Da seguire: Stati Uniti L’indice Empire della NY Fed a settembre è previsto in aumento a 20,5, dopo l’inatteso calo a 14,7 di agosto. Le altre indagini del manifatturiero sono state omogeneamente positive ad agosto, con indicazioni positive per ordini, produzione e occupati…..
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I dati degli ordini di beni durevoli hanno dato segnali solidi per l’attività nel 4° trimestre e l’Empire dovrebbe confermare il trend di accelerazione della crescita.
La produzione industriale ad agosto è prevista in ampio aumento, +0,4% m/m. Il settore manifatturiero, sulla base dell’employment report di agosto, dovrebbe mostrare una dinamica molto contenuta (+0,1% m/m), dopo +1% m/m a luglio. Il settore auto dovrebbe correggere modestamente dopo il forte balzo di luglio, con una volatilità legata a minori chiusure degli stabilimenti per la manutenzione estiva il mese scorso. L’ISM di agosto registra però un ampio rialzo dell’output, anche dopo il dato solido di luglio, e dà indicazioni positive per il trend sottostante. L’estrattivo dovrebbe espandersi alla luce di ore lavorate in crescita.
I market mover della settimana
Nell’Eurozona sono pochi i dati in calendario, con la seconda lettura dell’inflazione dell’Eurozona di agosto che dovrebbe confermare il calo a 0,3% da 0,4% di luglio, mentre in Germania i prezzi alla produzione di agosto sono attesi in calo di un decimo. L’indice ZEW potrebbe calare a zero da 8,6, ancora per effetto delle tensioni geopolitiche.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC, con conferenza stampa e revisione delle proiezioni: gli acquisti dovrebbero essere ridotti ancora di 10 mld di dollari, il comunicato dovrebbe sottolineare il miglioramento di mercato del lavoro e crescita ma non dovrebbero esserci ancora modifiche importanti nella guidance sui tassi. In termini di dati, le prime indagini di settembre dovrebbero essere ancora positive. Per agosto, i dati sui prezzi (CPI e PPI) dovrebbero mostrare variazioni modeste; cantieri e licenze edilizie dovrebbero confermare l’espansione del settore immobiliare residenziale.
Venerdì sui mercati
Andamento contrastato per gli indici europei che oscillano intorno alla parità in un contesto che risente dei possibili contraccolpi da parte della Russia alle sanzioni europee e del referendum per l’indipendenza della Scozia che avrà luogo il 18 settembre. Wall Street ha chiuso in negativo in quanto i congiunturali hanno alimentato le attese per un orientamento hawkish da parte della Fed che si riunisce in settimana. Venerdì è stata anche una seduta negativa per il debito sovrano dell’area euro, con i titoli di Stato che hanno mostrato modesti rialzi in termini di rendimento sia per i core, dove la parte più lunga della curva risulta quella più appesantita, sia per i periferici, che registrano invece aumenti dei tassi più consistenti sulle scadenze brevi. Il BTP a due anni tratta sotto lo 0,4% mentre il decennale scambia sotto il 2,5% con lo spread rispetto ai Bund di pari scadenza in marginale restringimento, sotto 140pb. Sui mercati valutari, il dollaro resta poco al di sotto dei massimi da sei anni contro yen (107,27) e da 14 mesi contro euro (1,296), sempre sulle attese che dalla Fed vengano segnali per un rialzo anticipato dei tassi. Da registrare anche il nuovo minimo da due anni del brent (al d sotto di 96 dollari al barile stamane), appesantito, oltre che dalla forza del biglietto verde, dai dati cinesi inferiori alle attese (i dati sulla produzione industriale di agosto, comunicati sabato, evidenziano un minimo da quasi 6 anni).
Area Euro
Dalla due giorni di riunioni informali Eurogruppo-Ecofin non sono arrivate decisioni tangibili, se non un generico appello ai governi per le riforme strutturali e un auspicio a varare misure di sostegno agli investimenti. Gli osservati speciali sui conti pubblici sono stati l’Italia (Padoan ha ammesso che non verrà raggiunto l’obiettivo di deficit al 2,6% quest’anno, che era pensato per uno scenario macroeconomico assai più positivo di quello realizzatosi, ma ha assicurato che l’ltalia rispetterà la soglia del 3%) e soprattutto la Francia (che ha rinviato di altre due anni il rientro previsto entro la soglia europea).
