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Flash: La Spagna ha rinunciato all’asta per il suo nuovo decennale

Da seguire: Area Euro: – Aste – La Spagna ha rinunciato all’asta per il suo nuovo decennale con scadenza 30/4/2021 e cedola 5,5%, emesso tramite sindacato di collocamento a 225pb sopra swap per un importo di 6 miliardi di euro. In arrivo anche 5-6 miliardi di Letras a 12 e 18 mesi. Il Belgio colloca carta a breve termine….


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(3 e 12 mesi) per 2,7-3,2 miliardi, così come la Grecia (500 milioni sulla scadenza semestrale). Belgio e Portogallo hanno preannunciato collocamenti in sindacato (un decennale per il Belgio, titoli non specificati per il Portogallo, che però punta a raccogliere come minimo 3 miliardi in questo modo). Per la Finlandia, riapertura del RFBG 1,75% 04/2016, per 1,5 miliardi.

– Riunione Ecofin. L’agenda prevede scambi di opinioni sulle conclusioni del Consiglio Europeo di dicembre in merito a governance economica e istituzione dello ESM, oltre che sul programma per rilanciare la crescita economica presentato dalla Commissione Europea la scorsa settimana. Sarà avviato il semestre europeo di implementazione del patto di stabilità.

– Germania. A gennaio, l’indice ZEW sulle aspettative di analisti e investitori istituzionali sull’economia tedesca potrebbe aumentare ancora a 8 da 4,3. Si tratterebbe del terzo aumento consecutivo dell’indice dopo il trend di calo che ha caratterizzato gran parte del 2010. Anche la valutazione sulla condizione corrente è vista aumentare, anche se in misura contenuta, a 84,5 da 82,6; proseguirebbe così il trend di crescita avviatosi oltre un anno e mezzo fa e l’indicatore si collocherebbe solo qualche punto al di sotto del massimo toccato a giugno 2007. I rischi al ribasso sulla previsione sono dati dalle preoccupazioni sul debito dei Paesi periferici, ma l’ottima salute dell’economia tedesca e la buona performance messa a segno dal Dax anche a inizio 2011 (dopo il +16,1% del 2010) potrebbero spingere ancora il morale.

Stati Uniti

– L’indice Empire della New York Fed a gennaio dovrebbe mostrare un miglioramento, salendo a 14 da 10,57 di dicembre. L’indagine mantiene un inusuale gap con l’ISM, che dovrebbe gradualmente chiudersi con un trend di rialzo più rapido per l’indice di New York, mentre l’ISM dovrebbe essere poco variato sui livelli elevati attuali. Il Beige Book riporta ulteriore miglioramento nel distretto di New York e “ottimismo diffuso” sullo scenario di breve termine, con dati più positivi del previsto per le vendite della stagione natalizia. L’indagine dovrebbe registrare ulteriore pressione verso l’alto sui prezzi pagati.

Ieri sui mercati

L’incertezza sull’esito delle riunioni dell’eurogruppo e dell’Ecofin in Europa e del summit Cina-USA a Washington, dopo la mossa restrittiva della banca centrale cinese di venerdì, hanno improntato i mercati a un atteggiamento di cautela. I mercati azionari in Europa sono scesi (Eurostoxx -0,3%, FTSE 100 -0,3%), mentre negli Stati Uniti erano chiusi per festività. Sui mercati obbligazionari europei hanno pesato fattori contrastanti. La BCE ha comunicato acquisti di titoli per 2,3 miliardi di euro la settimana scorsa. I rendimenti sul Bund a 10 anni sono scesi di 1pb a 3,04%. Stringe la Grecia, mentre riallargano Italia (+5pb), Spagna (+8pb), Portogallo e Irlanda. Da segnalare che continua la risalita dei tassi Euribor, nonostante l’Eonia fermo a 0,36-0,38%. Calati marginalmente i tassi impliciti nei futures monetari europei.

Area Euro

Orphanides (BCE) ha dichiarato che se le modifiche in via di discussione sullo European Financial Stability Facility consentissero al fondo di acquistare bond governativi (“per migliorare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria”), ciò renderebbe alcune delle misure non convenzionali adottate dalla BCE oggi in essere non più necessarie.

La riunione dell’Eurogruppo si è chiusa, come previsto, senza una decisione sulla riforma della EFSF. Il presidente dell’Eurogruppo Juncker ha dichiarato alla stampa che si stanno studiando le varie opzioni per rendere tutti i 440 miliardi di euro utilizzabili, e che il consiglio sta anche discutendo una riduzione dei costi di finanziamento associati al programma di sostegno. A suo giudizio “non saranno necessari mesi” per finalizzare i lavori, ma dopo il favorevole andamento delle aste in Portogallo, Spagna e Italia, la Germania è tornata a frenare sulle ipotesi di rafforzamento del meccanismo di sostegno. La mancanza di progressi manterrà elevata l’avversione al rischio, impedendo significative compressioni degli spread e frenando l’euro.

Stati Uniti

Plosser (Philadelphia Fed) ha ribadito che non bisogna aspettarsi troppo dalla politica monetaria assegnandole obiettivi che non può raggiungere, e danneggiando così la credibilità della Banca centrale. In particolare, Plosser ha detto che la politica monetaria “non sarà in grado di accelerare gli aggiustamenti del mercato del lavoro o di prevenire bolle sugli asset, e tentativi di fare ciò potrebbero creare maggiore instabilità”, invece di ridurla. Secondo Plosser c’è un solo obiettivo che una Banca centrale può perseguire e raggiungere: “la stabilità dei prezzi di lungo termine”. Plosser ha anche ribadito la propria opinione a favore dell’adozione di un obiettivo esplicito sull’inflazione. Plosser ha detto che la Fed, avendo “passato il Rubicone” con una politica monetaria che si interseca ormai con la politica fiscale, “probabilmente subirà pressioni in futuro perché usi i suoi poteri in sostituzione di altre decisioni di politica fiscale”. Qualche giorno fa Plosser aveva detto che, anche se “vorrebbe che non fosse stato attuato, ciò non significa che voglia interromperlo proprio ora”, lasciando aperta la possibilità di un voto in linea con la maggioranza dei votanti alla riunione del FOMC di fine gennaio.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

  2. Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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