Flash Macro Daily

Flash: La prima lettura del PMI italiano è attesa in ulteriore miglioramento

Da seguire: Area euro. La seconda lettura dovrebbe confermare il PMI manifatturiero in aumento ad aprile a 56,8 da 56,2, sostenuto dall’assestamento dell’indice tedesco a 58,2 da 58,3 e dall’avanzamento di quello francese a 55,1 da 53,3……..


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicc qui per iscriverti gratuitaente


La prima lettura del PMI italiano è attesa in ulteriore miglioramento a 56 ad aprile dopo il 55,7 di marzo.

Area euro. La disoccupazione a marzo è attesa rimanere stabile a 9,5% dopo essere calata di un decimo a febbraio. Se confermato, in media trimestrale l’indice sarebbe quindi migliorato di due decimi a 9,5% da 9,7% del quarto trimestre 2016. Nel corso della restante parte dell’anno la disoccupazione dovrebbe continuare a scendere al ritmo di circa un decimo a trimestre.

Italia. Il tasso di disoccupazione potrebbe risultare invariato a 11,5% a marzo (in discesa rispetto al picco recente di 11,9% toccato a fine 2016). Per la media del 2017 ci aspettiamo un tasso dei senza-lavoro a 11,5%, ovvero in linea con i valori più recenti.

Stati Uniti

Le vendite di autoveicoli ad aprile sono previste in ripresa a 16,8 mln, da 16,5 mln di unità ann. di marzo.

I market mover della settimana

Nella zona euro il focus sarà sulla stima preliminare del PIL Eurozona del 1° trimestre; ci aspettiamo una crescita di 0,5% t/t, in accelerazione rispetto allo 0,4% t/t di fine 2016. Le indagini di fiducia suggeriscono che la fase di espansione solida procede con rischi verso l’alto. La disoccupazione è attesa stabile a marzo a 9,6% ma le indagini di fiducia hanno indicato una creazione solida dei posti di lavoro nei prossimi mesi. Le vendite al dettaglio euro zona sono attese in crescita di 0,3% m/m dopo 0,7% m/m precedente, grazie ai contributi positivi di Germania e Francia.

La settimana è densa di dati ed eventi importanti negli Stati Uniti. La riunione del FOMC si dovrebbe concludere con tassi fermi e una valutazione ancora positiva dello scenario macroeconomico, nonostante il rallentamento del 1° trimestre; il focus della Fed ora si sposta sulla politica del bilancio. Fra i dati di aprile, l’employment report dovrebbe mostrare una riaccelerazione della crescita degli occupati e un modesto rialzo del tasso di disoccupazione; gli indici ISM dovrebbero proseguire sul sentiero di correzione iniziato il mese scorso, riportandosi su livelli più coerenti con la crescita sottostante dell’economia intorno al 2%; le vendite di autoveicoli dovrebbero risalire modestamente. A marzo, la spesa in costruzioni dovrebbe essere in aumento; la spesa personale dovrebbe riprendersi dopo la debolezza di inizio anno, il deflatore core dovrebbe essere in marginale calo, riflettendo i fattori già visti nel CPI.

Ieri sui mercati

Il PMI manifatturiero cinese Caixin è sceso da 51,2 a 50,3, minimo degli ultimi sette mesi. Anche il PMI ufficiale è calato, in questo caso da 51,8 a 51,2. La debolezza sembrerebbe da attribuire agli ordinativi domestici, in quanto quelli esteri risultano ancora robusti. Calo anche per il PMI non manifatturiero ufficiale, sceso a 54,0 da 55,1.

Area euro

Grecia. Il governo ellenico e i suoi creditori avrebbero raggiunto l’accordo a livello tecnico sulle nuove misure da adottare per lo sblocco della nuova tranche di finanziamenti, che dovrebbe perciò essere approvata dall’Eurogruppo il 22 maggio prossimo.

