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Flash: La Germania riapre per 6 miliardi di euro lo Schatz 0,5% 06/12

Da seguire: Area Euro: – L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è visto stabile a giugno dopo il calo a 98,4 di maggio. La fiducia delle famiglie è salita lievemente secondo la stima preliminare a -17 da -18, la …


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Da seguire:

– La BCE conduce oggi l’asta di fondi trimestrali a tasso fisso introdotta per agevolare il rientro del p/t annuale, che sarà regolato giovedì 1/7. L’assestamento del mercato, che presenta già un eccesso di riserve di oltre 380 miliardi, sarà ulteriormente facilitato dal p/t a sei giorni che sarà condotto domani.

– Aste – La Germania riapre per 6 miliardi di euro lo Schatz 0,5% 06/12

Area Euro

– La stima preliminare per il mese di giugno dovrebbe mostrare l’inflazione area euro in calo all’1,4% a/a rispetto all’1,6% a/a di maggio. Il dato sarebbe coerente con una stabilità dei prezzi nel mese (dopo il +0,1% m/m di maggio). Il nostro profilo di previsione lascia intendere una media dell’inflazione 2010 a 1,6%.

– Italia. I prezzi al consumo dovrebbero risultare stabili a giugno dopo essere saliti di un decimo il mese precedente. L’inflazione rallenterebbe così all’1,3% a/a da un precedente 1,4% sull’indice nazionale e all’1,5% a/a dall’1,6% a/a sull’armonizzato. L’inflazione è vista salire in misura assai moderata nei prossimi mesi, restando anche a fine anno sotto il 2%.

– Italia. L‘indice di fiducia delle imprese è visto in calo a 95,5 a giugno da un precedente 96,2. La media del 2° trimestre del 2010 si collocherebbe così a 95,9. L’aumento degli ordini dall’estero potrebbe essere più che compensato da una diminuzione delle commesse dall’interno, e non è da escludere un aumento delle scorte. Sulla fiducia delle imprese potrebbero incidere negativamente anche le preoccupazioni finanziarie legate alla manovra correttiva.

– Germania. Il tasso di disoccupazione è visto stabile al 7,7% a giugno, stabilizzandosi dopo il trend discendente degli ultimi mesi. I disoccupati potrebbero calare, stimiamo di 15 mila unità dopo le 45 mila di maggio. Il mercato del lavoro tedesco continua a tenere meglio del resto della zona euro, grazie anche al sostegno offerto dal programma governativo “Kurzarbeit”.

Stati Uniti

– Il Chicago PMI a giugno dovrebbe essere sceso a 59,5 da 59,7 di maggio, segnalando stabilizzazione del ritmo di crescita sui livelli elevati degli ultimi mesi. Il picco dell’indice toccato ad aprile a 63,8, dovrebbe essere alle spalle, ma l’eventuale rallentamento del ritmo di crescita modesto; questo è anche il messaggio delle altre indagini regionali. Lo spaccato dell’indagine dovrebbe vedere stabilità delle componenti produzione e ordini, e un miglioramento della componente occupazione. Anche i prezzi pagati potrebbero scendere rispetto ai livelli elevati di maggio, sulla base delle indicazioni delle altre indagini regionali.

– La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato vede una creazione di 60 mila posti a giugno dopo i 55 mila di maggio.
Ieri sui mercati

Un clima di crescente (e isterico) pessimismo sta conducendo a forti ribassi dei principali indici azionari, con aumento della volatilità implicita, e a ribassi dei rendimenti sulle curve dei titoli di stato. Gli analisti tecnici avvisano della prossimità di supporti importanti per lo S&P500 (1040), la cui violazione porterebbe a un’estensione dei ribassi con obiettivi fino a 950. Continuano ad allargarsi gli spread sovrani nella zona euro: sulla scadenza decennale la variazione è stata di +3pb per il BTP, +8pb per il Bono. Sui mercati valutari l’euro è sceso fino a 1,2167 dollari e 107,70 yen; pressione al ribasso anche rispetto al franco svizzero, rispetto al quale è sceso fino a 1,3176 prima di tornare sopra 1,32.

La BCE ha collocato ieri depositi a 7gg per soli 31,9 miliardi contro i 55 previsti, a un tasso marginale di 1,0% e medio di 0,54%. Contemporaneamente, le banche hanno raccolto fondi a una settimana per 162,9 miliardi all’operazione principale di rifinanziamento. Gli OIS sono risultati in calo rispetto al giorno prima di 2-4pb a seconda della scadenza, mentre è continuato il marginale rialzo dei tassi Euribor.

Area Euro

Francia. La fiducia dei consumatori è lievemente scesa a -39 a giugno da -38 del mese precedente. Si tratta del quinto calo consecutivo dell’indice. Il morale peggiora leggermente in quasi tutte le sotto-componenti.

L’indice di fiducia della Commissione Europea è lievemente (ed inaspettatamente) cresciuto a 98,7 a giugno dopo il calo di maggio a 98,4. È aumentata leggermente la fiducia dei consumatori (a -17 da -18), che rimane peraltro su livelli piuttosto depressi. Il morale è lievemente salito nei servizi (a 4 da 3), è rimasto stabile nell’industria (a -6) e nel commercio al dettaglio (a -6), ed è calato ulteriormente nel settore delle costruzioni (l’indice è calato a -30, tornando sui livelli dell’estate scorsa). Da registrare il lieve miglioramento delle prospettive occupazionali sia nel commercio al dettaglio che nell’industria, e il calo delle attese di disoccupazione dei consumatori. La fiducia nell’area euro va stabilizzandosi su livelli coerenti con un tasso di crescita del PIL superiore all’1% a/a.

Stati Uniti

L’indice dei prezzi delle case Case-Shiller per le principali 20 città ad aprile registra un aumento di 0,4% m/m (+0,6% t/t ann. +3,8% a/a); solo tre città segnano un calo mensile (Seattle, Miami, New York). La crescita tendenziale è positiva da febbraio 2010, e ad aprile ha toccato il massimo da settembre 2006. L’indice per le principali 10 città aumenta di 0,3% m/m (+4,6% a/a). I dati sono probabilmente sostenuti dagli effetti della fine degli incentivi per l’acquisto di case e potrebbero tornare a indebolirsi.

Le vendite rilevate dagli indici settimanali nella settimana conclusa il 26 giugno sono deboli. L’indice Redbook registra un calo di 0,6% su base mensile e l’indice ICSC si contrae di 0,1% m/m.

La fiducia dei consumatori rilevata dal Conference Board a giugno è scesa a 52,9 da 62,7 di maggio, molto più di quanto atteso dal consenso. In forte calo sia la situazione corrente a 25,5 da 29,8 di maggio; le aspettative scendono a 71,2 da 84,6.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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