Area euro
La seconda stima del PIL area euro per il 2° trimestre dovrebbe confermare la prima stima a +1,0% t/t dopo il debole 0,2% t/t del 1° trimestre e il dato annuale dovrebbe confermare il +1,7% a/a della prima lettura……
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La riunione della BCE manterrà un atteggiamento cauto, nonostante dati macroeconomici incoraggianti nell’area euro. Le previsioni per il 2010 potrebbero essere ritoccate verso l’alto, ma lo scenario centrale descritto da Trichet dovrebbe continuare a essere caratterizzato da un rallentamento nel 2° semestre e da un livello elevato di incertezza sugli sviluppi. Sui prezzi si continuerà a segnalare l’assenza di pressioni inflazionistiche. Fra le note positive, Trichet dovrebbe sottolineare l’accelerazione della crescita dei prestiti al settore privato evidenziata dai dati più recenti di M3. Per quanto riguarda le misure non convenzionali, è probabile che sia annunciata una proroga della piena allocazione sull’operazione principale di rifinanziamento fino al gennaio 2011. In effetti, il 20 agosto Weber ha detto che le discussioni relative alla strategia di uscita sono rimandate al 1° trimestre del 2011: la Banca centrale dovrà mantenersi attiva per smussare le tensioni sulla liquidità a cavallo di fine anno e sarebbe “saggio” mantenere il full allotment su tutte le operazioni di rifinanziamento fino a tale periodo.
Aste – La Spagna riapre il Bono 3% 04/2015 per 3-4 miliardi di euro; in Francia vengono riaperti quattro OAT con scadenze comprese fra il 2016 e il 2041 per 7,5-9,0 miliardi. Ieri l’asta portoghese per buoni del tesoro a 6 e 12 mesi si è chiusa con domanda pari a 2,4 e 2,1x l’offerta, e con rendimenti in rialzo (+3pb a 2,76% sul titolo annuale, +8,5pb a 2,05% sul semestrale).
Stati Uniti
La stima della crescita della produttività nel 2° trimestre dovrebbe registrare una contrazione a -2% dalla stima precedente di -0,9% t/t. E’ atteso in aumento il CLUP (+2% t/t).
Ieri sui mercati
La sorpresa positiva offerta dall’ISM manifatturiero ha contribuito a invertire la tendenza di martedì: i rendimenti dei titoli di stato sono saliti vigorosamente, soprattutto sulle scadenze più lunghe, mentre gli indici azionari sono rimbalzati di circa tre punti percentuali in Europa e Stati Uniti. Questa mattina la crescita del Nikkei è limitata all’1,5%. Si riscontra anche un arretramento degli spread fra BTP e titoli tedeschi superiore a 10pb sulle scadenze 5-30 anni. Coerente con il movimento degli altri mercati la marginale ripresa del dollaro sullo yen e l’avanzamento dell’euro su dollaro e yen; tuttavia, il cambio con il franco svizzero è tornato sotto 1,30, con minimi a 1,2959. Riguardo allo yen, Ozawa (candidato del partito di maggioranza alle presidenziali) ha affermato che il movimento recente giustifica un intervento sui mercati valutari, pur ammettendo che una mossa unilaterale non sarebbe molto efficace.
Area euro
La seconda lettura dell’indice PMI manifatturiero per l’area euro vede una revisione verso l’alto di un decimo di punto a 55,1 ad agosto; L’indice conferma il calo rispetto al valore di luglio (56,7). La revisione verso l’alto ha riguardato principalmente il PMI manifatturiero in Francia, a 55,1 da una stima flash di 54,7 (a luglio: 53,9), mentre è stata confermata la prima lettura dell’indice in Germania (58,2 da 61,2 di luglio). In Italia, l’indicatore è sceso oltre le attese di consenso, a 52,8 ad agosto da un precedente 54,4. In generale il livello attuale del PMI manifatturiero per l’area euro, nonostante il calo di agosto, rimane al di sopra della sua media storica e in territorio ampiamente espansivo, segnalando che, al di là di un “fisiologico” rallentamento nel trimestre estivo dopo il boom primaverile, la crescita economica nell’area dell’euro rimane ben impostata.
