Da seguire: Domenica la Crimea ha approvato a larghissima maggioranza la proposta referendaria che promuoveva la richiesta di adesione alla Federazione Russa, che dovrebbe essere esaminata dal parlamento russo entro breve tempo…..
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La consultazione, caldeggiata dalla Russia, è stata condannata da molti paesi occidentali e potrebbe portare oggi all’annuncio delle prime limitate sanzioni (restrizioni agli spostamenti, congelamento di attività finanziarie di alcuni alti funzionari). Se la secessione della Crimea è sempre stata considerata inevitabile, i veri rischi vengono dagli sviluppi nelle regioni orientali dell’Ucraina: anche qui la Russia sta fomentando la spinta separatista, sebbene non sia ancora chiaro se l’intenzione sia quella di mantenere sotto pressione il nuovo governo ucraino e migliorare la propria posizione negoziale nella crisi, o di creare il pretesto per un’occupazione militare. Quest’ultima imporrebbe anche un’escalation della risposta diplomatica dell’Occidente, mentre il primo scenario avrebbe conseguenze economiche trascurabili per l’economia mondiale. La stessa Russia ha interesse a superare la crisi: le riserve valutarie sono calate del 7% in marzo, e la fuga dei capitali potrebbe causare una stretta finanziaria in grado di precipitare il paese in recessione.
Area Euro
La lettura finale dovrebbe confermare l’inflazione area euro stabile a 0,8% a febbraio. Sul mese i prezzi dovrebbero essere aumentati di 0,4% m/m. L’inflazione core potrebbe invece vedere una correzione al ribasso di un decimo allo 0,9% rispetto alla stima preliminare, ma in aumento rispetto allo 0,8% di gennaio. L’inflazione è attesa rimanere attorno allo 0,8% fino a primavera per poi risalire gradualmente all’1,1-1,2%.
Stati Uniti
L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in ripresa a 5,5 da 4,5 di febbraio. Il clima è stato ancora un fattore di freno all’attività nel settore manifatturiero fino ai primi 10 giorni di marzo pertanto le indagini dovrebbero ancora fornire indicazioni non affidabili riguardo ai trend sottostanti. Gli ordini nell’indagine dovrebbero risalire rispetto al dato marginalmente negativo di febbraio, ma l’occupazione dovrebbe rimanere al di sotto del livello visto il mese scorso (11,3).
La produzione industriale a febbraio dovrebbe aumentare di 0,3% m/m dopo -0,3% m/m di gennaio. A febbraio il manifatturiero dovrebbe recuperare una parte dell’output perso a gennaio (-0,8% m/m), con un aumento di 0,3% m/m, ancora frenato dal maltempo in diverse aree del Paese; le ore lavorate nel settore invariate e la debolezza della componente output dell’ISM manifatturiero segnalano che l’espansione di febbraio dovrebbe venire da aumento della produttività. A gennaio, il crollo del manifatturiero era stato limitato dal forte balzo delle utility, che dovrebbero ancora registrare un ampio incremento di output spinto dalle temperature molto al di sotto della media stagionale. Anche l’estrattivo dovrebbe segnare una variazione positiva dopo la contrazione di gennaio.
L’indice di fiducia dei costruttori (NAHB) a marzo è previsto in aumento a 50 dopo il crollo a 46 di febbraio. Gran parte del calo di febbraio è legato al maltempo: i dati di marzo dovrebbero dare indicazioni di miglioramento, pur restando ancora influenzate negativamente dal clima.
