Da seguire: Area Euro: – Sulla base della stima preliminare, l’inflazione misurata sui prezzi al consumo nell’area dell’euro dovrebbe aver accelerato a gennaio, al 2,3% a/a (con qualche rischio verso l’alto) dal 2,2% a/a di dicembre. Si fa ….
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concreto il rischio che il CPI per la maggior parte dell’anno e per la media del 2011 si attesti al di sopra del target BCE. In ogni caso, fin quando lo scostamento sarà nell’ordine di qualche decimo e non si materializzeranno rivendicazioni salariali per il recupero del potere d’acquisto, ciò non dovrebbe indurre la BCE a stringere la politica monetaria.
– Italia. L’indice ISAE di fiducia delle imprese manifatturiere ed estrattive è visto migliorare ancora a gennaio, stimiamo a 104,4 da 103 di dicembre. Il miglioramento di morale sarebbe coerente con l’andamento delle indagini manifatturiere negli altri principali Paesi dell’area dell’euro e della fiducia delle imprese industriali in Italia secondo la survey della Commissione. La fiducia segnala una riaccelerazione della produzione industriale a inizio 2011, dopo la probabile battuta d’arresto nel 4° trimestre 2010.
– Germania. Le vendite al dettaglio sono viste in recupero a dicembre (+1,5% m/m), dopo il crollo inatteso di novembre (-1,9% m/m). L’aumento dei prezzi registrato nel mese (+1,2% m/m secondo l’indice armonizzato) potrebbe limitare il rimbalzo per le vendite in termini reali. Il dato lascerebbe comunque le vendite in negativo negli ultimi tre mesi dell’anno, a -1,1% t/t, dopo l’incoraggiante incremento (in media pari a 0,6% t/t) dei 4 trimestri precedenti. Anche le indagini segnalano che per il commercio al dettaglio in Germania non si può ancora parlare di una significativa ripresa.
– Aste – La Francia emette carta a breve termine per un totale di 7,5 miliardi di euro.
Stati Uniti
– La spesa personale a dicembre dovrebbe continuare su un sentiero di crescita sostenuto, con un aumento di 0,5% m/m, dopo 0,4% m/m di novembre. Il reddito personale dovrebbe aumentare di 0,4% m/m, e il tasso di risparmio dovrebbe stabilizzarsi vicino ai livelli di novembre, a 5,2%. Da gennaio, con la riduzione delle ritenute sul reddito da lavoro, il reddito disponibile e il risparmio avranno un nuovo balzo verso l’alto. Il deflatore dei consumi core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m, come il CPI core, e stabilizzarsi su base tendenziale a 0,8% a/a.
– Il Chicago PMI è previsto in modesto calo a 65, da 66,8 di dicembre. Nei mesi recenti il Chicago PMI ha superato ampiamente i miglioramenti visti con tutte le altre indagini del settore e potrebbe vedere una correzione degli indici di produzione, a fronte di ulteriori miglioramenti nella componente ordini.
I market mover della settimana
Nell’area euro, oltre alla riunione della BCE, sono in agenda: 1) i dati sull’inflazione (area euro e Italia), che mostreranno un’ulteriore accelerazione dei prezzi sia alla produzione che al consumo; 2) il completamento della tornata di indagini di fiducia delle imprese relative al mese di gennaio, con la seconda stima dei PMI area euro e l’indice ISAE italiano che si confermeranno su livelli decisamente espansivi; 3) i numeri sulla disoccupazione in Germania, Italia e nell’intera area euro, che dovrebbero mostrare una sostanziale stabilità (con qualche segnale di modesto ottimismo per i prossimi mesi); 4) gli indicatori sulle vendite al dettaglio, viste rimbalzare su base mensile a dicembre sia in Germania che nell’intera area dell’euro, ma la cui tendenza di fondo appare ancora piuttosto deludente. Il consiglio europeo del 4/2 non prevede all’ordine del giorno alcuna discussione sulla riforma della EFSF, ma è possibile che il tema sia affrontato informalmente.
La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. I dati di gennaio dovrebbero essere positivi. Gli indici ISM dovrebbero confermare l’espansione dell’attività; le vendite di auto sono previste in calo temporaneo, ma sempre su livelli elevati; l’employment report dovrebbe mostrare una modesta accelerazione della crescita di occupati e un aumento del tasso di disoccupazione. Per dicembre, la spesa e il reddito personale sono previsti in aumento, mentre la spesa in costruzioni dovrebbe correggere dopo tre mesi di incrementi.
