Da seguire: Area Euro: La riunione della BCE dovrebbe concludersi con tassi fermi e nessuna novità su nuove aste a medio lungo termine. Il deciso calo dell’inflazione (0,7% secondo la stima preliminare a ottobre) ha indotto il mercato a prezzare in parte un taglio dei tassi,…
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che non si può escludere; a nostro avviso tuttavia la probabilità che avvenga alla riunione di novembre resta inferiore al 50%. Altresì vi potrebbero essere novità sulle pubblicazioni di pseudo minute. La conferenza stampa sarà probabilmente incentrata sull’Unione Bancaria e sulle regole per l’asset quality review.
Dalla riunione BoE non ci si attende alcuna novità, pertanto tassi fermi, APF e guidance invariati. Alla luce dei segnali positivi emersi dai dati recenti è probabile che la BoE ritenga ora più distante l’eventualità di concedere ulteriore stimolo monetario. Illuminante in tal senso sarà l’inflation report che verrà pubblicato la prossima settimana (mercoledì 13 novembre), con le nuove previsioni di crescita e inflazione.
Germania. La produzione industriale è attesa stagnare a settembre, dopo l’aumento di 1,4% m/m registrato nel mese precedente. Se confermato il dato di settembre lascerebbe la produzione invariata (3m/3m) nel trimestre estivo, dopo l’aumento di oltre due punti del 2° trimestre. I dati di produzione sono coerenti con una crescita del PIL di 0,3% t/t in estate dopo il +0,7% del trimestre precedente. Le indagini PMI e IFO hanno suggerito che l’attività dovrebbe continuare a crescere nel mese di ottobre a un ritmo piuttosto blando.
Stati Uniti
La stima advance del PIL del 3° trimestre dovrebbe registrare una crescita di 1,9% t/t ann., dopo +2,5% t/t ann. del 2°. I dati dovrebbero registrare un rallentamento della crescita dei consumi a 1,6% t/t ann.; gli investimenti delle imprese dovrebbero essere deboli, viste le informazioni dalle consegne di beni capitali di luglio e agosto e la crescita delle costruzioni non residenziali non dovrebbe essere sufficiente a controbilanciare del tutto la debolezza dei macchinari. Gli investimenti residenziali dovrebbero registrare un’accelerazione più significativa, alla luce di una crescita solida della spesa in costruzioni residenziali ad agosto e di revisioni verso l’alto per giugno e luglio. Il contributo del canale estero dovrebbe essere circa nullo. Lo scenario, prima della crisi fiscale, avrebbe dovuto essere di riaccelerazione: tuttavia il quadro del 4° trimestre è ora incerto e i dati saranno poco affidabili. Per questo, la Fed non dovrebbe modificare il programma di acquisti prima di gennaio 2014, e potrebbe addirittura aspettare fino a marzo.
Ieri sui mercati
Continua il buon andamento dei mercati azionari, in fase di risk on grazie al mantenimento di politiche monetarie ultra-espansive in un quadro di crescita che non è smentito dai dati più recenti. I titoli di Stato sulle due sponde dell’Atlantico hanno mostrato un andamento misto in attesa di indicazioni dalle rispettive banche centrali. Il collocamento record del Btp Italia non ha pesato sul secondario. Il Brent è scivolato stamane sotto i 105 dollari al barile (minimo da quattro mesi) dopo il dato sulle scorte pubblicato ieri. L’euro ha recuperato il calo di martedì, riportandosi in prossimità di 1,3550 EUR/USD, spinto da dati congiunturali favorevoli che hanno ridotto la probabilità di un taglio immediato dei tassi BCE.
Area Euro
La lettura finale del PMI composito di ottobre ha visto una decisa rilettura al rialzo, a 51,9 da 51,5 della stima flash (comunque in calo rispetto al 52,2 di settembre). Visto che la stima definitiva dell’indice manifatturiero, comunicata nei giorni scorsi, aveva confermato la prima lettura, la revisione è dovuta interamente al PMI servizi, rivisto a 51,6 da 50,9 della stima flash (anche in questo caso comunque in calo dal 52,2 del mese precedente). Sia l’indice tedesco che quello francese sono stati riletti al rialzo all’incirca nella stessa misura dell’indice aggregato per l’Eurozona (rispettivamente a 52,9 e a 50,9). La prima lettura per Italia e Spagna mostra per la prima un rallentamento marcato a 50,5 (da 52,7 di settembre), per la seconda una lettura meno negativa (a 49,6 da 49 precedente); in ogni caso la Spagna è l’unico tra i principali Paesi nel quale l’attività economica nel settore dei servizi permane in territorio recessivo (a differenza dell’industria che, trainata dall’export, è tornata a espandersi da tre mesi). In sintesi, il dato conferma che il lieve arretramento degli indici di fiducia per l’Eurozona del mese di ottobre è da considerarsi come una pausa fisiologica e non altera il trend di ripresa. Il livello del PMI composito è coerente con la nostra stima di un PIL area euro in crescita di 0,2% t/t nel trimestre corrente.
Le vendite al dettaglio sono calate di -0,6% m/m a settembre, dopo due mesi di aumento all’incirca della stessa entità. Il calo è dovuto a Germania (-0,4% m/m) e Spagna (-2,5% m/m) mentre le vendite sono rimaste piatte in Francia; da segnalare anche la decisa flessione (-6,2% m/m), che corregge l’anomalo balzo del mese precedente, in Portogallo. Su base annua, le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono tornate in territorio lievemente positivo, a +0,3% da -0,2% a/a di agosto; da notare il ritorno in positivo della Spagna (a +2,2% da -6,2% precedente). Nel trimestre, le vendite al dettaglio dell’Eurozona sono aumentate dello 0,6% t/t, il doppio rispetto al ritmo di crescita registrato nei due trimestri precedenti. Ciò segnala la possibilità di un’accelerazione dei consumi privati nel trimestre estivo dopo il +0,2% t/t registrato in primavera. Tuttavia, la flessione di settembre abbassa il profilo atteso per il trimestre corrente.
Germania. Gli ordini industriali sono balzati assai più del previsto a settembre, di +3,3% dopo essere calati di -0,3% ad agosto. Il dato è coerente con quanto suggerito dalle indagini di clima a fine estate. Il dettaglio mostra che il rimbalzo nel mese è dovuto agli ordini dall’estero (+6,8% m/m, a fronte del calo dell’1% delle commesse domestiche) e soprattutto dall’Eurozona (+9,7% m/m); si tratta in particolare di ordini di beni capitali (+23,6% m/m; il dato potrebbe essere “sporcato” da big-item orders), mentre le commesse al di fuori dell’Eurozona riguardano in particolare i beni di consumo (+14,2% m/m). La tendenza annua degli ordini (corretta per i giorni lavorativi) ha accelerato a 7,9% da 3,1% precedente, raggiungendo un massimo da oltre due anni. Il dato è insomma coerente con il trend di ripresa per l’attività economica nell’industria tedesca, che non sembra almeno per ora scalfita dall’apprezzamento del tasso di cambio.
Italia. Si è chiusa con un nuovo record di domanda (22,27 miliardi contro i 18 miliardi dello scorso anno) la quinta edizione del collocamento del “BTP Italia” (cedola 2,15%). Nell’ultima giornata di collocamento, chiusasi in anticipo alle 14, sono stati sottoscritti altri 5,43 miliardi di BTP dopo i 16,84 miliardi di martedì. Grazie al successo dell’operazione il Tesoro potrebbe cancellare le aste BTP di metà dicembre.
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