Flash Macro Daily

Flash: La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero dell’Eurozona in correzione

Da seguire:…

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– Area euro. La seconda stima dovrebbe confermare il PMI manifatturiero dell’Eurozona in correzione a 59,6 da 60,6, con l’indice tedesco a 61,2 da 63,3 e quello francese a 58,1 da 58,8. Nel quarto trimestre 2017 il PMI manifatturiero dell’Eurozona era salito a 60,1 da 58,8 e potrebbe quindi stabilizzarsi attorno a questo livello nella prima parte del nuovo anno.

Stati Uniti

– La crescita della produttività nel 4° trimestre è prevista in rallentamento a 1,2% t/t ann., da 3% del 3° trimestre 2017.

– La spesa in costruzioni a dicembre dovrebbe essere in aumento di 0,3% m/m dopo +0,8% m/m di novembre. Da agosto in poi la spesa in costruzioni è stata su un sentiero molto positivo in tutti i comparti. A dicembre le informazioni sui nuovi cantieri sono state deboli, ma le costruzioni completate hanno continuato ad aumentare. Pertanto il 4° trimestre dovrebbe chiudersi con variazioni positive sia per le costruzioni residenziali sia per quelle non residenziali, e contributi molto positivi alla crescita del PIL.

– L’ISM manifatturiero a gennaio dovrebbe correggere modestamente a 58,5 da 59,7 di dicembre. Le indagini regionali hanno segnato moderate correzioni da livelli molto elevati, sempre indicando vivace espansione dell’attività. A dicembre l’indagine aveva registrato un forte rialzo di ordini e produzione, che a gennaio potrebbero riportarsi più in linea con la media autunnale, pur senza modificare il quadro molto positivo del settore.

– Le vendite di autoveicoli a dicembre sono previste in modesto calo a 17,5 mln di unità ann., da 17,8 mln di novembre.

Ieri sui mercati

Futures sulle Borse europee in lieve rialzo stamane, spinte dalle notizie sugli utili. Rendimenti obbligazionari in lieve salita anche sulla scia delle indicazioni dalla Fed. Dollaro a 1,242 contro euro e 109,33 sullo yen, in lieve rimbalzo dopo i minimi toccati venerdì. In Cina, il PMI manifatturiero diffuso da Caixin è rimasto stabile a 51,5 a gennaio un Massimo da 13 mesi (mostrando un aumento dell’output e degli ordini a fronte di un calo dell’occupazione). Sul primario, oggi la Francia offre fino a 9 miliardi di euro, suddivisi fra tre titoli nominali a medio-lungo termine (tra cui il nuovo maggio 2034), mentre la Spagna mette a disposizione fino a 4 miliardi in titoli nominali (scadenze 2021, 2025 e 2041), e fino a 1 miliardo del decennale novembre 2027 indicizzato all’inflazione della zona euro.

Area euro. L’aumento a sorpresa dell’inflazione core a gennaio animerà il dibattito all’interno del Consiglio BCE.

BCE. Coeure che, in precedenza aveva ventilato la fine del programma di acquisto titoli dopo settembre 2018, ha dichiarato che la BCE non concluderà il programma troppo rapidamente. Le dichiarazioni suggeriscono che il Consiglio sta propendendo per un tapering in modo da terminare gli acquisti entro fine 2018. Coeure ha dichiarato che c’è un ampio accordo all’interno del Consiglio sul fatto che è opportuno mantenere un approccio prudente.

Il tasso di disoccupazione euro zona è rimasto invariato all’8,7% a dicembre. In Italia, il tasso di disoccupazione è calato più del previsto a dicembre, al 10,8% (il dato di novembre è stato rivisto al ribasso di un decimo da 11% a 10,9%). Si tratta di un nuovo minimo da agosto del 2012. Tuttavia, il dato è meno brillante di quanto non appaia a prima vista, in quanto il calo del tasso dei senza-lavoro è dovuto all’aumento degli inattivi e la creazione di posti di lavoro su base annua resta confinata all’occupazione temporanea e ai lavoratori più anziani. Peraltro, le indicazioni sul mercato del lavoro che continuano a giungere dalle indagini di fiducia sia delle imprese che delle famiglie restano confortanti e segnalano che la disoccupazione può mantenere un trend di calo, sia pur lento, nei prossimi mesi. Rivediamo al ribasso di un decimo la nostra stima sul tasso di disoccupazione italiano nella media del 2018, a 10,6% dopo l’11,2% del 2017. In Germania, il tasso di disoccupazione è calato ancora a sorpresa a gennaio al 5,4% un nuovo minimo per la serie. Ulteriori cali nei prossimi mesi dipenderanno dalle dinamiche della forza lavoro ed in particolare dai flussi in entrata di forza lavoro qualificata.

Francia. La stima preliminare indica che a gennaio i prezzi al consumo sono scesi di un decimo su entrambe le misure per effetto di un calo stagionale dei prezzi del manifatturiero (saldi) che più che compensa il rimbalzo del prezzo dell’energia. A sorpresa l’inflazione ha tuttavia accelerato di due decimi sull’indice nazionale a 1,4% da 1,2% e di tre decimi a 1,5% su quello armonizzato.

Stati Uniti. La stima ADP degli occupati non agricoli privati sorprende verso l’alto a gennaio, registrando una variazione di 234 mila, dopo 242 mila di dicembre.

Stati Uniti. L’Employment Cost Index nel 4° trimestre aumenta di 0,6% t/t, con variazioni di 0,5% t/t sia per la componente salari e stipendi sia per quella dei benefit. Su base annua, i costi sono in crescita di 2,6% a/a.

Stati Uniti. Il Tesoro ha annunciato un aumento delle emissioni di titoli governativi nel prossimo trimestre che, come atteso, è più marcato sul tratto breve della curva. Le stime del Treasury Borrowing Advisory Committee (TBAC) sono di emissioni nette di 955 mld di dollari nell’anno fiscale corrente, quasi il doppio rispetto a quelle dell’anno precedente.

Stati Uniti. Il Congressional Budget Office stima che entro la prima metà di marzo il Tesoro non sarà più in grado di emettere debito, a meno che il Congresso non voti un aumento del limite attuale.

Stati Uniti. La riunione del FOMC si è conclusa, come atteso, con tassi invariati, un voto unanime e modesti cambiamenti nel comunicato che rilevano rafforzamento della ripresa. Il Comitato si aspetta che l’evoluzione delle condizioni economiche “richieda ulteriori aumenti graduali del tasso dei fed funds”.

Fonte: BondWorld.it


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