Da seguire: Area Euro: – Nella riunione di dicembre la BCE deciderà, soppesando opposti rischi, circa il rinnovo delle misure non convenzionali anche per il 1° trimestre del 2011. Visto il riacutizzarsi della crisi sul debito, è probabile che si decida di rinnovare le attuali misure per un altro trimestre, garantendo ancora per ….
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qualche mese un Eonia ben inferiore all’uno per cento. La possibilità di un ritorno ad aste competitive sulle operazioni a lungo termine implicherebbe rischi inaccettabili di destabilizzazione del mercato monetario, anche se venisse garantita temporaneamente liquidità in eccesso. Un altro aspetto molto delicato della riunione è costituito dal Securities Markets Programme (SMP): finora la BCE lo ha utilizzato con molta discrezione, guardandosi bene dall’interpretarlo come un mezzo per frenare le dinamiche speculative sul mercato dei titoli di stato. Sul mercato è andata però crescendo l’aspettativa che ora possa essere impiegato anche per contrastare l’anomalo allargamento dei premi al rischio sul debito di Italia e Spagna. Tuttavia, vista l’ostilità di una minoranza del Consiglio anche nei confronti della versione minimalista dello SMP, il lancio di un programma massiccio di acquisti forse richiede un contesto di concreta e imminente minaccia alla stabilità della zona euro, negata quest’ultima ancora martedì scorso da Trichet nella sua audizione davanti al Parlamento Europeo.
– La seconda lettura dei dati di contabilità nazionale relativi al 3° trimestre dovrebbe confermare il rallentamento del PIL area euro a 0,4% t/t da 1,0% t/t. La crescita annua si confermerebbe stabile a 1,9% a/a. La domanda domestica dovrebbe aver contribuito per circa tre decimi (in forza di lievi incrementi per i consumi sia privati che pubblici e per gli investimenti) e un contributo ancora positivo dovrebbe essere venuto dalle esportazioni nette (stimiamo +0,2%), mentre le scorte potrebbero aver sottratto circa un decimo alla crescita.
– Aste – La Spagna riapre il Bono 2,5% 10/2013 per un ammontare obiettivo di 1,75-2,75 miliardi. Offerta anche in Francia, articolata su 3 OAT con scadenze comprese fra il 2017 e il 2025 e per un ammontare obiettivo di 4,5-5,5 miliardi.
Ieri sui mercati
Netta chiusura degli spread sovrani nella zona euro: Italia -28pb, Spagna -36pb, Portogallo -46pb, Irlanda
-43pb, Grecia -22pb. Rendimento del Bund decennale in rialzo a 2,77%. Forti aumenti dei tassi anche sulla curva UST, mentre gli indici azionari rimbalzano di due punti percentuali. L’inversione di marcia dei premi al rischio incide anche sul cambio euro/dollaro, rimbalzato fino a 1,318, e sull’euro/franco, tornato poco sotto 1,32. Le aspettative di proroga delle misure straordinarie BCE incidono ancora sui futures Euribor, in rialzo su tutte le scadenze.
Area Euro
La lettura definitiva del PMI manifatturiero per l’area euro per il mese di novembre ha visto una leggera revisione verso il basso a 55,3 da 55,5, confermandosi comunque in crescita rispetto al 54,6 di ottobre. Tra le principali sottocomponenti dell’indicatore, è stata rivista al ribasso di quattro decimi la componente nuovi ordini (sulla revisione hanno inciso i nuovi ordini dall’estero che vengono riletti al ribasso di sei decimi); vengono invece sostanzialmente confermate le indicazioni su produzione e occupazione. Comunque, tutte le principali componenti dell’indice, si confermano in crescita rispetto al mese di ottobre. Come per l’area euro, anche il PMI manifatturiero per la Germania è stato rivisto al ribasso di otto decimi a 58,1. Anche in questo caso rimane confermata la crescita dell’indicatore rispetto al mese di ottobre (56,6). L’indice manifatturiero per la Francia, invece, è stato rivisto al rialzo a 57,9 dalla stima flash di 57,5 (a ottobre: 55,2) e tocca un massimo da oltre 10 anni. La prima lettura dell’indicatore per l’Italia mostra un calo a 52 da 53: è proseguito quindi il trend di discesa, anche se l’indicatore si conferma in territorio espansivo ed al di sopra della sua media storica. Guardando ai paesi periferici l’indicatore per l’Irlanda sale a 51,2 da 50,9; viceversa, scende l’indice per la Spagna (a 50 da 51,2) e l’indicatore per la Grecia rimane ampiamente al di sotto di quota 50 (a 43,9). Il dato per l’area euro resta decisamente positivo e segnala che la crescita, dopo un possibile rallentamento a fine 2010 (stimiamo circa 0,3% t/t), possa riaccelerare a inizio anno (in un intorno di 0,5% t/t).
Stati Uniti
La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli del settore privato a novembre, mostra una creazione di 93 mila posti (consenso: 70 mila) dopo 82 mila del mese di ottobre (rivisto da 43 mila). I dati indicano un mercato del lavoro in miglioramento, ma ancora lontano da una dinamica tale da portare a una significativa riduzione del tasso di disoccupazione.
L’ISM del settore manifatturiero a novembre scende a 56,6 da 56,9 di ottobre (media ultimi 6 mesi: 56), in linea con le aspettative di consenso.
La crescita della produttività nel 3° trimestre è stata rivista verso l’alto a 2,3% t/t da 1,9% t/t in seguito alla revisione verso l’alto della variazione dell’output (da 3% t/t a 3,7% t/t); le ore lavorate sono riviste verso l’alto a +1,4% t/t da +1,1% t/t. Il costo del lavoro per unità di prodotto rimane invariato a -0,1% t/t (-1,1% a/a).
Il Beige Book riporta che l’attività economica in media ha continuato ad espandersi da metà ottobre a metà novembre, se pure a ritmi diversi fra aree. In 5 distretti la crescita è appena “modesta”, in altri 5 è più sostenuta, in 2 le condizioni sono miste. Il quadro generale del Beige Book è coerente con i dati e non modifica lo scenario né per la crescita né per la politica monetaria.
La Commissione bi-partisan per il controllo del debito ha presentato il proprio rapporto in Congresso. Nel breve termine il rapporto non dà nessuna indicazione di restrizione e le misure che entrerebbero in vigore dal 2013. Inoltre, i due presidenti della commissione hanno proposto di introdurre una sospensione della “payroll tax” nel 2011, liberando i lavoratori dal pagamento dei contributi previdenziali per un anno (6,5% del reddito). Vengono presentate misure di contenimento della spesa su vari fronti e una riforma profonda del sistema tributario. Secondo il rapporto, le misure proposte limiterebbero il rapporto entrate/PIL al 21%, ridurrebbero il deficit al 2,3% del PIL entro il 2015 e farebbero calare ill rapporto debito/PIL al 40% entro il 2035.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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