Da seguire: Nessun dato di rilievo..
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I market mover della settimana
Nella zona euro, l’avvicinarsi del referendum inglese del 23 giugno potrebbe aver pesato sul morale delle imprese. L’indice ZEW, più sensibile alla volatilità dei mercati finanziari, potrebbe registrare un calo per il secondo mese consecutivo. Il PMI composito è atteso stabile a 53,1. Il PMI manifatturiero potrebbe essere migliorato a 51,8 date le indicazioni di stabilizzazione delle economie emergenti, mentre l’indice per i servizi è visto in flessione, in particolare in Germania, da livelli ancora elevati. L’IFO è atteso correggere parte del forte aumento del mese precedente e tornare a 107,3 da 107,7. La fiducia è vista stabile in Francia ma in recupero in Belgio, dopo il calo di maggio.
La settimana ha pochi dati in uscita negli Stati Uniti. I dati relativi al mercato immobiliare residenziale a maggio dovrebbero confermare il trend verso l’alto, con vendite di case nuove ed esistenti elevate. Gli ordini di beni durevoli a maggio sono attesi in lieve rialzo, con aumenti sia per il comparto dell’aviazione civile sia per l’aggregato al netto dei trasporti; la svolta del prezzo del petrolio dovrebbe determinare un’inversione del trend negativo nel segmento estrattivo e sostenere ordini e consegne. La fiducia dei consumatori a giugno dovrebbe confermare le indicazioni positive viste finora.
Dal punto di vista dei possibili impatti di mercato, l’evento più significativo è il già citato referendum inglese del 23 giugno. I sondaggi sono ancora molto incerti e ogni esito è ancora possibile, I risultati saranno conosciuti nel corso della notte fra il 23 e il 24 giugno.
Ieri sui mercati
Referendum britannico sull’UE: i due sondaggi di opinione (Survation e YouGov) condotti dopo l’assassinio della deputata laburista Cox hanno mostrato uno spostamento di 2-3 punti a favore di ‘Remain’, che avrebbe così ripreso un lieve vantaggio sul ‘Leave’.
L’aumento dei consensi per ‘Remain’ ha causato un violento rimbalzo della sterlina, continuato nelle ultime ore: il cambio con il dollaro, che era sceso fino a 1,4010 giovedì, ha chiuso venerdì a 1,4356 e oggi ha toccato un massimo infragiornaliero di 1,4622. Importanti ripercussioni sul cambio euro/dollaro, scambiato attualmente a 1,1354 da 1,1274 di venerdì sera. In rialzo anche il petrolio (Brent Crude future: $49,60) e i maggiori indici azionari europei, seguiti questa mattina da quelli asiatici.
Di riflesso, già venerdì si era ridimensionato l’allargamento subito dai differenziali sovrani nell’Eurozona nel corso della settimana: il rendimento del BTP decennale era sceso di 4pb, a fronte di un rialzo di 4pb del Bund di pari scadenza. Il bilancio netto è ancora negativo, con un aumento dei differenziali nell’ordine dei 12-13pb sulle scadenze 2-10 anni. In rialzo venerdì anche i rendimenti degli UST, che comunque chiudono la settimana con una flessione da 2 a 4pb rispetto al venerdì precedente.
Con l’attenzione degli investitori ancora rapita dal referendum inglese, è improbabile che la perdita di molti comuni subita dal PD alle ultime elezioni amministrative abbia riflessi di mercato. Tuttavia, la sconfitta del PD in diversi ballottaggi importanti contro il Movimento Cinque Stelle rappresenta un campanello di allarme per il governo, in vista del referendum costituzionale di ottobre.
Italia – L’avanzo commerciale ad aprile è diminuito lievemente a 4,4 miliardi dai 4,6 di marzo. Sono rimbalzate sia le esportazioni (+2,7% da -1,3% m/m precedente) che le importazioni (+3,9% da -2,1% m/m). Entrambi i flussi restano comunque in calo su base annua (-1% l’export e -4,3% l’import).
Stati Uniti- I nuovi cantieri a maggio calano a 1164 mila, da 1172 mila. Le licenze edilizie aumentano di 0,7% m/m, a 1140 mila. I dati puntano a un trend di graduale rialzo degli investimenti residenziali nel 2° trimestre.
Fonte: BondWorld.it
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