Da seguire: Area Euro: La riunione della BCE dovrebbe concludersi con tassi fermi. I dati nell’ultimo mese hanno confermato la graduale ripresa del ciclo Eurozona. Tuttavia, il permanere dell’inflazione headline al di sotto…
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dell’1,0% e il calo dell’inflazione core a 0,7% a dicembre, un minimo assoluto nella storia dell’unione monetaria, giustificano una retorica ancora ampiamente accomodante. Non è escluso che l’inflazione core possa calare ulteriormente nei prossimi mesi data la gradualità della ripresa e il livello del cambio. Draghi in un’intervista a Der Spiegel a fine 2013 ha dichiarato che “per il momento la zona euro non è in deflazione e che non vi è necessità di azioni immediate dato che le attese di inflazione di medio lungo periodo sono ancora coerenti con il mandato di stabilità dei prezzi della BCE, ma che un calo dell’inflazione permanente al di sotto dell’1,0% rappresenta un rischio”. In caso di sorprese ulteriori sulla dinamica dell’inflazione, non escludiamo un taglio del refi a 0,10% nella prima parte di quest’anno anche per limitare la volatilità dell’EONIA. Pensiamo che un taglio in negativo del tasso sui depositi difficilmente incontrerebbe un consenso sufficientemente ampio all’interno del Consiglio, dal momento che più membri hanno indicato che questa è una misura estrema. Né può escludersi che la BCE annunci per marzo 2014 un’altra operazione di rifinanziamento annuale a tasso fisso, sia per smussare il saldo di liquidità legato al venire a scadenza dei fondi triennali, sia per fornire altra liquidità con scadenza abbastanza lunga da essere classificata come liquidità strutturale..
L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è visto migliorare a dicembre a 99,3 da 98,5. L’indice è in aumento da aprile ma rimane ancora leggermente al di sotto del livello di lungo termine (100). Il miglioramento dovrebbe essere diffuso a tutti i settori. Nel manifatturiero ci aspettiamo un miglioramento a -2,9 da -3,9 come da indicazioni dalle indagini nazionali. La seconda lettura della fiducia delle famiglie dovrebbe confermare la stima flash a -13,6 da -15,4 di novembre.Germania. La produzione industriale è attesa accelerare nettamente a novembre trainata dalle esportazioni (+1,5% m/m) dopo il brusco calo dei due mesi precedenti. Se confermato, il dato di novembre lascerebbe l’output in rotta per una contrazione di -0,2% t/t a dicembre dal +0,7% t/t di settembre pesando per circa un decimo sulla dinamica del PIL a fine 2013. Manteniamo tuttavia una previsione di crescita del PIL di 0,3% t/t dal momento che i servizi dovrebbero aver offerto un contributo positivo. Inoltre, le indagini IFO e PMI sono coerenti con un ulteriore rimbalzo di produzione a dicembre.
Aste. La Spagna colloca il nuovo Bono 2.75% 04/2019 e riapre l’obbligazione 5,15% 10/2028 per complessivi 4-5 mld di euro. La Francia colloca 7,5-8,5 miliardi di OAT a lungo termine. Negli Stati Uniti, riapertura da 13 miliardi del T-Bond.
Ieri sui mercati
Il Tesoro ha comunicato che all’asta di lunedì 13 saranno offerti da 3,5 a 4,0 miliardi del nuovo BTP 15/12/2016 1,5%, 2,0-2,5 mld del BTP 1/5/2021 3,75% e 1,25-1,75 mld del BTP 1/9/2028 4,75%; in totale, da 6,75 a 8,25 mld di carta a medio-lungo termine. Il Tesoro spagnolo ha annunciato emissioni lorde di debito a medio e lungo termine per 133,3 mld nel 2014, 5,1 mld in più rispetto al 2013. Sul mercato secondario, la Spagna ha registrato anche ieri una performance migliore rispetto all’Italia, con un allargamento del differenziale decennale a -12pb. Entrambi i mercati hanno stretto sulla Germania, caratterizzata da modesti incrementi dei tassi. Più ampio il rialzo dei rendimenti sul mercato statunitense, anche per il buon dato ADP diffuso nel pomeriggio. Il dollaro si è rafforzato sull’euro, scambiato sotto quota 1,36 fin da metà mattina.