I market movers della settimana
Nell’Eurozona l’indice ZEW è atteso in modesto calo, ma ancora ampiamente al di sopra della media di lungo termine. La fiducia delle famiglie dell’Eurozona è vista stabile a marzo dopo il calo del mese precedente. La lettura finale dell’inflazione dell’Eurozona dovrebbe confermare la stima preliminare di 0,8% a febbraio, mentre l’inflazione core potrebbe essere rivista al ribasso di un decimo a 0,9%.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con il proseguimento del tapering, una modifica in senso “qualitativo” della forward guidance e indicazioni ancora molto accomodanti sul sentiero dei tassi. Le prime indagini di marzo del settore manifatturiero e della fiducia dei costruttori dovrebbero segnare una ripresa dell’attività, ancora però frenata dal maltempo. A febbraio, la produzione industriale, i nuovi cantieri e le vendite di case esistenti dovrebbero recuperare moderatamente dopo gli ampi cali di gennaio. L’inflazione a febbraio dovrebbe registrare ancora aumenti di 0,1% m/m sia per il CPI core sia per quello headline.
Venerdì sui mercati
Prevalgono ancora motivazioni cautelative, in connessione all’incertezza sull’esito della crisi ucraina. In Cina, le autorità monetarie hanno allargato la banda di oscillazione del renminbi da ±1% a ±2%. Si sostiene che la mossa si stata decisa per aumentare i rischi fronteggiati dagli speculatori; per ora, la salita del cambio con il dollaro (oggi a 6,1676) è accelerata. Moderato rialzo dei rendimenti sulla curva italiana, in un contesto di tassi pressoché stabili sui mercati core. Chiusure in ribasso sui maggiori listini azionari.
Stati Uniti
Il PPI a febbraio cala di -0,1% m/m (consenso: +0,2% m/m) per l’indice totale e di -0,2% m/m (consenso: +0,1% m/m) per quello core.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) cala a sorpresa a 79,9 (consenso: 82) da 81,6 di febbraio. L’indagine rileva un miglioramento delle condizioni correnti a 96,1 da 95,4 di fine febbraio, mentre le aspettative calano a 69,4 da 72,7. L’aumento del prezzo della benzina iniziato a metà febbraio e la correzione recente dei mercati azionari sono probabilmente la causa del modesto calo della fiducia, che però non è tale da alterare il sentiero dei consumi.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
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Da seguire:
- Domenica la Crimea ha approvato a larghissima maggioranza la proposta referendaria che promuoveva la richiesta di adesione alla Federazione Russa, che dovrebbe essere esaminata dal parlamento russo entro breve tempo. La consultazione, caldeggiata dalla Russia, è stata condannata da molti paesi occidentali e potrebbe portare oggi all’annuncio delle prime limitate sanzioni (restrizioni agli spostamenti, congelamento di attività finanziarie di alcuni alti funzionari). Se la secessione della Crimea è sempre stata considerata inevitabile, i veri rischi vengono dagli sviluppi nelle regioni orientali dell’Ucraina: anche qui la Russia sta fomentando la spinta separatista, sebbene non sia ancora chiaro se l’intenzione sia quella di mantenere sotto pressione il nuovo governo ucraino e migliorare la propria posizione negoziale nella crisi, o di creare il pretesto per un’occupazione militare. Quest’ultima imporrebbe anche un’escalation della risposta diplomatica dell’Occidente, mentre il primo scenario avrebbe conseguenze economiche trascurabili per l’economia mondiale. La stessa Russia ha interesse a superare la crisi: le riserve valutarie sono calate del 7% in marzo, e la fuga dei capitali potrebbe causare una stretta finanziaria in grado di precipitare il paese in recessione.
Area Euro
- La lettura finale dovrebbe confermare l’inflazione area euro stabile a 0,8% a febbraio. Sul mese i prezzi dovrebbero essere aumentati di 0,4% m/m. L’inflazione core potrebbe invece vedere una correzione al ribasso di un decimo allo 0,9% rispetto alla stima preliminare, ma in aumento rispetto allo 0,8% di gennaio. L’inflazione è attesa rimanere attorno allo 0,8% fino a primavera per poi risalire gradualmente all’1,1-1,2%.