Grecia. Venerdì sera a mercati chiusi S&P’s ha alzato il rating sovrano a “B” da “B-” con outlook stabile. Secondo l’agenzia di rating, Atene dovrebbe mantenere un avanzo primario di circa il 2% del PIL nei prossimi anni.
BCE – Draghi ha chiarito che inizialmente la BCE acquisterà solo tranche senior di ABS anche se ha riconosciuto che il programma sarebbe più efficace nel caso di acquisti di tranche più junior. Draghi ha anche affermato che il programma sarà di entità adeguata. Coeuré ha indicato che vi è spazio per ampliare il programma di acquisto di ABS in caso di necessità, ma che bisognerà verificare l’effetto delle misure introdotte a giugno e settembre.
Area euro. La produzione industriale a luglio migliora oltre le attese e aumenta di 1,0% m/m da -0,3% m/m di giugno. Il contributo positivo principale viene dalla Germania (+1,9 m/m), quello negativo dall’Italia (-1,0% m/m). La variazione annua passa così a 2,2% da 0,2% (rivista al rialzo da zero). L’output parte ben impostato per il trimestre estivo e rimane in rotta per un aumento di 0,4% t/t dopo aver stagnato a giugno, contribuendo così alla formazione del PIL per circa un decimo. Tuttavia, il comparto industriale ha mostrato un rallentamento abbastanza diffuso ad agosto, stando alle indagini di settore, e sarebbe coerente con un PIL per l’eurozona poco più che stagnante nel 3° trimestre.
Italia. La produzione industriale di luglio delude e getta un’ombra sul PIL del terzo trimestre. Dopo il rimbalzo di giugno, la produzione industriale è tornata a calare ben oltre le attese a luglio, di -1% m/m. Su base annua, l’output è tornato in territorio negativo sia in termini grezzi (-1,9%) che su base corretta per gli effetti di calendario (-1,8%, ai minimi da un anno). Il livello della produzione è più basso di quasi il 26% rispetto ai picchi pre-crisi. Sebbene le variazioni congiunturali della produzione industriale nei mesi estivi risultino sempre molto volatili, il calo di luglio è preoccupante perché: 1) a differenza di quello di maggio, non dipende da fattori una tantum (ponti festivi); 2) appare legato non solo al minor traino dall’export ma anche a una rinnovata debolezza della domanda interna; 3) le indicazioni prospettiche dalle indagini sono assai meno incoraggianti rispetto a qualche mese fa. L’unico sollievo viene dalla tenuta di alcuni settori (elettronico, farmaceutico, mezzi di trasporto). Il dato segnala che è possibile che anche nel 3° trimestre (come nei primi due di quest’anno) si possa vedere un PIL negativo: la produzione industriale è in rotta per una flessione di -0,9% dopo il -0,4% t/t precedente, il che segnala che il contributo al valore aggiunto dall’industria sarà più negativo che nel trimestre primaverile, e difficilmente i servizi e le costruzioni potranno compensare tale debolezza.
Stati Uniti
Le vendite al dettaglio ad agosto sono in ampio rialzo come atteso, +0,6% m/m. Al netto delle auto, l’aumento è di 0,3% m/m. Le variazioni di luglio sono riviste verso l’alto, a +0,3% m/m da 0 per le vendite totali e a +0,3% m/m da 0,1% m/m per quelle ex-auto. I dati sono omogeneamente forti, con incrementi solidi in tutti i sotto-settori. I dati danno indicazioni positive per i consumi nel 3° trimestre, con una possibile accelerazione introno al 3% t/t ann. Inoltre, il 2° trimestre, sulla base dei dati della spesa di servizi pubblicati ieri dal Census Bureau, dovrebbe vedere un’ampia revisione verso l’alto dei consumi dalla prima stima di +2,5% t/t ann. a una variazione compresa fra 3,5 e 4% t/t ann. Pertanto i segnali congiunturali positivi da investimenti e mercato del lavoro sono ampiamente condivisi dalla componente della spesa personale.
I prezzi all’import ad agosto calano di -0,9% m/m (-0,4% a/a), dopo -0,3% m/m a luglio. Al netto del petrolio, il calo è di -0,1% m/m. I prezzi all’import risentono dell’effetto combinato di calo dei prezzi dei beni energetici e di apprezzamento del cambio.
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