Area Euro
Le vendite al dettaglio nell’area euro sono cresciute più delle attese, dell’1,4% m/m dopo il calo di -0,4% m/m (rivisto al ribasso di due decimi) di ottobre. Il dato da un lato lascia le vendite in rotta per una variazione di appena 0,2% t/t nel 4° trimestre, in lieve rallentamento dopo il +0,4% t/t dei tre mesi precedenti, d’altro canto pone le basi per un’accelerazione nel trimestre in corso. In sintesi, il dato è coerente con la nostra idea di una crescita ancora debole a fine 2013, in attesa di un’accelerazione a inizio 2014.
Il tasso di disoccupazione dell’Eurozona è rimasto stabile al 12,1% a novembre (per l’ottavo mese consecutivo; si tratta di un massimo da quando sono disponibili le serie, ovvero dal 1990). Permane un’ampia dispersione all’interno dell’area specialmente tra paesi periferici e paesi core, dove la ripresa rimane troppo debole per lasciar sperare in una riduzione apprezzabile della disoccupazione nei prossimi 12 mesi: l’assai poco invidiabile record resta a Grecia (27,4%, dato che risale a settembre) e Spagna (26,7%, stabile nel mese). Il tasso di disoccupazione nella fascia d’età 15-24 anni per l’insieme dell’Eurozona è rimasto anch’esso stabile al 24,2% (con punte in Spagna, Grecia e Italia).
Italia. Il tasso di disoccupazione è aumentato ancora a novembre, al 12,7% dal 12,5% di ottobre. L’aumento di due decimi è dovuto al calo nella stessa entità degli occupati a fronte di una forza-lavoro stabile. La flessione degli occupati ha riguardato in particolare la componente maschile. I disoccupati sono 3 milioni 254 mila. Il tasso di disoccupazione giovanile (nella fascia d’età 15-24 anni) ha toccato un nuovo massimo storico a 41,6% (nella UE, solo Spagna, Grecia e Croazia hanno un tasso di disoccupazione giovanile più elevato). Il dato conferma la nostra idea secondo cui ci vorrà tempo prima che l’incipiente ripresa abbia effetto sul tasso dei senza-lavoro, che potrebbe cominciare a calare (lievemente) solo a 2014 inoltrato.
Germania. Gli ordini all’industria sono cresciuti del 2,1% m/m a novembre dopo il -2,1% m/m del mese precedente, più forti delle stime di consenso. Sull’anno, gli ordini avanzano del 6,8% a/a in netta accelerazione dal +2,0%a/a del mese precedente. Gli ordini domestici crescono di 1,9%m/m. Gli ordini dall’estero aumentano del 2,2% m/m sostenuti interamente dalla domanda al di fuori della zona euro (+3,9%m/m). Gli ordini di beni manufatti tedeschi sono in rotta per un aumento di 0,9%t/t a fine 2013 dopo il +1,7%t/t.
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a dicembre sorprende verso l’alto con una variazione di 238 mila posti (consenso: 200 mila); il dato di novembre è rivisto a 229 mila da 215 mila della prima stima. Gli aumenti di occupati sono diffusi a tutte le dimensioni di impresa e a tutti i settori. Nell’industria la variazione è di +69 mila, nei servizi di +170 mila. I dati confermano il miglioramento del mercato del lavoro.
I verbali della riunione del FOMC di dicembre mostrano un consenso a favore di una riduzione molto graduale degli acquisti, confermando quanto già espresso in conferenza stampa da Bernanke e comunicato dai singoli partecipanti nelle loro comunicazioni. Le condizioni finanziarie restano un elemento centrale della strategia della Fed: in caso di rialzi dei rendimenti tali da mettere a rischio il proseguimento dell’attuale fase di accelerazione della crescita, il FOMC probabilmente non esiterebbe a intervenire di nuovo verbalmente come fatto in autunno, per segnalare che la strategia di politica monetaria rimane condizionata al proseguimento dell’espansione su ritmi di crescita superiori al potenziale per diversi anni.
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