Venerdì sui mercati
I mercati azionari hanno chiuso in calo venerdì, su dati macroeconomici più deboli delle attese e su timori per gli sviluppi della crisi in Egitto e in Tunisia. I rendimenti sui Treasuries hanno corretto verso il basso dopo la pubblicazione dei dati del PIL del 4° trimestre: 10 anni in calo a 3,32% da 3,38%, 2 anni a 0,54% da 0,58% di giovedì, in marginale calo anche i futures sui fed funds. Anche in Europa i rendimenti sono scesi, 10 anni Bund a 3,15% (-5pb), stabile a 1,37% il 2 anni. Lieve allargamento degli spread per Spagna e Irlanda; stabili Italia e Portogallo, stringe la Grecia. Il dollaro si è rafforzato contro l’euro ma ha perso terreno rispetto allo yen.
Area Euro
A dicembre, la crescita di M3 ha rallentato a 1,7% da 2,1% a/a (il dato precedente è stato rivisto al rialzo di due decimi). La media mobile a 3 mesi è salita a 1,6% da 1,4% (contro un target ufficiale BCE di 4,5%). M1 ha continuato a frenare, da 4,6% a 4,4% a/a (ai minimi da due anni). Tra le principali contropartite di M3, la crescita dei prestiti al settore privato è risultata poco variata (1,9% da 2% a/a).
Italia. L’indice di fiducia dei consumatori secondo l’indagine ISTAT (ex ISAE) è calato a sorpresa a gennaio, a 105,9 da 109,1 di dicembre. Si tratta del primo calo dopo quattro mesi consecutivi di aumento. L’arretramento appare dovuto a giudizi più preoccupati soprattutto sulla situazione economica generale del Paese (a 77,3 da 81,9 precedente, mentre la situazione personale degli intervistati peggiora più lievemente, a 120,6 da 121,9), in particolare per quel che riguarda il futuro (l’indice prospettico tocca un minimo da marzo 2009 – ovvero dal punto di minimo del ciclo durante la crisi – a 90,9 da 98,1 mentre la valutazione della situazione corrente migliora a 117 da 116,5).
Italia. Le retribuzioni contrattuali hanno registrato un incremento inferiore alle attese, di appena un decimo su base mensile a dicembre. L’incremento annuo è di appena 1,7% (stabile rispetto al mese precedente, in risalita solo marginale dal minimo di 1,5% toccato a ottobre). L’unico settore a godere dell’adeguamento previsto dal contratto è stato quello del credito (+0,7% m/m).
Stati Uniti
La stima advance del PIL del 4° trimestre mostra una crescita di 3,2% t/t ann. Le vendite finali domestiche aumentano del 3,4% t/t ann. sottolineando la “qualità” dei dati di fine 2010. La crescita vede un forte contributo positivo dei consumi (in aumento di 4,4% t/t ann., contributo 3pp). Anche se le dinamiche registrate a fine 2010 vedranno un’attenuazione nei prossimi trimestri (in particolare i consumi non cresceranno stabilmente a questi ritmi), complessivamente i dati sono positivi: il calo delle scorte a fronte di una domanda finale più sostenuta del previsto è un’indicazione chiaramente favorevole alla dinamica dell’attività economica.
Moody’s ha detto che potrebbe modificare l’outlook sul debito statunitense da stabile a negativo prima del previsto; la decisione non è imminente ma potrebbe essere presa su un orizzonte più breve rispetto a quanto indicato in precedenza (due anni).
L’employment cost index è aumentato di 0,4% t/t. La variazione di salari e stipendi e quella dei benefits è stata dello 0,4% t/t, confermando la dinamica contenuta del costo del lavoro.
La fiducia dei consumatori rilevata dalla University of Michigan a fine gennaio registra un incremento a 74,2 da 72,7 della rilevazione preliminare. La fiducia torna vicina ai livelli di dicembre 2010 (74,5). In aumento le condizioni correnti (a 81,8 da 79,8) e quelle attese (a 69,3 da 68,2). In ulteriore crescita le aspettative di inflazione: sull’orizzonte a un anno le aspettative salgono a 3,4% da 3% di dicembre e novembre; su quello a 5 anni l’aumento è a 2,9% da 2,8% dei precedenti 3 mesi.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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