispetto al programma del precedente Governo è più ampia per l’anno fiscale 2014-15, quando si programma un disavanzo di 37 miliardi. Il debito si stabilizzerebbe come percentuale del PIL dal 2014, mentre il deficit calerebbe sotto il 35 dall’anno fiscale 2014-15.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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