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Flash: La Germania riapre il Bund 2,5% 01/2021 per 4 miliardi di euro

Da seguire: – Aste – Il Portogallo emette oggi 750 milioni di BT con scadenza 17/02/2012 e riacquista due OT, il 3,2% 04/2011 e il 5,15% 06/2011. La Germania riapre il Bund 2,5% 01/2021 per 4 miliardi di euro….


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Stati Uniti

– I cantieri a gennaio sono previsti in aumento a 540 mila, da 529 mila di dicembre. Le licenze dovrebbero calare a 590 mila, riavvicinandosi ai livelli dei cantieri, dopo il sorprendente balzo di dicembre, che era giustificato da modifiche amministrative in vigore in alcuni stati grandi da gennaio 2011, ma non rifletteva un aumento del trend dell’attività di costruzione.

– I prezzi alla produzione a gennaio dovrebbero registrare un altro ampio incremento, +0,8% m/m, dopo + 0,9% m/m di dicembre (rivisto di due decimi al ribasso). La componente core dovrebbe aumentare dello 0,2% m/m.

– La produzione industriale a gennaio è prevista in aumento dello 0,8% m/m, come a dicembre. Il settore Utility dovrebbe proseguire sul trend di aumenti sostenuti spinti dalle condizioni climatiche particolarmente rigide. Il tasso di utilizzo della capacità produttiva dovrebbe aumentare a 76,5%.

– La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di gennaio. Le proiezioni macroeconomiche dovrebbero registrare un aumento nelle stime di crescita per il 2011, ma nessuna modifica significativa a tasso di disoccupazione e inflazione. Il dibattito sulla politica monetaria dovrebbe mostrare ancora un ampio consenso sul fatto che l’aggiustamento del mercato del lavoro sarà estremamente lento e che l’inflazione rimane moderata La maggioranza del Comitato comunque rimane compatta, accanto alla visione del Presidente che vede nell’elevato tasso di disoccupazione l’elemento determinante per la politica monetaria attuale e futura.

Ieri sui mercati

La Grecia ha raccolto 390 milioni con la sua asta per T-bills trimestrali; la forte domanda (per il 60% estera) ha fatto calare il rendimento dal 4,1% di un mese fa al 3,85%. Positiva anche l’asta spagnola: allocati 4,97 mld di Letras annuali a un rendimento di 2,41% (precedente 2,947%) e 1,20 mld di Letras a 18 mesi (rendimento 2,938% contro il precedente 3,367%). Sulla scadenza decennale, calano marginalmente gli spread sul Bund per Italia, Spagna e Portogallo, mentre allargano Irlanda e Grecia. Tassi stabili sulla curva tedesca. Dollaro in rafforzamento contro lo yen (83,6), ma debole rispetto alla sterlina. Gli indici azionari hanno chiuso in rialzo in Europa e Giappone, ma negli Stati Uniti prevalgono i ribassi (-0,3% per lo S&P500).

Area Euro

Secondo la lettura preliminare il PIL nell’area euro nel 4° trimestre è cresciuto di 0,3% t/t come nei tre mesi precedenti. La variazione annua ha accelerato al 2% da un precedente 1,9%. La Germania ha mostrato un rallentamento (leggermente più marcato rispetto alle attese di consenso) a 0,4% t/t (da 0,7% t/t del 3° trimestre); la crescita annua ha comunque accelerato a 4% da un precedente 3,9%. In Francia, la crescita del PIL si è fermata a 0,3% t/t, smentendo le attese di accelerazione; tuttavia, il rallentamento è imputabile al solo decumulo di scorte, che hanno sottratto ben un punto percentuale al PIL; su base annua la crescita del PIL francese ha rallentato a 1,5% da 1,7%. In Italia il PIL ha rallentato più del previsto, crescendo di appena un decimo su base congiunturale (dopo lo 0,3% t/t dei mesi estivi); la crescita annua ha comunque accelerato a 1,3% da un precedente 1,2%. Tra gli altri Paesi che hanno già comunicato i dati, il PIL ha accelerato a 0,6% t/t in Olanda mentre è calato in Portogallo (-0,3% t/t da un precedente +0,2% t/t) e in Grecia (-1,4% t/t, è il sesto trimestre consecutivo in negativo, l’ottavo sugli ultimi nove).

