Da seguire: Area Euro: La lettura finale del PMI composito dell’Eurozona a ottobre potrebbe vedere l’indice in calo a 51,3 da 51,5 principalmente a causa del peggioramento di morale nei…
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servizi registrato nelle maggiori economie europee. La lettura finale del PMI servizi dell’Eurozona dovrebbe vedere una correzione al ribasso dell’indice a 50,6 da 50,9: solo in Germania il comparto rimane saldamente sopra il valore soglia di 50, mentre in Francia e Italia il clima rimane oscillante (50,2 e 51,0 rispettivamente). In Italia, infatti, la stima preliminare dovrebbe mostrare un calo del PMI servizi a 51,0 a ottobre da un precedente 52,7, in linea con le indicazioni dall’indagine ISTAT.Germania. Gli ordini di beni manufatti sono attesi in calo di 0,5% m/m a settembre dopo il-0,3% del mese precedente, in linea con le indicazioni dalle indagini di clima a fine estate. A ottobre l’indagine IFO ha segnalato un miglioramento delle attese sugli ordini dall’estero che fa sperare in un’accelerazione di ordini e produzione industriale per fine anno.
Ieri sui mercati
I mercati sono tornati a correggere su previsioni di crescita europea sempre deboli e in attesa dell’employment report di ottobre. Il quadro un po’ più cupo per lo scenario europeo pubblicato dalla Commissione (v. sotto) si somma a dati migliori delle attese negli Stati Uniti che non permettono di escludere del tutto la possibilità che la Fed inizi la riduzione degli acquisti a dicembre, anche se la probabilità rimane molto bassa. Gli appuntamenti della settimana, con la BCE (questa volta ci sono aspettative di taglio dei tassi fra gli operatori, dopo i dati di inflazione molto bassi di ottobre), l’employment report e i molti discorsi della Fed (fra cui anche uno di Bernanke) manterranno i mercati volatili. Anche i mercati obbligazionari hanno registrato correzioni, con rialzi dei rendimenti diffusi sia ai paesi core sia a quelli periferici (Bund 10 anni +5,9 pb a 1,74%, T-note +6,7 pb a 2,69%, BTP +6,4 pb a 4,18%). Si è rivelata ancora clamorosamente elevata la raccolta del Tesoro italiano con il BTP Italia: 16,8 miliardi di euro, destinati a crescere questa mattina, che porteranno alla chiusura anticipata del collocamento alle h. 14:00 di oggi. A questo punto, il programma di emissione 2013 sarebbe già completato, se vale l’indicazione fornita settimane fa di 470 miliardi, e il Tesoro potrebbe dedicarsi al pre-finanziamento del 2014, tagliando nel contempo le emissioni di BOT.
Il dollaro rimane sostenuto dai dati americani generalmente positivi e dall’incertezza sulla politica della Fed. L’euro oscilla intorno a 1,35 USD, accentuando l’arretramento nei confronti della sterlina a 0,8398.
Area Euro
Nelle previsioni economiche d’autunno la Commissione, rispetto allo scorso mese di maggio, ha in sostanza confermato le stime di crescita per il 2013-14 (limando solo leggermente al ribasso, di un decimo, la previsione per l’anno prossimo, all’1,1% dopo il -0,4% di quest’anno). Anche lo scenario di inflazione non è cambiato significativamente, con il CPI per l’anno prossimo previsto stabile all’1,5% (è scesa di un decimo la stima per quest’anno). Circa la finanza pubblica, è peggiorata la stima sul deficit 2013 (a 3,1% da 2,9%) mentre è migliorata la previsione (a legislazione vigente) per il 2014 (a 2,5% da 2,8%); sostanzialmente confermate le stime sul debito (a 95,5% nel 2013 e in calo di un decimo a 95,9% nel 2014). Le maggiori criticità circa il quadro di finanza pubblica vengono da Francia e Spagna. In Francia, la stima sul deficit 2014 (3,8%) è migliorata rispetto alle previsioni di sei mesi fa, ma resta inferiore rispetto al target governativo (3,6%); inoltre il disavanzo, anziché tornare al 3% nel 2015, è atteso rimanere poco variato (al 3,7%); in sostanza, ciò implicherebbe una necessità di correzione dei conti, rispetto al quadro tendenziale, di due decimi l’anno prossimo e di sette decimi l’anno successivo. In Spagna, la stima sul disavanzo a legislazione vigente per l’anno prossimo è migliorata dal 7% al 5,9%, a seguito degli interventi di correzione adottati, in pratica in linea con il target governativo (5,8%); tuttavia, senza ulteriori interventi il saldo tornerebbe a peggiorare nel 2015, al 6,6% nelle stime della Commissione (il che implicherebbe la necessità di un aggiustamento di oltre due punti di PIL rispetto ai target governativi). Per l’Italia, la Commissione vede un miglioramento del deficit più graduale rispetto a quello stimato dal governo: lo scostamento è tutto sommato limitato per il 2014 (dell’ordine di due decimi di PIL: 2,7% contro il 2,5% del target governativo) e significativo per il 2015 (2,5% contro 1,6%).
