Da seguire: Cina – Il PMI manifatturiero Caixin è balzato in luglio da 48,6 a 50,6, ben oltre le attese. Il PMI manifatturiero ufficiale è invece calato marginalmente da 50,0 a 49,9; quello non manifatturiero è però salito da 53,7 a 53,9…
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Area Euro
- Area euro. La seconda stima del PMI manifatturiero dovrebbe confermare il calo dell’indice a luglio di quasi un punto a 51,9 nella media area euro e di 0,8 punti in Germania, a 53,7. L’indice recupererà in Francia, essendo l’andamento di giugno depresso dagli scioperi.
Stati Uniti
- La spesa in costruzioni a giugno è prevista in aumento solido (+0,8% m/m), dopo due mesi di correzioni. I nuovi cantieri a giugno hanno segnato un rimbalzo, che migliora il quadro per le costruzioni residenziali nel 2° trimestre, in probabile rallentamento rispetto ai dati molto solidi di fine 2015 e inizio 2016. Anche la spesa non residenziale privata e la spesa pubblica dovrebbero essere in rialzo e contrastare la debolezza dei primi due mesi del 2° trimestre.
- L’ISM manifatturiero a luglio è atteso in calo a 51,8 da 53,2 di giugno. L’attività nel manifatturiero a giugno è stata spinta in particolare dal settore auto, in gran parte per via della mancata chiusura degli stabilimenti per la manutenzione estiva; a luglio potrebbe esserci l’effetto contrario sull’attività. A luglio si potrebbe vedere anche un moderato ritracciamento degli ordini. Le indicazioni dovrebbero essere coerenti con espansione modesta, ma positiva.
I market mover della settimana
- Il focus nell’area euro sarà sui dati di produzione industriale di giugno. Ci aspettiamo un recupero sia in Spagna (+0,4% m/m) che in Italia (+0,2% m/m), che tuttavia non dovrebbe essere tale da spostare le attese di un rallentamento del PIL nel trimestre primaverile rispetto a inizio anno. Le vendite al dettaglio area euro dovrebbero registrare un calo di 0,3%m/m a giugno lasciando la dinamica trimestrale in semi stagnazione.
- La settimana è densa di dati importanti negli Stati Uniti. Le informazioni principali saranno quelle dell’employment report di luglio, che dovrebbe registrare un incremento di occupati di 150 mila e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione a 4,8%. Gli indici ISM dovrebbero correggere modestamente a luglio dopo gli ampi aumenti visti a giugno sia nel manifatturiero sia nei servizi. A giugno, la spesa in costruzioni è prevista in rialzo dopo due mesi di debolezza e la bilancia commerciale dovrebbe registrare una modesta riduzione del deficit.
Ieri sui mercati
- Area euro – la crescita del PIL è rallentata nel trimestre primaverile a 0,3% t/t dallo 0,6% t/t del primo quarto, che era stato gonfiato da effetti di calendario inusuali e da un clima eccezionalmente mite. Su base annua il PIL è rallentato a 1,6% a/a da 1,7% a/a.
- Area euro – La stima preliminare ha mostrato un aumento dell’inflazione a luglio a 0,2% da 0,1% , mentre le attese erano per una stabilizzazione.
- Gli stress test dell’EBA hanno mostrato che le maggiori 51 banche europee, con poche eccezioni, dispongono ormai di abbastanza capitale per sostenere l’impatto di un’altra crisi finanziaria: da una base di 13,2% per il CET1, la simulazione registra una riduzione di 380pb in media, mentre il leverage ratio cala da 5,2 a 4,2%.
- Stati Uniti – La stima advance per il 2° trimestre ha sorpreso verso il basso. Il PIL è cresciuto di 1,2% t/t (dato annualizzato, come tutti quelli che seguono), ben sotto le attese (2,5% t/t). Inoltre, la crescita del primo trimestre è stata rivista a +0,8% t/t. La sorpresa negativa è imputabile per metà alle scorte e per un’altra metà agli investimenti fissi.
- Stati Uniti – Il Chicago PMI è rallentato meno del previsto a luglio 55,8 da 56,8 la media mobile a tre mesi passa a 54,0 da 52,2, coerente con una tenuta della fase di espansione.
- Stati Uniti – L’Employment Cost Index nel 2° trimestre è cresciuto di 0,6% t/t come nel 1° trimestre ed in linea con le attese. La componente salari e stipendi è rallentata a 0,6% t/t da +0,7% t/t ma accelera su base annua al 2,0% a/a).
- Stati Uniti – La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a luglio (finale) è salita a 90 da 89,5 della rilevazione preliminare.
Fonte: BondWorld.it
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