Da seguire: – Aste – La Francia colloca il nuovo BTAN 07/2015 2,0%, oltre a riaprire altri 2 BTAN con scadenze 2012 e 2013, nonché 3 titoli indicizzati all’inflazione; in totale, confida di raccogliere da un minimo di 7,8 a un massimo 9,8 miliardi di euro. La Spagna …
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riapre due titoli a lungo termine, il 04/2020 4,0% e il 07/2041 4,7% con l’obiettivo di raccogliere 2,5-3,5 miliardi di euro.
– Si svolgerà oggi la riunione del Consiglio dell’Unione Europea. I capi di governo dovrebbero sottoscrivere i primi orientamenti sulla riforma del meccanismo di sorveglianza macroeconomica e del patto di stabilità, discutere i piani di correzione fiscale e condividere una posizione sulla supervisione finanziaria. L’agenda prevede anche l’adozione della nuova strategia di sviluppo, Europa 2020, che rimpiazza la fallita Agenda di Lisbona. Conferenza stampa del presidente Van Rompuy alle 16.30.
Stati Uniti
– Il CPI a maggio dovrebbe registrare una variazione di -0,2% m/m, il secondo calo consecutivo dopo -0,1% m/m di aprile. Il CPI core dovrebbe registrare un aumento di 0,1% m/m, mantenendo la dinamica tendenziale stabile a 0,9% a/a. Il calo dell’indice headline dovrebbe essere spiegato dalla correzione del prezzo della benzina, i prezzi degli alimentari dovrebbero essere invece in aumento. Sull’indice core si dovrebbe vedere una moderazione del trend in aumento dei prezzi delle auto, come già rilevato ad aprile. Anche la sanità dovrebbe vedere rallentamento della dinamica recente. I prezzi dell’abbigliamento potrebbero vedere un’inversione del calo degli ultimi mesi. Anche il Beige Book ha confermato la difficoltà dei produttori a trasferire gli aumenti dei prezzi degli input lungo la catena distributiva, riducendo le pressioni inflative.
– L’indice della Philadelphia Fed a giugno dovrebbe scendere a 18 da 21,4 di maggio. Il Beige Book per l’area di Philadelphia riporta “modesto” aumento dell’attività. Nell’indagine di maggio, la componente nuovi ordini era scesa a 6,1 da 13,9 del mese precedente, segnalando una probabile correzione nell’indice di attività a giugno, alla luce anche dei 4 mesi consecutivi di aumenti dell’indice. I nuovi ordini dovrebbero risalire, mentre gli indicatori di occupazione dovrebbero restare positivi.
Ieri sui mercati
Il mercato europeo dei titoli di stato registra da alcuni giorni un crescente sganciamento dei BTP dagli altri periferici europei. Sulla scadenza decennale il BTP paga 140pb sul Bund equivalente, con poche variazioni rispetto a una settimana fa, mentre il benchmark spagnolo ha allargato da 190 a 225pb, un livello superiore ai 213pb toccati prima della violenta e generalizzata chiusura del 9-10 giugno. L’allargamento interessa anche Portogallo, Irlanda e Grecia. In un’intervista a Financial Times Deutschland, Gonzàlez-Pàramo (comitato esecutivo BCE) ha ammesso che “la situazione non è ancora del tutto rientrata nella norma” e che il programma di acquisti continuerà fino alla stabilizzazione dei mercati. L’euro è tornato sotto quota 1,23 dollari, cedendo terreno anche rispetto allo yen.
Area Euro
Italia. L’inflazione è stata confermata a 1,4% a/a a maggio, in modesto calo dall’1,5% a/a di aprile. Sul mese i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,1% m/m. Sulla misura armonizzata, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,1% m/m e di 1,6% a/a.
Il costo del lavoro nell’area euro è cresciuto di 2,1% nel primo trimestre 2010, dopo la revisione al ribasso del dato del trimestre precedente (a 1,7% da 2,2% a/a). Significativo il fatto che in Spagna si registri, viceversa, un rallentamento del costo del lavoro, ad un ritmo del 2% a/a dal 4,1% a/a del trimestre precedente.
L’indice dei prezzi al consumo area euro a maggio è confermato a 1,6% a/a, in salita da 1,5% a/a di aprile. L’inflazione annua è ai massimi dal maggio del 2008. Sul mese i prezzi sono saliti di 0,1% m/m (da 0,5% m/m precedente). Al netto di energia e alimentari, i prezzi al consumo rimangono stabili su livelli assai moderati (0,8% a/a).
Stati Uniti
Il PPI a maggio è sceso di 0,3% m/m dopo -0,1% m/m ad aprile. Il PPI core vede un aumento di 0,2% m/m dopo +0,2% m/m. In calo la benzina (-7% m/m) e il gas naturale (-1,1% m/m). I prezzi intermedi core aumentano di 0,3% m/m (6,1% a/a) rallentando la dinamica dei primi 4 mesi dell’anno. I dati sono meno deboli di quanto atteso e non modificano il quadro di inflazione al consumo senza pressioni verso l’alto, ma neppure destinata verso la deflazione.
I cantieri a maggio crollano a 593 mila (-10% m/m, +15,3% a/a) da 659 mila del mese di aprile; il calo è spiegato dall’unità monofamiliare (-17% m/m) a fronte dell’aumento delle unità multifamiliari (+33% m/m). Le licenze scendono a 574 mila (-5,9% m/m) a maggio da 610 mila di aprile. I dati, più deboli delle attese, risentono della fine degli incentivi agli acquisti di case scaduti ad aprile: fino all’estate sarà difficile valutare il trend sottostante del settore delle costruzioni residenziali. L’indagine dei costruttori a giugno è crollata a 17 da 22 di maggio e segnala debolezza nei prossimi mesi.
La produzione industriale è salita più del previsto a maggio, di 1,2% m/m dopo lo 0,7% m/m (lievemente rivisto al ribasso) del mese precedente. L’output nel settore manifatturiero è cresciuto dello 0,9% m/m (terzo aumento consecutivo), grazie in particolare alle vendite di auto (+5,5% m/m ad aprile dal -1,4% m/m di marzo). Prosegue anche il recupero per il grado di utilizzo degli impianti, salito un punto percentuale secco al 74,7% a maggio (massimo dall’agosto del 2008). Il recupero è iniziato da ormai quasi un anno.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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