Da seguire: Italia. La stima preliminare del CPI a gennaio dovrebbe mostrare l’indice in calo di due decimi allo 0,5% da 0,7% di dicembre sull’indice nazionale e di un decimo allo 0,6% da 0,7% su quello armonizzato……
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Nel mese, i prezzi al consumo dovrebbero essere cresciuti di 0,1% m/m (da 0,2% m/m di dicembre) sull’indice nazionale ma essere calati del 2,1% m/m (da +0,3% m/m) su quello armonizzato. Si segnala l’aumento della tariffa dell’elettricità. L’inflazione è ai minimi dal 2009 ed è attesa tornare sopra l’1% soltanto nei mesi primaverili.
Ieri sui mercati
La giornata di ieri ha registrato nuove correzioni sui mercati azionari, con chiusure ampiamente negative negli USA (S&P 500 -2,3%), in Europa (Euro Stoxx -1,7%) e in Asia (Nikkei -4,2%, appesantito anche dall’apprezzamento dello yen). Dopo la pubblicazione di dati positivi n Europa, i mercati avevano iniziato un moderato rialzo. La svolta negativa è iniziata con la pubblicazione dell’ISM manifatturiero negli Stati Uniti, calato molto più delle attese (v. sotto). I mercati non hanno preso in considerazione le indicazioni qualitative dell’indagine, in cui si sottolineava il fatto che gran parte della correzione di gennaio è attribuita dalle imprese al clima avverso. Il dato deludente dell’ISM è arrivato dopo un periodo prolungato di sorprese positive (che era prevedibile si sarebbe arrestato) e di revisioni verso l’alto alle stime di crescita, e ha determinato una reazione particolarmente ampia, sulla scia di timori che il rialzo della crescita non si realizzi. Altri dati di gennaio potrebbero essere influenzati negativamente dal clima straordinariamente freddo negli Stati Uniti, senza per questo avere implicazioni durature sullo scenario di crescita americano, che continuiamo a prevedere intorno al 3% annuo nel 2014. I mercati obbligazionari core hanno reagito ai dati USA con nuovi cali dei rendimenti, soprattutto negli Stati Uniti (Bund 10 anni -1 pb a 2,22%, T-note 10 anni a 2,59%, -6,8 pb).
Il mercato dei titoli di Stato italiani ha registrato flessioni dei rendimenti nell’ordine di 4pb sul segmento a 2 anni, con il tasso a 0,9%, e vede un calo di 2pb sul segmento a 10 anni (al 3,76%). Il mercato domestico, in linea con il debito sovrano del resto della periferia, sembra beneficiare della combinazione delle attese per la riunione BCE e dei buoni PMI pubblicati in mattinata.
Area Euro
La lettura finale del PMI manifatturiero dell’Eurozona a gennaio rivede al rialzo di un decimo a 54,0 la stima flash, dopo il 52,7 di dicembre. È un nuovo massimo da maggio 2011 e il quarto aumento consecutivo. La seconda lettura evidenzia miglioramenti sia in Germania a 56,5 da 56,3 che in Francia a 49,3 da 48,8. La prima lettura del PMI manifatturiero italiano mostra una leggera correzione a 53,1 da 53,3 di dicembre, ma non smentisce il trend espansivo in atto da luglio scorso. In Spagna la prima lettura vede l’indice in salita oltre le attese a 52,2 da 50,8 di dicembre, un massimo da febbraio 2011. Il buon risultato dell’indagine di gennaio è sostenuto dal miglioramento del libro ordini e in particolare di quelli destinati all’estero. Ci aspettiamo che l’economia nell’eurozona avanzi nel primo trimestre dello 0,2% t/t.
BCE Constancio ha indicato che l’AQR prevede l’uso dei Leverage ratio (uno dei parametri di Basilea III sulla liquidità) in modo non stringente ma solo a fini di controllo. Constancio ha indicato che le banche dovranno rivelare le esigenze di ricapitalizzazione evidenziate dall’AQR anche prima che il processo sia completato.
Stati Uniti
Il segretario del Tesoro Lew ha invitato il Congresso ad agire tempestivamente per aumentare il limite del debito federale, che tornerà in vigore il 7 febbraio, dopo la temporanea sospensione attuata il 17 ottobre 2013 con l’accordo sul budget. Lew ha ribadito che nelle prossime settimane le uscite supereranno ampiamente le entrate e che le misure straordinarie a disposizione del Tesoro per aggirare il limite saranno esaurite entro fine febbraio. La combinazione di maggiori uscite nette e minori misure straordinarie disponibili lascia molto meno tempo per trovare una soluzione in Congresso di fronte al limite del debito rispetto ai casi degli ultimi anni.
L’ISM del settore manifatturiero a gennaio cala più del previsto, scendendo a 51,3 (consenso: 56) da 56,5 (rivisto da 57) di dicembre e toccando il minimo da giugno 2013. Tutte le componenti principali sono in calo, ma le imprese attribuiscono gran parte della responsabilità per il rallentamento alle condizioni climatiche inclementi di gennaio, che hanno rallentato consegne e spedizioni, e in alcuni casi riportano ancora conseguenze negative del blocco del Governo di ottobre per l’attività nel loro segmento di business. Diversi commenti riportano ottimismo per le prospettive di espansione nel 2014. Il fatto che il calo dell’indice composito e dei diversi sotto indici sia attribuibile in gran parte al clima induce a considerare la correzione di gennaio come un fattore transitorio e a mantenere previsioni di crescita sostenuta nel manifatturiero nella prima parte del 2014, nonostante la turbolenza dei mercati emergenti.
La spesa in costruzioni a dicembre aumenta di 0,1% m/m, dopo +0,8% m/m (rivisto da +1% m/m). Come atteso, la componente residenziale prosegue sul trend positivo, registrando un aumento di +2,4% m/m (+17,5% a/a). Per l’edilizia non residenziale la variazione è di -1,3% m/m (-1,1% a/a). Il trend dell’attività di costruzione dovrebbe riaccelerare da febbraio, dopo due mesi particolarmente colpiti da condizioni climatiche avverse.
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