Flash: La riunione del FOMC dovrebbe dare l’avvio alla normalizzazione della politica monetaria

Da seguire: Area euro. La stima preliminare dovrebbe mostrare il PMI Composito circa stabile a dicembre a 54,4 (da 54,2), per effetto di un aumento dell’indice PMI manifatturiero a 53,0 da 52,8, in parte..


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  • controbilanciato da un lieve calo dell’indice per i servizi a 54,0 da 54,2. Il PMI manifatturiero dovrebbe migliorare sia in Germania (a 53,2 da 52,9) che in Francia a 51,1, dopo due mesi di fermo a 50,6. Il PMI Servizi potrebbe calare ancora in Francia a 50,7 da 51, dal momento che il comparto potrebbe risentire maggiormente dell’impatto dei tragici eventi del 13 novembre scorso. In Germania, il PMI Servizi dovrebbe essere stabile a 55,6 dopo l’aumento di 1,1 punti del mese precedente.
  • Area euro. L’inflazione dell’Eurozona dovrebbe essere confermata stabile a 0,1% a novembre, stesso livello del mese precedente. La dinamica sottostante dovrebbe essere confermata in calo a 0,9% da un precedente +1,1%. Novembre dovrebbe rappresentare un minimo per l’inflazione area euro, che dovrebbe iniziare a risalire a 0,6% su di un effetto base favorevole dalla componente energia.
  • Area euro. Il saldo di bilancia commerciale, corretto per gli effetti di calendario, potrebbe calare a 19 miliardi di euro a ottobre, dal momento che ci aspettiamo un aumento delle importazioni di 0,7% m/m ma un calo dell’esportazioni di 0,4%. Le indagini suggeriscono un recupero molto graduale delle esportazioni nei prossimi mesi.
  • Stati Uniti – I nuovi cantieri residenziali a novembre sono previsti in rialzo a 1140 mila da 1060 mila di ottobre. Le licenze dovrebbero correggere modestamente a 1150 mila da 1160 mila di ottobre.
  • Stati Uniti – La produzione industriale a novembre è prevista in calo di -0,3% m/m, sulla base delle ore lavorate rilevate dall’employment report. Il manifatturiero dovrebbe registrare un aumento vicino a 0,1% m/m, le ore lavorate nel settore sono rimaste stabili.  Il calo complessivo dell’output dovrebbe essere spinto dalle utilities, per via di un utilizzo energetico inferiore alla media stagionale a causa del clima mite. L’estrattivo dovrebbe essere ancora in contrazione sulla scia di ulteriore correzione del prezzo del petrolio.
  • La riunione del FOMC dovrebbe dare l’avvio alla normalizzazione della politica monetaria, con la svolta dei tassi (un rialzo di 25pb è scontato con probabilità 80%) e la preparazione per una graduale riduzione del bilancio della Fed. Il comunicato, le proiezioni macro e dei tassi, la conferenza stampa di Yellen dovrebbero essere unanimi nel segnalare che 1) la politica monetaria resterà accomodante nei prossimi anni e il sentiero dei tassi sarà graduale e dipendente dall’evoluzione dei dati, senza una guidance predeterminata e meccanica, 2) il punto di arrivo dovrebbe essere al di sotto di quello prevalente nei cicli precedenti, 3) il bilancio dovrebbe iniziare a ridursi gradualmente da fine 2016, 4) la Fed resterà vigile monitorando i rischi e aggiustando lo stimolo sulla base delle modifiche allo scenario, sia verso l’alto sia verso il basso.

Ieri sui mercati

Netto rimbalzo degli indici azionari, particolarmente intenso in Europa. Il recupero ha comunque lasciato in negativo il bilancio dell’ultima settimana. Il petrolio è rimbalzato dai minimi di lunedì (registrati a $36,33 sulla prima scadenza del Brent Crude) toccando massimi infragiornalieri di $39,41 ma chiudendo poi a $38,45.

In forte rialzo anche i rendimenti dei titoli di stato a medio e lungo termine, con circa 8pb di aumento della pendenza 10-2 anni sulla curva tedesca e un movimento pressoché parallelo, invece, su quella UST. Il rialzo dei differenziali BTP-Bund si è verificato soltanto sulle scadenze corte e intermedie, mentre lo spread decennale è sceso marginalmente.

Euro in flessione contro dollaro, che ha chiuso la giornata a 1,0921. Il dollaro ha registrato modesti progressi anche sullo yen.

Germania – L’ indice ZEW ha aperto la tornata di indagini congiunturali di dicembre con un aumento a 16,1 da 10, in linea con le previsioni di consenso. L’indice sulla situazione corrente è poco variato (55, precedente: 54,4). L’indice sulle attese è tuttora inferiore alla media di lungo termine, ma il dato è coerente con un ulteriore lieve miglioramento dell’indice IFO a 109,3 (dati in uscita giovedì).

Stati Uniti – Il CPI a novembre è invariato su base mensile, con il tendenziale in rialzo a +0,5% a/a (da 0,2% a/a di ottobre) per via dell’effetto confronto con il dato di novembre 2014. L’indice core aumenta di 0,2% m/m, per la terza volta consecutiva, con il tendenziale a 2% a/a, sui livelli di febbraio 2013.

Stati Uniti – L’indagine Empire della NY Fed a dicembre è mista. L’indice delle condizioni di attività aumenta a -4,6 da -10,7 di novembre.

Giappone – Il PMI del settore manifatturiero è poco variato a dicembre a 52,5 da 52,6 di novembre.

 

Fonte: BondWorld.it


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