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Flash: La Germania riapre il Bund 2,25% 09/2020 per 5 miliardi

Da seguire: Area Euro: – Francia. L’indice dei prezzi al consumo secondo la misura nazionale è sceso di -0,1% m/m a settembre dopo il +0,2% m/m registratosi ad agosto. L’indice sottostante, che esclude tariffe e merci …


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volatili, è rimasto stabile e cresce di 0,8% a/a. Sull’armonizzato i prezzi al consumo sono visti stabili nel mese per un’inflazione annua in salita a 1,8% da 1,6% a/a. L’inflazione è vista poco variata nei prossimi mesi, circa in linea con la dinamica dell’area euro.

– Ad agosto, la produzione industriale nell’area euro è vista in crescita di 1,0% m/m, in accelerazione rispetto al mese precedente. La variazione annua corretta per i giorni lavorativi accelererebbe così a 7,8% da 7,2% a/a. L’output resterebbe tuttavia ai livelli di fine 2003. Il dato è trainato dalla crescita sostenuta e superiore alle attese in Germania (+1,7% m/m) ed Italia (+1,6% m/m) mentre la produzione è rimasta stabile sul mese in Francia. In generale, dopo due trimestri di crescita sostenuta (+2,4% t/t nel 1° trimestre, +2,5% t/t nel 2° trimestre), la produzione industriale potrebbe rallentare a un tasso di crescita dell’1,1% t/t nel trimestre estivo.

– Aste – La Germania riapre il Bund 2,25% 09/2020 per 5 miliardi.

Stati Uniti

– I prezzi all’import a settembre sono previsti in calo di -0,2% m/m, dopo +0,6% m/m ad agosto. Il calo atteso è legato alla correzione dei prezzi del petrolio nel mese scorso. Al netto del petrolio, i prezzi sono attesi in aumento di 0,2% m/m.

Ieri sui mercati

Nessun dato di rilievo. La Grecia ha collocato 1,2 miliardi di buoni del tesoro semestrali a un rendimento di 4,54%, in calo di 28pb rispetto all’asta del 14 settembre. Il 27% dell’offerta è stato assorbito da investitori esteri. Lo spread nei confronti del Bund sulla scadenza decennale si è chiuso di altri 22pb, tornando sotto quota 700pb per la prima volta da giugno. Lieve riallargamento, invece, per i BTP. L’asta BOT ha visto assegnati 6,5 miliardi a un rendimento lordo di 1,441%, in lieve rialzo rispetto a settembre (+1,3pb). Nel 3° trimestre le riserve valutarie cinesi sono salite a 2648 miliardi di dollari, +194 miliardi rispetto al giugno 2010. L’euro ha chiuso il movimento correttivo a 1,3773, risalendo poi per il resto della giornata; questa mattina ha segnato il massimo a 1,3978; dollaro sempre molto vicino ai minimi contro yen; sterlina debole contro euro, scambiato oltre 0,8800. La chiusura del periodo di riserva e l’usuale asta di drenaggio a un giorno della BCE hanno fatto rimbalzare l’Eonia a 0,762%; in aumento anche ieri i tassi Euribor: 0,767% sul mese, 0,982% sul trimestre.

Area euro

Secondo la stampa locale, in Irlanda il Governo cercherebbe di ottenere il consenso dell’opposizione sulla manovra di bilancio 2011-14.

Weber (Presidente della Bundesbank e membro del Consiglio direttivo BCE) è tornato a chiedere la cancellazione del programma di acquisto di titoli della Banca centrale.

Stati Uniti

I verbali della riunione del FOMC di settembre confermano l’aspettativa che “entro breve” verranno attuate nuove misure di stimolo monetario. Questo è anche il quadro che emerge dai discorsi più recenti: una maggioranza abbastanza ampia è favorevole a nuovi interventi, il cui annuncio avverrà probabilmente già alla riunione di novembre. Rimane incertezza sulle modalità di attuazione del nuovo stimolo. I partecipanti alla riunione del Comitato hanno discusso “diversi approcci possibili per fornire stimolo addizionale, ma si sono focalizzati principalmente su acquisti di Treasuries a più lungo termine e su possibili modi per influenzare le aspettative di inflazione”.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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