Da seguire: Area euro:
– La produzione industriale nell’area euro è vista in crescita dell’1,1% m/m a maggio dopo l’aumento di +0,8% m/m di aprile (sul quale non escludiamo una revisione al rialzo). La variazione annua….
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accelererebbe così a +11,1% a/a, massimo da quando esiste la serie (inizio anni ’90), anche se la produzione resterebbe ai livelli del 2004. La spinta più forte alla crescita dell’output dovrebbe venire dalla Germania, che ha registrato un aumento inatteso di +2,6% m/m a maggio.
– La lettura finale dell’inflazione area euro di giugno dovrebbe confermare il +1,4% a/a della stima flash, in rallentamento dall’1,6% a/a di maggio. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere rimasti stabili (da +0,1% m/m di maggio). Anche al netto delle componenti più volatili i prezzi dovrebbero essere rimasti fermi nel mese, per un CPI core stabile allo 0,8% a/a. In sostanza, la dinamica sottostante si conferma assolutamente moderata e su di essa non escludiamo anzi ulteriori pressioni verso il basso nei prossimi mesi.
– Aste – L’Italia colloca da un minimo di 5,25 a un massimo di 7,25 miliardi di BTP, ripartiti fra 3% 06/2015, 5% 09/2040 e 4,75% 08/2023. In Germania viene riaperto per 5 miliardi il Bobl 157 2,25% 04/2015. Infine, il Portogallo riapre per 1,0-1,5 miliardi la OT 5% 06/2012 e la OT 4,75% 06/2019.
Stati Uniti
– Le vendite al dettaglio a giugno dovrebbero essere in calo di -0,1% m/m, al netto delle auto, le vendite dovrebbero essere invariate.
– I prezzi all’import a giugno sono previsti in calo di -0,4% m/m, dopo -0,6% m/m a maggio. Il calo dovrebbe essere di nuovo da attribuire alla correzione del prezzo del petrolio.
– I verbali della riunione FOMC di giugno dovrebbero confermare quanto emerso con il comunicato: il consenso del Comitato è che ci possano essere ricadute negative sull’economia americana dalla crisi del debito europeo.
Ieri sui mercati
Forte rialzo per gli indici azionari mondiali, con chiusure a +1,5-2,0%; il tono positivo, alimentato dai risultati societari americani, ha interessato questa mattina anche i mercati asiatici. I mercati dei titoli di stato hanno subito la pressione degli azionari, segnando rialzi relativamente ampi dei rendimenti. Per gli UST l’aumento va da 1,5 a 6pb, con steepening della curva; sul mercato europeo, i rendimenti tedeschi sono saliti di 3-5pb, con aumento di 2pb della pendenza 10-2 anni, mentre gli spread Btp-Bund sono scesi sulle scadenze lunghe e sono rimasti pressoché invariati su quelle corte e medie. Euro in forte rialzo su dollaro (1,2711 questa mattina, con massimi a 1,2734) e yen (113,1). Violento rimbalzo anche per la sterlina, salita da 1,5025 a 1,5173 dollari e oggi in ulteriore ascesa a 1,521. Da segnalare che continua il rialzo dei tassi Euribor (0,835% sulla scadenza trimestrale), nonostante il raffreddamento delle tensioni sugli OIS, in calo rispetto a venerdì scorso.
Area euro
La Grecia ha collocato ieri 1,625 miliardi di buoni del tesoro a 6 mesi a un rendimento medio di 4,65%, contro il 4,55% spuntato il 13 aprile. La domanda è stata pari a 3,64x l’offerta.
Moody’s ha declassato il Portogallo di due livelli, ad A1, ma portando l’outlook a stabile. Il paese è classificato A- (con outlook negativo) da Standard & Poor’s e AA- (con outlook negativo) da Fitch. Lo spread decennale sul Bund, già risalito ieri da 278 a 283pb, oggi si è allargato ulteriormente a 286pb.
Il CEO della EFSF, Klaus Regling, ha affermato che il fondo sarà operativo entro la fine del mese e che in caso di richiesta di aiuto da parte di uno Stato membro potrebbe rendere disponibili i fondi entro un mese. Nell’intervista a Dow Jones, Regling ha ribadito che la EFSF raccoglierà sul mercato soltanto se richiesta dai Ministri delle Finanze dell’Eurogruppo e ha riconosciuto che l’attivazione potrebbe essere effettuata anche per finalità di ricapitalizzazione pubblica delle banche. La raccolta sarebbe effettuata appoggiandosi all’agenzia per il debito della Germania (Bundesrepublik Deutschland Finanzagentur GmbH). La EFSF non godrà dello stato di preferred lender in caso di insolvenza di uno Stato debitore. Regling si aspetta un rating AAA dalle agenzie grazie al rapporto garanzia/debito del 120% e delle riserve di liquidità previste in caso di erogazione di fondi, alimentate dallo spread fra il tasso pagato dal paese assistito e il costo della raccolta della EFSF. Se non ci saranno operazioni, la EFSF sarà liquidata il 30 giugno 2013, ma la sua vita sarà prorogata quanto necessario in caso di attivazione.
Francia. I prezzi al consumo sono rimasti invariati a giugno, sia sulla misura nazionale, che su quella armonizzata. L’inflazione ha rallentato a 1,5% a/a dal precedente 1,6% a/a sull’indice nazionale e a 1,7% a/a da 1,9% a/a sull’armonizzato.
Germania. L’indice Zew sulle aspettative a 6 mesi di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca è sceso oltre le attese, a 21,2 a luglio dal precedente 28,7. Si tratta del terzo calo consecutivo dell’indice, che si colloca ora al di sotto della sua media di lungo termine (27,4). Viceversa, l’indicatore sulla condizione corrente è cresciuto molto (battendo le più rosee previsioni), a 14,6 (si tratta del primo valore positivo negli ultimi due anni).
Stati Uniti
L’indagine di fiducia delle piccole imprese condotta dall’NFIB a giugno registra un calo dell’indice composito a 89 da 92,2 di maggio, riportandosi al di sopra dei livelli di marzo, ma sotto quelli di aprile. Si mantiene in atto il trend verso l’alto dai minimi storici di marzo 2009 (81).
Il deficit della bilancia commerciale a maggio si è allargato a 42,3 miliardi di dollari, contro attese di riduzione, da 40,3 di aprile. Le importazioni aumentano di 2,9 % m/m, le esportazioni di 2,4 % m/m, dopo un mese di calo ad aprile (-0,4% e -0,7%, rispettivamente).
Duke (Board) ha detto che la Fed non ha in programma di introdurre nuove misure espansive di politica monetaria. Secondo Lacker (Richmond Fed), la considerazione di nuove misure è “molto lontana” e richiederebbe uno shock negativo molto ampio e inatteso. Anche Fisher (Dallas Fed) e Hoenig (Kansas City Fed) la settimana scorsa avevano dato indicazioni analoghe.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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