Stati Uniti
- L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in ripresa a 5,5 da 4,5 di febbraio. Il clima è stato ancora un fattore di freno all’attività nel settore manifatturiero fino ai primi 10 giorni di marzo pertanto le indagini dovrebbero ancora fornire indicazioni non affidabili riguardo ai trend sottostanti. Gli ordini nell’indagine dovrebbero risalire rispetto al dato marginalmente negativo di febbraio, ma l’occupazione dovrebbe rimanere al di sotto del livello visto il mese scorso (11,3).
- La produzione industriale a febbraio dovrebbe aumentare di 0,3% m/m dopo -0,3% m/m di gennaio. A febbraio il manifatturiero dovrebbe recuperare una parte dell’output perso a gennaio (-0,8% m/m), con un aumento di 0,3% m/m, ancora frenato dal maltempo in diverse aree del Paese; le ore lavorate nel settore invariate e la debolezza della componente output dell’ISM manifatturiero segnalano che l’espansione di febbraio dovrebbe venire da aumento della produttività. A gennaio, il crollo del manifatturiero era stato limitato dal forte balzo delle utility, che dovrebbero ancora registrare un ampio incremento di output spinto dalle temperature molto al di sotto della media stagionale. Anche l’estrattivo dovrebbe segnare una variazione positiva dopo la contrazione di gennaio.
- L’indice di fiducia dei costruttori (NAHB) a marzo è previsto in aumento a 50 dopo il crollo a 46 di febbraio. Gran parte del calo di febbraio è legato al maltempo: i dati di marzo dovrebbero dare indicazioni di miglioramento, pur restando ancora influenzate negativamente dal clima.
I market movers della settimana
Nell’Eurozona l’indice ZEW è atteso in modesto calo, ma ancora ampiamente al di sopra della media di lungo termine. La fiducia delle famiglie dell’Eurozona è vista stabile a marzo dopo il calo del mese precedente. La lettura finale dell’inflazione dell’Eurozona dovrebbe confermare la stima preliminare di 0,8% a febbraio, mentre l’inflazione core potrebbe essere rivista al ribasso di un decimo a 0,9%.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con il proseguimento del tapering, una modifica in senso “qualitativo” della forward guidance e indicazioni ancora molto accomodanti sul sentiero dei tassi. Le prime indagini di marzo del settore manifatturiero e della fiducia dei costruttori dovrebbero segnare una ripresa dell’attività, ancora però frenata dal maltempo. A febbraio, la produzione industriale, i nuovi cantieri e le vendite di case esistenti dovrebbero recuperare moderatamente dopo gli ampi cali di gennaio. L’inflazione a febbraio dovrebbe registrare ancora aumenti di 0,1% m/m sia per il CPI core sia per quello headline.
Venerdì sui mercati
Prevalgono ancora motivazioni cautelative, in connessione all’incertezza sull’esito della crisi ucraina. In Cina, le autorità monetarie hanno allargato la banda di oscillazione del renminbi da ±1% a ±2%. Si sostiene che la mossa si stata decisa per aumentare i rischi fronteggiati dagli speculatori; per ora, la salita del cambio con il dollaro (oggi a 6,1676) è accelerata. Moderato rialzo dei rendimenti sulla curva italiana, in un contesto di tassi pressoché stabili sui mercati core. Chiusure in ribasso sui maggiori listini azionari.
Stati Uniti
Il PPI a febbraio cala di -0,1% m/m (consenso: +0,2% m/m) per l’indice totale e di -0,2% m/m (consenso: +0,1% m/m) per quello core.
La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a marzo (prel.) cala a sorpresa a 79,9 (consenso: 82) da 81,6 di febbraio. L’indagine rileva un miglioramento delle condizioni correnti a 96,1 da 95,4 di fine febbraio, mentre le aspettative calano a 69,4 da 72,7. L’aumento del prezzo della benzina iniziato a metà febbraio e la correzione recente dei mercati azionari sono probabilmente la causa del modesto calo della fiducia, che però non è tale da alterare il sentiero dei consumi.
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