PIL. Le stime preliminari per il 1° trimestre mostrano un rallentamento della crescita in Francia ma un’accelerazione a sorpresa in Spagna (0,8% t/t da 0,7%) e Belgio (0,5%t/t da 0,4%t/t. In Francia, il freno è venuta dai consumi privati (0,1% t/t da 0,6% t/t) e dal calo delle esportazioni. Il rallentamento dei consumi è stato solo in parte compensato dalla maggiore spesa per investimenti (0,9% t/t da 0,6% t/t). Nel complesso, la domanda interna ha contribuito alla formazione del PIL per 0,4% da 0,5%. Il canale estero invece dovrebbe aver segnato il passo a inizio anno, con le esportazioni in netto calo a -0,7% t/t da +1,4% t/t a fronte di importazioni in accelerazione a 1,5% t/t da 0,8% t/t: il contributo alla formazione del PIL è negativo e pari a -0,7 da +0,2 di dicembre. La variazione annua passa quindi a 0,8% da 1,2%. La seconda stima sarà disponibile il 30 maggio prossimo, ma ci aspettiamo che in primavera il PIL torni ad accelerare. Confermiamo la nostra previsione 2017 a 1,4% da 1,1% del 2016. In Spagna, il PIL è cresciuto di 0,8% t/t nel 1° trimestre riaccelerando rispetto al +0,7%t/t di fine 2016, mentre le stime erano per una stabilizzazione del ritmo di espansione. Non si avranno indicazioni più dettagliate fino al 25 maggio ma è probabile che i consumi delle famiglie abbiano fatto meglio del previsto. L’entrata più forte nell’anno in corso lascia la stima media annua a 2,6% nel 2017 da un precedente 3,2%. Ci aspettiamo che il PIL euro zona cresca di 0,5% t/t nel 1° trimestre (dati in uscita il 3 maggio).

Inflazione: rimbalzo pasquale ad aprile nella media area euro (1,9% da 1,5%) e in Italia (2,0% da 1,4%) ma stabile in Francia. L’inflazione tonerà indietro marginalmente già a maggio. Ad aprile, i prezzi al consumo sono cresciuti di 0,4%m/m nella media area euro, un decimo più forti delle attese. L’inflazione è rimbalzata a 1,9% da un precedente 1,5%. Ma ciò che è più rilevante è che l’inflazione core è schizzata all’1,2% dopo essere scesa di 0,2 punti in marzo allo 0,7%; si tratta di un massimo da giugno del 2013. La volatilità recente dell’inflazione euro zona è spiegata dalla cadenza ritardata della Pasqua quest’anno che ha depresso l’inflazione a marzo e l’ha gonfiata ad aprile. A questo si è aggiunto il contributo di un effetto base favorevole sui prezzi interni che ha spinto l’inflazione core da 0,7% a marzo all’1,2% ad aprile. Ci aspettiamo che l’inflazione core ritorni all’1,1% a maggio. La dinamica dei prezzi interni sarà sostenuta da un effetto statistico favorevole fino ad agosto in seguito all’effetto statistico si ritorna e l’inflazione potrebbe scivolare appena sotto l’1,0% entro la fine dell’anno. In Francia, i prezzi al consumo ad aprile sono cresciuti di 0,1% m/m su entrambe le misure, in rallentamento rispetto a marzo. L’inflazione è accelerata di un decimo sull’indice nazionale a 1,2% da 1,1% ma rimane stabile sull’armonizzato a 1,4%. L’inflazione dovrebbe lentamente risalire e raggiungere l’1,6% per fine anno.

Italia. Dopo essere aumentata per quattro mesi di fila tra novembre e febbraio, ed essere poi scesa a marzo, l’inflazione è tornata a salire ad aprile, a 1,8% secondo l’indice nazionale e a 2% in base all’IAPC. In entrambi i casi si tratta di un massimo da oltre quattro anni. L’aumento è dovuto interamente al contributo (due decimi ciascuno) da due componenti: servizi ricettivi e di ristorazione (+1,9% m/m) e trasporti (+1,7% m/m). L’inflazione di fondo (al netto di energetici e alimentari freschi) è salita per il terzo mese consecutivo, da 0,7% a 1% a/a (per trovare un valore più elevato occorre risalire a novembre del 2013); nel mese, i prezzi core sono aumentati di ben cinque decimi. Sul dato hanno inciso effetti temporanei: 1) il rialzo è dovuto in buona parte alla distorsione dovuta alle festività (Pasqua caduta ad aprile, seguita a breve distanza dal ponte della Liberazione); 2) il confronto annuo è distorto verso l’alto dalla componente energetica. L’inflazione è destinata a nostro avviso a tornare a calare già dal mese prossimo, stimiamo a 1,5% sul NIC e a 1,7% sull’armonizzato. L’inflazione core a nostro avviso dovrebbe aver superato il punto di minimo, ma difficilmente si attesterà stabilmente al di sopra dell’1% fatto segnare ad aprile (la nostra stima per la media del 2017 è anzi 0,9%).

