Flash: La Francia riapre tre titoli a tasso fisso

Da seguire: – Aste – La Francia riapre tre titoli a tasso fisso (BTAN 0,75% 09/2012, OAT 4% 04/2013, BTAN 2% 07/2015) per 7,0-8,5 mld e due indicizzati (OATi 1,3% 07/2019 & OAT€i 1,1% 07/2022) per 1,3-1,8 mld. In Spagna, riapertura della Obligación. 4,65% 07/2025 per 2-3 mld di euro…..


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Stati Uniti

– Il PPI a giugno è previsto in calo di -0,1% m/m; l’indice core dovrebbe aumentare di 0,1% m/m. L’indice headline, in calo per il terzo mese consecutivo, dovrebbe risentire del calo dei prezzi energetici. La componente prezzi dell’ISM a giugno è scesa di circa 10 punti, da 77,5 a 57, il calo più ampio da settembre 2008. I prezzi intermedi core dovrebbero rallentare rispetto alla dinamica sostenuta dei 5 mesi precedenti (0,7% m/m medio).

– L’indice Empire della NY Fed è previsto a luglio a 16 da 19,57 di giugno. Il mese scorso l’Empire era marginalmente salito da 19,11, dopo un ampio crollo a maggio (da 31,8). Le altre indagini di settore a giugno sono scese e questo lascia spazio per un calo a luglio. A giugno anche gli ordini erano risaliti dopo il calo di maggio, ma alla luce dei risultati delle altre indagini, i nuovi ordini dovrebbero tornare a scendere. Il messaggio complessivo dell’indagine dovrebbe essere in linea con quello degli altri dati: crescita positiva, ma meno sostenuta rispetto a quello che probabilmente sarà il picco ciclico ad aprile.

– La produzione industriale a giugno dovrebbe aumentare di 0,1% m/m, dopo +1,3% m/m (rivisto da 1,2%) di maggio. Fra marzo e maggio l’aumento medio è stato di 0,7% m/m. L’employment report ha indicato un ampio calo delle ore lavorate nel settore manifatturiero (-1,2% m/m), che dovrebbe essere compensato da un aumento ancora molto sostenuto della produttività. La componente output dell’ISM a giugno è scesa di 5,2 punti, a 61,4, ma resta in territorio espansivo.

– L’indice della Philadelphia Fed a luglio dovrebbe risalire a 9, dopo l’ampio calo di giugno da 21,4. L’indagine dovrebbe dare indicazioni coerenti con quelle dell’Empire: espansione del settore se pure a un ritmo più moderato.

– Presso la Commissione Bancaria del Senato si svolgono le audizioni per la nomina di tre membri del Board of Governors della Fed: J. Yellen (attualmente presidente della San Francisco Fed), P. Diamond (professore di economia al MIT, con lavori concentrati su teoria della crescita e sostenibilità dei programmi previdenziali) e Sarah Bloom Raskin (attualmente a capo della Commissione della regolamentazione finanziaria dello stato di Maryland, esperta di supervisione bancaria).

Ieri sui mercati

L’apertura del FOMC alla possibilità di un nuovo stimolo monetario in caso di rilevanti shock negativi ha contribuito ad arrestare i progressi dei mercati azionari. Netto calo dei rendimenti sugli UST (da -6 a -10pb), mentre i rendimenti dei titoli europei sono saliti moderatamente, con tendenza al riallargamento degli spread. Lieve rialzo per l’euro sul dollaro, con massimi a 1,2778; in rafforzamento la sterlina, che ha toccato 1,5296 dollari.

Area euro

La produzione industriale è cresciuta ancora dello 0,9% m/m a maggio (mentre le aspettative di consenso vedevano una crescita più sostenuta a 1,2% m/m). La variazione annua si porta cosi a +9,4% a/a da un precedente 9,6% a/a (dato rivisto al rialzo di un decimo). L’accelerazione più significativa si registra in Irlanda a +7,5% m/m che rimbalza da un precedente -9,6% m/m. Tra i principali paesi dell’area euro crescono Germania (+2,9% m/m), Francia (+1,9% m/m) e Italia (+1% m/m) mentre cala la Spagna di -0,3% m/m dopo il dato stagnante a 0% m/m di Aprile.

La lettura finale dell’inflazione area euro di giugno conferma il +1,4% a/a della stima flash, in rallentamento dall’1,6% a/a di maggio. Sul mese l’indice dei prezzi al consumo è rimasto stabile (dopo +0,1% m/m di maggio). L’inflazione core, al netto delle componenti più volatili, è stata rivista al rialzo di un decimo rispetto alla stima flash ed ha quindi accelerato a +0,9% a/a da +0,8% a/a di maggio con la componente energetica in calo del -0,4% m/m.

Italia. I prezzi al consumo secondo la misura nazionale sono confermati stabili a giugno dopo essere saliti di 0,1% il mese precedente. Sull’armonizzato, i prezzi sono stati rivisti verso l’alto di un decimo dalla stima preliminare, e crescono quindi dello 0,1% m/m. L’inflazione è confermata a +1,3% a/a sull’indice nazionale in modesto calo dal precedente +1,4% a/a, mentre sulla misura armonizzata è stata rivista al rialzo di un decimo a +1,5% (rispetto alla stima flash di 1,4% a/a) dopo il precedente +1,6% a/a.

In Italia le aste di titoli a medio-lungo termine hanno visto assegnare 6,8 miliardi complessivi, con rendimenti in calo sul 2015 da 2,91% a 2,85% e sul 2023 da 5,10% a 4,43%, ma in rialzo da 4,84% a 5,08% sul 2040, che è risultato il titolo più debole nel lotto. Solida domanda alle aste in Portogallo: sono stati assegnati titoli per 1,68 miliardi (cioè più del massimo annunciato); rispetto ai precedenti collocamenti, il Tesoro portoghese ha visto salire i rendimenti da 1,715% a 3,16% sul 2012 (ultima asta in aprile) e da 5,225% a 5,33% sul 2019, precedentemente offerto in giugno.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio scendono a giugno per il secondo mese consecutivo, con una contrazione di -0,5% m/m, dopo -1,1% m/m di maggio (rivisto da .-1,2% m/m). Al netto delle auto, le vendite scendono di 0,1% m/m (dopo -1,2% m/m a maggio); al netto di auto e benzina, le vendite aumentano di 0,1% m/m (dopo -1% m/m a maggio).

I prezzi all’import scendono molto più di quanto atteso, registrando un calo di -1,3% m/m, dopo -0,5% m/m. Al netto del petrolio i prezzi scendono di -0,5% m/m (petrolio, -4,4% m/m); tutte le componenti sono in calo (beni capitali, -0,3% m/m, beni di consumo -0,2% m/m).

I verbali della riunione del FOMC di giugno prendono atto del peggioramento “relativamente modesto“ dei dati macroeconomici indicando che lo scenario si è “in qualche modo attenuato”, ma concludono che per ora non è necessario introdurre ulteriori misure di stimolo. I verbali confermano un notevole cambiamento di focus rispetto alla riunione precedente, quando gran parte della discussione aveva riguardato i tempi e i modi della rimozione dello stimolo monetario; a giugno invece la discussione


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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