Italia. La crescita annua dei salari contrattuali ha rallentato al 2,4% a/a in luglio dal 2,5% a/a di giugno. Su base mensile le retribuzioni sono cresciute di 0,1% m/m (come nei due mesi precedenti). Rispetto al luglio dello scorso anno i salari sono cresciuti principalmente nei settori: alimentari, bevande e tabacco (+5,2% a/a), telecomunicazioni (+4,5% a/a) e, all’interno del settore pubblico, nelle regioni e autonomie locali (+4,3% a/a) e nel servizio sanitario nazionale (+4,2% a/a). Gli incrementi minori riguardano invece: pubblici esercizi e alberghi; scuola; militari-difesa; attività dei vigili del fuoco (in tutti questi settori l’aumento è stato di appena 0,6% a/a) e forze dell’ordine (0,5% a/a). Le quote di contratti nazionali in vigore risultano molto differenziate per settore: nell‘agricoltura la copertura è totale, nell’industria del 95,3% e nei servizi privati del 68,9%; nella pubblica amministrazione, tutti i contratti sono scaduti a partire da gennaio 2010. Il tasso di crescita dei salari contrattuali, in assenza di nuovi rinnovi, diminuirebbe progressivamente nei prossimi mesi: secondo le proiezioni ISTAT, l’indice rallenterebbe all’1,4% a/a a dicembre (negli ultimi 13 anni un incremento annuo così basso si è verificato solo nel marzo 1999) per poi risalire, restando comunque su livelli depressi, all’1,8% a gennaio. In generale, dal dato odierno e dalle proiezioni per il prossimo semestre appare che le incertezze ancora presenti nel mercato del lavoro, accanto alle misure di austerity per il settore pubblico, non hanno smesso di esercitare effetti negativi sui salari.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati del settore privato non agricolo ha registrato una contrazione di 10 mila unità, il primo dato negativo da gennaio 2010, contro attese di consenso di +25 mila. I dati di luglio sono stati rivisti verso il basso a +37 mila da 42 mila. In calo gli occupati nell’industria (-40 mila) e nel manifatturiero (-6 mila), in aumento di 30 mila unità gli occupati
nei servizi. Per dimensione di impresa, si registra un calo nelle imprese medie e piccole, e stabilità in quelle grandi. Il dato mette dei rischi verso il basso alla nostra previsione di crescita degli occupati del settore privato di +60 mila ad agosto.
L’ISM manifatturiero ha dato una vera sorpresa, con un rialzo ad agosto a 56,3 da 55,5 di luglio, contro attese di calo a 53, e in controtendenza rispetto alle indagini regionali, tutte in calo ad agosto. L’ISM ad agosto torna così sul livello di giugno. L’indagine mostra un aumento delle componenti produzione (a 59,9 da 57), prezzi pagati (a 61,5 da 57,5), occupazione (a 60,4 da 58,6). Il marginale calo dei nuovi ordini (a 53,1 da 53,5) e quello più ampio degli ordini inevasi a 51,5 da 54,5 suggeriscono che il rimbalzo potrebbe essere temporaneo. Nella conferenza stampa per la pubblicazione dei dati è stato sottolineato che non ci sono indicazioni particolarmente allarmanti dai dati; al momento, secondo l’ISM, il ritmo della produzione è “aggressivo” e dovrà necessariamente rallentare nei prossimi mesi. I dati sono coerenti più con un rallentamento intra-ciclico che con una ricaduta recessiva. Il dato è coerente con una crescita del PIL superiore al 4%.
La spesa in costruzioni scende dell’1% m/m a luglio dopo -0,8% m/m a giugno. La spesa residenziale scende del 2,5% m/m il terzo calo consecutivo. La spesa non residenziale vede una contrazione di 0,3% m/m. La spesa nel settore privato cala dello 0,8% m/m; quella pubblica scende dell’1,6% m/m. I dati confermano l’aspettativa che nel 3° trimestre gli investimenti in edilizia residenziale e commerciale siano in calo.
In agosto le vendite di autoveicoli sono calate da 11,9 a 11,47 milioni annualizzati.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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