Italia. I prezzi alla produzione sono rimasti invariati a marzo (dopo l’aumento dei tre mesi precedenti), rallentando su base annua a 3,1% da 3,3% di febbraio (che rappresentava un massimo da quasi quattro anni e mezzo). I prezzi sono scesi di un decimo sul mercato interno e sono rimasti fermi sul mercato estero. Al netto dell’energia (-0,8% m/m) i prezzi sul mercato interno sarebbero saliti di tre decimi. Sempre sul mercato interno, si nota un significativo aumento dei prezzi dei beni intermedi (+0,6% m/m, +3,5% a/a).

Italia. Come ampiamente atteso, Matteo Renzi ha vinto le primarie del Partito Democratico, con una percentuale provvisoriamente indicata nel 70% delle preferenze (un risultato anche superiore al successo già ottenuto tra gli iscritti, 66,73%). Il ministro della giustizia Orlando si è fermato al 19,5%, il terzo contendente Emiliano al 10,5%. L’affluenza è stata più alta del previsto.

Stati Uniti

La stima advance del PIL del 1° trimestre cresce di 0,7% t/t ann., al di sotto del consenso che prevedeva un incremento di 1% t/t ann. e, ancora una volta, il 1° trimestre registra una dinamica molto inferiore al trend. Il rallentamento della crescita è concentrato su due voci: consumi e scorte. I consumi sono quasi fermi, con una variazione di 0,3% t/t ann., dopo +3,5% t/t ann. a fine 2016. La previsione è che il 2° trimestre veda un netto rimbalzo, sostenuto dal mercato del lavoro al pieno impiego e da indici di fiducia su livelli molto elevati. Dietro il numero deludente della crescita complessiva, si nascondono i dati positivi degli investimenti fissi delle imprese (+9,4% t/t ann.) e degli investimenti residenziali (+13,7% t/t ann). La spesa pubblica si contrae di -1,7% t/t ann. Le esportazioni nette contribuiscono per 1 pp alla crescita del PIL, mentre le scorte sottraggono -0,9 pp. Nel complesso i dati a nostro avviso vanno letti in termini positivi per il segnale di crescita degli investimenti fissi delle imprese; il 2° trimestre dovrebbe vedere un rimbalzo significativo dei consumi e delle scorte. Il deflatore core accelera nel 1° trimestre, segnando un aumento di 2%, da 1,3% del 4° trimestre 2016.

L’Employment Cost Index nel 1° trimestre registra un aumento di 0,8% t/t (2,4% a/a), in netta accelerazione da 0,5% del 4° trimestre. La variazione trimestrale dell’ECI è la più ampia dal 4° trimestre 2007 ed è un segnale più importante per l’evoluzione del ciclo e della politica monetaria rispetto al dato del PIL del 1° trimestre.

La fiducia dei consumatori rilevata dalla Univ. of Michigan ad aprile (stima finale) corregge a 97 da 98. Il livello della fiducia è coerente con espansione dei consumi intorno al 3%.

La spesa personale a marzo è invariata, ma in termini reali aumenta di 0,3% m/m, dando indicazioni ottimistiche per i consumi in primavera, dopo la delusione del 1° trimestre (+0,3% t/t ann.). Il reddito personale è in rialzo di 0,2% m/m, e di 0,5% m/m in termini reali. Il deflatore registra una variazione di -0,2% m/m e il core corregge di -0,1% m/m (con la variazione annua in rallentamento a 1,6% a/a da 1,8% a/a

L’ISM manifatturiero ad aprile cala a 54,8 da 57,2. L’indagine rimane coerente con espansione del settore e con un contributo marginalmente positivo alla crescita complessiva.

La spesa in costruzioni a marzo è in calo di 0,2% m/m, dopo un forte rialzo a febbraio (+1,8% m/m rivisto da +0,8% m/m).

Il Congresso ha rinnovato la legge di spesa necessaria a finanziare il governo fino al 30 settembre. L’amministrazione intanto continua a spingere per portare in Congresso la versione modificata della riforma sanitaria, benché per ora non sia chiaro se esiste una maggioranza per approvarla.

Fonte: BondWorld.it


Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.

Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it

Ho letto
l'informativa Privacy
e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.