Germania. L’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è migliorato solo lievemente a febbraio, a 15,7 da 15,4, al di sotto delle aspettative di consenso (ricordiamo comunque che un valore superiore allo zero indica che la maggioranza degli intervistati vede le condizioni economiche migliorare nei prossimi sei mesi). L’indice sulla situazione corrente è aumentato più delle attese a quota 85,2 da un precedente 82,8, collocandosi solo di qualche punto al di sotto del massimo storico toccato nel giugno del 2007. Più sensibile che per la Germania è il miglioramento per l’intera Eurozona: non soltanto le aspettative migliorano a 29,5 da 25,4, ma l’indice sulla situazione corrente torna in positivo per la prima volta dal giugno del 2008, a +6,1 da -6,1.

Secondo Schäuble (Ministro delle Finanze della Germania) non c’era alcun bisogno di discutere dell’EFSF all’Ecofin di ieri ed “è ancora da vedere se ne parleremo prima di fine marzo”. Purtroppo la linea preferita da Germania, Austria e Olanda rimane quella di puntare su misure strutturali e vincoli di lungo termine e permane la paura di compiere passi che possano essere interpretati come cedimenti di sovranità fiscale. Ma, come ha ammesso ieri anche il Ministro delle Finanze del Lussemburgo, l’aumento del costo del debito in Portogallo probabilmente è stato causato dalla lentezza del processo decisionale europeo.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a gennaio aumentano dello 0,3% m/m, in rallentamento rispetto agli incrementi dei mesi precedenti (media nov-gen, +0,5% m/m, media dei tre mesi precedenti, +1,1% m/m). Il dato di gennaio viene rivisto verso il basso a +0,5% m/m. Al netto delle auto, le vendite crescono dello 0,3% m/m, come a gennaio. I dati di gennaio sono in parte influenzati negativamente da condizioni climatiche avverse; tuttavia le vendite danno un’indicazione di rallentamento della dinamica dei consumi rispetto al 4° trimestre, nonostante il contributo positivo della politica fiscale al reddito disponibile. Il sentiero dei consumi dovrebbe rimanere comunque intorno al 3,3% nel corso del 2011.

I prezzi all’import di gennaio registrano un nuovo ampio aumento, +1,5 % m/m, dopo +1,2% m/m (rivisto da 0,8% m/m) di dicembre. Anche a gennaio gran parte dell’incremento deriva dal prezzo del petrolio, in crescita del 3,4% m/m, +14,3% a/a. I dati registrano un nuovo ampio aumento dei prezzi degli alimentari, +2,6% m/m, +14,8% a/a. I dati segnalano rischi verso l’alto nei prossimi mesi per i prezzi degli alimentari.

L’indice Empire della Fed di New York a febbraio sale a 15,4 da 11,9 di gennaio. Nelle domande supplementari del mese, le imprese indicano di avere programmi di investimento in espansione nel 2011 rispetto al 2010. La maggioranza delle imprese che intende aumentare gli investimenti adduce come motivo principale la necessità di migliorare gli impianti per aumentare la produttività del lavoro. I dati confermano lo scenario di espansione dell’attività nel settore manifatturiero.

I flussi netti di acquisto di attività finanziarie a lungo termine a dicembre scendono a 65 miliardi, dopo 85 miliardi di novembre. Gli acquisti netti di Treasury a dicembre restano elevati a 54,6 miliardi di dollari, da 61,7 miliardi di novembre. A dicembre i Treasury detenuti da autorità estere aumentano di 11,9 miliardi di dollari.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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