La riunione della BCE dovrebbe rivelarsi interlocutoria….
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Le nuove stime dello staff dovrebbero confermare lo scenario di espansione moderata e graduale aumento dei prezzi, con marginali revisioni al ribasso alle stime di crescita 2018-2019.
Il QE è storia, il focus è sui tassi di policy e su quanto rapidamente potranno salire dopo l’estate del 2019. Per ora non si avranno indicazioni a riguardo.
Riteniamo che la BCE confermerà la guidance sui riacquisti per enfatizzare un approccio ancora prudente e paziente nella gestione della politica monetaria.
Germania. La seconda stima ha registrato stabilità dell’inflazione al 2% sulla misura nazionale e all’1,9% sull’indice armonizzato.
Stati Uniti Il CPI ad agosto dovrebbe aumentare di 0,3% m/m (2,8% a/a), dopo +0,2% m/m a luglio. L’energia dovrebbe dare un contributo positivo all’indice headline , anche grazie alla stagionalità.
Il CPI core è previsto in rialzo di 0,2% m/m (2,4% a/a), come a luglio, ma con rischi per una variazione che, con l’arrotondamento, porti a una lettura di 0,3% m/m.
A luglio l’indice core era aumentato di 0,24% m/m, quindi agosto sarebbe il secondo mese consecutivo con una variazione superiore, anche se di poco, a 0,2% m/m.
L’indice core dovrebbe registrare un rimbalzo nei settori abbigliamento e sanità. Il trend dell’inflazione core dovrebbe mantenersi vicino al 2%, fluttuando anche al di sopra dell’obiettivo della Fed, dando supporto al sentiero di rialzi della Fed.
Ieri sui mercati
Area euro La produzione industriale è calata di 0,8% m/m a luglio, più delle attese di consenso (-0,3% m/m) e stesso ritmo del mese precedente (-0,8%m/m). La contrazione di attività nel mese interessa esclusivamente il comparto manifatturiero. La produzione di energia è difatti cresciuta di 0,7 % m/m. Il calo di output è particolarmente marcato nel comparto dei beni di consumo durevoli (-1,9 % m/m) e non (-1,3% m/m).
L’output di beni intermedi è sceso di 0,8% m/m, mentre la produzione di beni capitali è cresciuta di 0,8% m/m. Lo spaccato geografico conferma una forte debolezza della produzione in Germania e Italia (-1,8% m/m, v. sotto), ma la produzione è calata anche in Spagna (-0,3% m/m), Belgio (-1,3% m/m) e Olanda (-0,6% m/m).
Altresì in Francia la produzione è cresciuta per il 2° mese consecutivo di 0,7% m/m. Sulla dinamica della produzione a luglio potrebbero aver pesato effetti di calendario dal momento che a luglio ci sono stati due giorni lavorativi in più rispetto allo scorso anno.
Il dato di luglio insieme alla debole uscita dal 2° trimestre lascia la dinamica della produzione industriale in rotta per una contrazione di 0,8% t/t a settembre dopo il -0,2% t/t di giugno.
Il PIL potrebbe continuare a crescere allo stesso ritmo dei mesi primaverili (0,37% t/t) grazie alla tenuta dei servizi ma segnaliamo, sulla base dell’andamento della produzione industriale, moderati rischi verso il basso alla nostra previsione.
Stati Uniti. Il PPI di agosto sorprende verso il basso con una contrazione di -0,1% m/m per l’ìndice headline, una variazione nulla per l’indice core e una variazione di +0,1% m/m per l’indice al netto di alimentari, energia e commercio. Gli alimentari sono in calo di -0,6% m/m, ancora trascinato dagli effetti dei dazi sugli scambi con la Cina, mentre per l’energia si registra un rialzo di 0,4% m/m. I beni core hanno prezzi invariati su base mensile. I servizi segnano una correzione di -0,1% m/m, spinta dal commercio, con prezzi in calo di -0,9% m/m. I servizi per i consumatori al netto del commercio sono invece in rialzo moderato e segnalano la prosecuzione di aumenti in linea con il trend del CPI core.
Stati Uniti. Il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC del 25-26 settembre, riporta ancora una volta crescita moderata e diffusa. La spesa in consumi è cresciuta a ritmi “modesti” e il manifatturiero ha registrato attività moderata, salvo qualche indicazione di debolezza in due distretti. Il quadro nel settore delle costruzioni è stato misto. In genere le imprese sono ottimistiche sulle prospettive economiche nel breve termine, anche se sono diffuse l’incertezza e la preoccupazione per le tensioni sul commercio internazionale, al punto da fare rinviare o ridimensionare in alcuni casi progetti di investimenti. Sul mercato del lavoro si registra sempre eccesso di domandare difficoltà a reperire manodopera sia qualificata sia non qualificata, al punto da generare in molti distretti colli di bottiglia per le vendite e l’attività. I salari sono in rialzo fra modesto e moderato, con molte imprese che aumentano i benefit per attirare e trattenere lavoratori. Anche i prezzi sono in rialzo fra modesto e moderato, con qualche indicazione di decelerazione. Le imprese riportano prezzi degli input, per via dei dazi, in aumentato più rapido di quelli di vendita, e segnalano l’intenzione provare a trasferire i costi sui prezzi finali. Il quadro del Beige Book è in linea con quanto evidente dai dati: crescita solida e diffusa, mercato del lavoro al pieno impiego, prezzi e salari in aumento ancora moderato. Il rialzo dei tassi, atteso per settembre, resta praticamente certo.
Stati Uniti. L. Brainard (Board Fed) ha detto che i recenti tagli delle imposte e l’aumento della spesa federale danno stimolo alla crescita generano rischi di surriscaldamento. Pertanto, a suo avviso, è opportuno che la Fed porti i tassi al di sopra della neutralità, con rialzi prevedibili per il prossimo anno e quello successivo. Per ora Brainard ritiene che i rialzi possano proseguire a un ritmo graduale, ma non esclude la necessità di accelerare il passo di fronte a possibili pressioni inflazionistiche. Anche Bullard (St Louis Fed) ha sottolineato gli effetti dello stimolo fiscale sulla crescita e ha indicato che le misure dell’amministrazione potrebbero portare a un aumento della crescita potenziale di un paio di decimi.
Stati Uniti. Il segretario del Tesoro Mnuchin ha offerto un’apertura per i negoziati con la Cina sul commercio internazionale, invitando la delegazione cinese a organizzare un incontro nelle prossime settimane. Trump nei giorni scorsi ha indicato che dovrebbero essere introdotti a breve nuovi dazi su 200 mld di dollari di importazioni cinesi, mentre sono allo studio misure su altri 260 mld di dollari di beni importati. L’amministrazione è spaccata sulla direzione della politica commerciale e la Cina potrebbe aspettare segnali più chiari riguardo alle intenzioni del presidente prima di accettare la proposta di Mnuchin. Non è chiaro se la possibile riapertura dei negoziati con la Cina sia sufficiente a bloccare l’entrata in vigore della tornata di dazi su 200 mld di dollari già definita. Intanto si sta organizzando uno sforzo di lobbying congiunto da parte di imprese operanti in tutti i settori potenzialmente colpiti dai dazi per contrastare l’eventuale imposizione di nuove misure.
Giappone. Gli ordini di macchinari core a luglio aumentano di 11% m/m, dopo il calo di -8,8% m/m di giugno, con un’indicazione positiva per il trend degli investimenti.
Fonte: BONDWorld.it
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