Tra i Paesi coinvolti nei programmi di salvataggio, le previsioni d’autunno pubblicate dalla Commissione Europea per il 2014 rivedono le stime di PIL e dei principali saldi di finanza pubblica per Irlanda, Grecia e Portogallo. Riguardo all’Irlanda, la Commissione rivede al ribasso il PIL 2014 all’1,7% dal 2,2% in linea con le previsioni del Governo a causa della ripresa più fiacca delle attese che si registrerà per il 2013 (dall’1,1% allo 0,3%). Il rapporto deficit/PIL atteso per il 2014 è indicato al -5,0% rispetto -4,8% delle previsioni del Governo, mentre per il 2015 la Commissione lo fissa al -3,0%, sostanzialmente in linea con il -2,9% del Governo. Il debito pubblico è previsto in lieve aumento al 120,8% per l’anno prossimo dal 119,5% della stima di primavera. Per il Portogallo, l’inizio della ripresa è atteso tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, per cui il PIL 2014 è rivisto dalla Commissione allo 0,8% dallo 0,6%, mentre il rapporto deficit/PIL 2014 rimane confermato al -4,0% come concordato col Governo in occasione della nona revisione del programma a ottobre. Era stato già rivisto quello 2013 dal -5,5% al -5,9%. Per il 2015 rimane valida la previsione condivisa da Troika e Governo per un deficit/PIL al -2,5%. Il debito ci si aspetta che aumenti ulteriormente l’anno prossimo dal 124,3% al 126,7. Infine, in Grecia la recessione sta progressivamente riducendosi di intensità tra la fine del 2012 e la prima metà di quest’anno: il PIL 2014 rimane confermato quindi allo 0,6% coerentemente alle stime condivise da Governo e Troika in occasione dell’ultima revisione del programma, e il rapporto deficit/PIL 2014 viene aggiornato in positivo al -2,0% dal -2,6% della stima di primavera, mentre per il 2015 dovrebbe scendere ulteriormente al -1,1%. Il debito pubblico è previsto dalla Commissione salire a 175,9% (dalla stima di primavera di 175,0%) nel 2014 per ridursi a 170,9% nel 2015. La questione tuttora aperta per quanto riguarda Atene rimane l’accordo sull’entità del fiscal gap 2014, che il Governo continua a stimare attorno a 500-600 mln di euro mentre i finanziatori internazionali temono possa aggirarsi attorno ai 2 mld.
Stati Uniti
I partecipanti al FOMC stanno iniziando a segnalare il loro posizionamento sulla strategia di politica monetaria post-crisi fiscale. I commenti di Fisher (pronto a ridurre gli acquisti subito) sono stati seguiti da interventi più accomodanti di Powell (Board), Rosengren (Boston Fed) e Bullard (St Louis Fed). Bullard ha detto che la Fed sta acquistando titoli a “un ritmo torrido” e preferirebbe finire il programma se possibile, ma “vorrebbe raggiungere gli obiettivi”, mentre Rosengren ha indicato che la politica monetaria dovrà rimanere molto accomodante per un lungo periodo per raggiungere la piena occupazione in un orizzonte previsivo ragionevole”. Powell ha detto che la tempistica della riduzione degli acquisti è per forza incerta dato che dipende dall’evoluzione dell’economia. Powell ha aggiunto che la Fed si sforzerà di essere trasparente e che comunque ogni svolta di politica monetaria sarà condotta in modo graduale.
L’ISM del settore non manifatturiero a ottobre a sorpresa sale a 55,4 da 54,4 (consenso: 54). Lo spaccato dell’indagine è inequivocabilmente positivo: l’indice di attività sale a 59,7 da 55,1, i novi ordini sono in moderato calo ma restano su livelli elevati ( a 56,8 da 59,6), l’occupazione aumenta a 56,2 da 52,7. I dati mostrano un quadro da cui non traspaiono segni negativi derivanti dalla crisi fiscale di ottobre.
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