2 AMERICA

Flash: La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con poche variazioni

Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice ZEW sulle aspettative di analisti ed investitori istituzionali sull’economia tedesca potrebbe registrare un lieve arretramento a 15,4 da 15,7. L’indice, continuando a segnalare un …


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miglioramento congiunturale in una prospettiva di sei mesi, continuerebbe dunque a indicare la buona salute dell’economia tedesca. L’indicatore sulla situazione corrente potrebbe crescere ancora a 87 da 85,2, collocandosi appena al di sotto del massimo storico toccato nel giugno 2007.

Stati Uniti

– L’indice Empire della NY Fed a marzo è previsto in aumento a 22 da 15,4 di febbraio. La relazione fra l’Empire e l’ISM e quella con il Philly Fed indicherebbero rialzi dell’Empire verso 30, per chiudere il differenziale che negli ultimi mesi ha continuato ad allargarsi. Lo spaccato dell’indagine a febbraio era stato decisamente meno brillante rispetto a quanto visto nelle altre indagini, con una correzione dei nuovi ordini, in controtendenza con le indicazioni dell’ISM e del Philly Fed. Gli indici di prezzo dovrebbero continuare a salire sia dal lato degli input, sia da quello degli output.

– I prezzi all’import a febbraio dovrebbero aumentare dello 0,8% m/m, dopo + 1,5% m/m di gennaio. I prezzi del petrolio saranno ancora in aumento, ma più contenuto rispetto a gennaio (+3,4% m/m). I prezzi al netto del petrolio rimarranno su un sentiero di crescita forte, vicino alla media degli ultimi tre mesi (0,7% m/m medio, +1,1% m/m a gennaio). I prezzi sono influenzati dalle tensioni sui mercati delle commodity, ma anche dall’indebolimento del cambio del dollaro.

– L’indice di fiducia dei costruttori rilevato dalla NAHB a marzo dovrebbe vedere un aumento a 17 da 16 degli ultimi 4 mesi. Nell’indagine di febbraio si rilevava un miglioramento dei sotto-indici legati alle aspettative. Il clima potrebbe anche aiutare, dopo tre mesi straordinariamente avversi.

– La riunione del FOMC dovrebbe concludersi con poche variazioni. Il comunicato dovrebbe rilevare il miglioramento della crescita e in particolare della dinamica occupazionale. Tuttavia si sottolineerà ancora che il ritmo di crescita degli occupati è insufficiente a riportare il tasso di disoccupazione verso la normalità in tempi brevi. Nelle indicazioni sui prezzi, il comunicato dovrebbe ribadire quanto affermato da Bernanke: i recenti rialzi dei prezzi delle commodity dovrebbero avere effetti modesti e temporanei sull’inflazione. Il FOMC ribadirà l’impegno a riconsiderare costantemente l’adeguatezza del programma di acquisti alle prospettive congiunturali, anche se non ci dovrebbero essere indicazioni di modifiche al programma. Da gennaio il comunicato non dà più indicazioni esplicite sul ritmo di acquisti mensili, come invece era stato fatto a novembre e dicembre (circa 105 miliardi al mese): è probabilmente in atto una discussione su questo punto, come evidente dalle opinioni molto variegate espresse di recente. Al momento non è emersa una posizione di consenso chiara, anche riguardo all’opportunità di scaglionare gli acquisti negli ultimi mesi, come fatto con il programma QE1. Fra marzo e maggio dovrà essere data qualche informazione in più.

Ieri sui mercati

Lo shock ai mercati derivante dal terremoto in Giappone si è diffuso nella giornata di ieri nonostante i tentativi di contenimento da parte della BoJ. Il Nikkei ha chiuso con un calo dell’11%, dopo una contrazione del 6% il giorno precedente. La Banca centrale ha iniettato altra liquidità (8 tln Yen, dopo i 15 tln iniettati il giorno precedente), ma il tasso overnight è salito a 0,13%. Gli interventi della BoJ hanno stabilizzato il mercato valutario ma non hanno evitato il nuovo crollo del mercato azionario (ma hanno in parte contenuto le perdite, il calo del Nikkei in giornata aveva toccato -14%), alimentato dai timori di disastro nucleare. E’ probabile che la Banca centrale continui a intervenire a sostegno di liquidità e mercati: un esponente della BoJ ha detto di non essere preoccupato per la contrazione del mercato azionario, attribuendola in gran parte a una normale reazione di fronte all’enorme incertezza sugli sviluppi della crisi. Nelle prossime settimane, il programma di acquisto di titoli potrebbe essere ampliato ulteriormente per sostenere sia il mercato azionario sia quello dei JGB, che saranno lo strumento principale per il finanziamento della ricostruzione che inizierà fra qualche mese. Le borse mondiali (con l’eccezione di quelle sud-americane) hanno seguito quella giapponese al ribasso, con contrazioni particolarmente ampie in Asia. In rialzo generalizzato i mercati obbligazionari.

Area euro

La riunione dell’Eurogruppo del 14 marzo si è conclusa con la convocazione di una riunione straordinaria il 21 marzo, per finalizzare i dettagli degli accordi sulla governance europea e sui meccanismi di intervento per le crisi prima del summit europeo del 25 marzo. Fra i punti che richiedono ancora discussione c’è la definizione della questione legata all’ampliamento della capacità di erogazione dei prestiti dell’EFSF fino al 2013 e dell’ESM successivamente. Questo punto era stato citato senza indicazioni precise nel comunicato stampa del summit straordinario dell’11 marzo.

Francia. I prezzi al consumo a febbraio sono aumentati di 0,5% m/m (in linea con le nostre previsioni, consenso: +0,6% m/m), dopo il calo di 0,2% m/m registratosi a gennaio; l’inflazione annua potrebbe rallentare di un decimo a 1,7% sulla misura nazionale e restare stabile all’1,9% secondo l’indice armonizzato. Un contributo significativo alla crescita dei prezzi su base mensile dovrebbe venire dal comparto energia sulla scia degli aumenti dei prezzi dei carburanti (+1,1% m/m l’energia, +1,8% m/m i prodotti petroliferi). Ancora in calo i prezzi della componente abbigliamento e calzature (-2% m/m) dopo il calo di gennaio (-7,9% m/m) dovuto ai saldi di fine stagione. Stimiamo che l’inflazione possa rimanere agli attuali livelli per buona parte dell’anno.

La produzione industriale nell’area euro è cresciuta di 0,3% m/m a gennaio, come il mese precedente (dato rivisto al rialzo dalla precedente stima di -0,1% m/m). Si tratta del quarto incremento consecutivo su base mensile. La crescita annua, corretta per i giorni lavorativi, ha rallentato, mantenendosi comunque su ritmi elevati (a 6,6% da 8,8%).

Per la seconda settimana consecutiva (e per la quinta nelle ultime sette), la BCE ha comunicato di non aver proceduto ad alcun acquisto di titoli di Stato la settimana scorsa.

Focus – Giappone

Una prima valutazione dei costi del terremoto.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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