Flash: La Germania riapre lo Schatz 0,5% 06/2012 per 6 miliardi di euro

Da seguire: – Aste – La Germania riapre lo Schatz 0,5% 06/2012 per 6 miliardi di euro e il Bund indicizzato all’inflazione europea…


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1,75% 04/2020 per 1 miliardo. Il Portogallo riapre due titoli (5,45% 09/2013 e 4,8% 06/2020) con l’obiettivo di raccogliere 1-1,5 miliardi.

Stati Uniti

– La Fed pubblica il Beige Book in preparazione per la riunione del FOMC del 22-23 giugno. Il rapporto dovrebbe confermare le indicazioni di espansione sostenuta e diffusa dell’attività. Informazioni di rilievo potrebbero venire dalle indicazioni relative alle prospettive dell’edilizia residenziale dopo la scadenza degli incentivi fiscali ad aprile. Le indicazioni riguardo al mercato del lavoro, e in particolare ai salari, e alle tendenze dei prezzi saranno importanti per i membri del FOMC che hanno espresso timori per un’eccessiva disinflazione.

Ieri sui mercati

L’asta di depositi settimanali condotta dalla BCE per drenare 40,5 miliardi dal sistema ha visto tassi in lieve rialzo, a 0,31% (marginale 0,35%), con la partecipazione di 64 banche. L’asta di fondi settimanali al tasso fisso dell’1% ha invece immesso 122 miliardi contro i 117,7 miliardi in scadenza. L’abbondanza di liquidità, testimoniata da un record di riserve in eccesso, compensa i problemi di circolazione dei fondi sui mercati interbancari e frena le tensioni sui tassi interbancari: l’Euribor sale perciò molto lentamente, di 0,02% al giorno in media sulla scadenza trimestrale, anche se sta salendo lo spread rispetto agli OIS equivalenti. Rendimenti in calo su Bund e BTP, con spread ancora sotto tensione. Lo S&P500 ha chiuso in rialzo di 1,1% dopo aver di nuovo saggiato i minimi di maggio; chiusura negativa per gli indici europei ieri e il Nikkei questa mattina. Cambio euro/dollaro confinato in un range stretto sopra 1,19.

Area euro

Germania. La produzione industriale è cresciuta di 0,9% m/m ad aprile dopo il 4,3% m/m di marzo, confermando il trend di forte recupero del manifatturiero già segnalato dalle indagini di clima. Il dato rende probabile un rimbalzo di circa il 3,7% t/t a giugno. L’industria potrebbe quindi contribuire alla dinamica trimestrale del PIL per lo 0,7-0,8% t/t. I servizi potrebbero aver aggiunto lo 0,2-0,3% e le costruzioni, in particolare residenziali, potrebbero contribuire per un altro 0,2% t/t: ciò suggerirebbe dunque una crescita del PIL tedesco di oltre l’1,0% nel 2° trimestre. Sul fronte della domanda, le esportazioni potrebbero, invece, frenare temporaneamente. I dati sulle vendite al dettaglio di aprile e le immatricolazioni auto suggeriscono un recupero dei consumi privati nell’ordine di 0,3-0,4% t/t a giugno. Non è però escluso che la crisi possa avere successivamente ripercussioni sulla fiducia e quindi sulle scelte di consumo ed investimento. Le indicazioni recenti ci inducono a rivedere la crescita del PIL tedesco nel 2° trimestre del 2010 a 0,8% t/t, da un precedente 0,5% t/t, con rischi verso l’alto. La crescita media annua nel 2010 dovrebbe essere dell’1,7%.

Stati Uniti

L’indagine delle piccole imprese condotta dall’NFIB sale a maggio a 92,2 da 90,6 di aprile, tornando sui livelli di settembre 2008. L’indagine mostra sette componenti dell’indagine su dieci in miglioramento. Aumenta la percentuale netta di imprese che intendono assumere (a 1 a maggio, in territorio positivo per la prima volta da settembre 2008) ma resta ancora debole e su livelli associati nei cicli precedenti a fasi recessive. Anche i piani di investimento rimangono deboli (solo il 20% delle imprese intende aumentare la spesa in conto capitale), se pure in miglioramento rispetto ai mesi passati. Da segnalare che aumenta la percentuale netta di imprese che intendono alzare i prezzi, a 14, tornando su livelli che non si vedevano da ottobre 2008 e dando supporto alla previsione che la disinflazione in atto dovrebbe svoltare entro la parte finale del 2010

Dalla Fed, segnali molto moderati nei discorsi di Evans (Chicago Fed) e Duke (Board). Per Evans non c’è “nessuna fretta” per alzare i tassi e la politica monetaria rimarrà espansiva “per un bel po’ di tempo”. Quest’ultima frase potrebbe essere la nuova caratterizzazione temporale che verrà adottata dal comunicato della prossima riunione FOMC, se il riferimento al “periodo esteso” verrà modificato. Duke (Board) ha sollevato dubbi sulla forza dei consumi, frenati dal tasso di disoccupazione e dalla necessità di ristrutturare i bilanci delle famiglie. Hoenig (Kansas City Fed) ha avanzato l’idea di alzare in misura contenuta, ma in tempi brevi, i tassi sui fed funds portandoli all’1% entro l’estate.

Giappone

Il nuovo primo ministro Kan ha sottolineato l’importanza di riportare sotto controllo le finanze pubbliche, pur mantenendo un obiettivo di rafforzamento dell’economia. Kan ha detto che va considerata seriamente l’ipotesi di alzare le imposte (in particolare l’imposta sui consumi attualmente al 5%) per finanziare la spesa, invece di emettere nuovo debito.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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