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Flash: La Spagna riapre il titolo 2,5% 10/2013

Da seguire: Area Euro: – La riunione della BCE dovrebbe risultare piuttosto interlocutoria, dopo che vari membri hanno affermato che le decisioni circa la futura exit strategy sono rimandate a dicembre. Al di là di un rallentamento “fisiologico” nella seconda metà del 2010, il ciclo nell’area euro rimane a nostro avviso ben…


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impostato e non nella sua fase terminale, nonostante qualche segnale di minor vigore giunto dalle indagini di fiducia. Mentre il contesto ciclico giustificherebbe una “normalizzazione” della politica monetaria, in questo momento le preoccupazioni legate alla crisi sul debito sembrano contare maggiormente per la BCE, che (nonostante le perplessità di alcuni membri) potrebbe mantenere il full allotment per la prima metà del 2011 (eventualmente ritirando la piena allocazione prima sulle aste trimestrali) e alzare i tassi al più presto a fine 2011. Ma nulla di tutto ciò sarà deciso alla riunione di ottobre.

– Germania. La produzione industriale potrebbe far segnare un altro incremento ad agosto, stimiamo di +0,2% m/m dopo il +0,1% m/m di luglio; peraltro, il dato sugli ordini all’industria suggerirebbe qualche rischio al rialzo su tale stima. Su base annua, l’output rallenterebbe a 9,4% da 10,9% a/a. Il livello dell’indagine di fiducia PMI segnala un possibile ulteriore rallentamento del tasso di crescita annua nei prossimi mesi; tuttavia, tenendo conto anche delle più confortanti indicazioni giunte dalla survey dell’IFO, riteniamo non sia ancora terminato il ciclo espansivo per l’industria tedesca (anche grazie al permanere di un significativo traino dall’export).

– Aste – La Spagna riapre il titolo 2,5% 10/2013 per un ammontare obiettivo di 3-4 miliardi. In Francia viene collocato il nuovo OAT 2,5% 10/2020 e saranno altresì riaperti lo OAT 3,5% 04/2026 e 5,5% 04/2029; in totale, il tesoro conta di raccogliere da 7,5 a 8,5 miliardi di euro.

Regno Unito

– La Bank of England conclude oggi la sua riunione di due giorni. Non ci aspettiamo ancora un’estensione al programma di stimolo quantitativo, ora fermo a 200 miliardi di sterline, né arriveranno variazioni dei tassi ufficiali. I mercati stanno già prezzando un rischio di aumento del programma e perciò un nulla di fatto potrebbe almeno temporaneamente sostenere la sterlina.
Ieri sui mercati

Il tema dominante rimane la debolezza del dollaro, a sua volta connessa alla prospettiva di stimolo quantitativo da parte della Fed. L’euro è salito a 1,39, mentre lo yen è tornato in area 82 senza interventi da parte delle autorità monetarie nipponiche. L’approssimarsi del G7, vertice in cui i mercati valutari saranno presumibilmente oggetto di scontro, lega le mani al Giappone. Per il momento il clima rimane molto favorevole a un overshooting del dollaro. Da segnalare il calo dei rendimenti sui titoli di stato, che ha portato il Bund decennale a 2,23%. Bene la curva italiana, con un calo dello spread Btp-Bund sotto 150pb; stringe anche la Grecia, mentre Irlanda e Portogallo hanno allargato a 431 e 408pb. Rialzi per petrolio e altre materie prime.

Area Euro

Germania. Battendo la più ottimistica delle previsioni, gli ordini all’industria sono cresciuti del 3,4% m/m ad agosto, dopo il calo di -1,6% m/m a luglio. La variazione annua accelera cosi a a sorpresa a 20,3% da un precedente 18,4% a/a. Il balzo è stato determinato da una crescita degli ordini dall’estero (+6,6% m/m da -3,0% m/m), in particolare dall’eurozona (+13,8% m/m), mentre risultano in lieve flessione le commesse domestiche (-0,5% m/m da +0,2% m/m). Dal dettaglio spicca la forte crescita degli ordini di beni capitali (+6,7% m/m) mentre rallenta la crescita dei beni intermedi (+0,3% m/m da +3,0% m/m) e calano le commesse di beni di consumo (-3,9% m/m da -0,4% m/m). Il dato sorprende in positivo e pone qualche rischio verso l’alto sulla stima di una moderata crescita della produzione industriale ad agosto.

La lettura finale dei dati di contabilità relativi al 2° trimestre ha confermato la stima precedente di una crescita eccezionalmente elevata: +1% t/t da 0,3% t/t nel primo trimestre. Anche la variazione annua è stata confermata a +1,9% a/a (dallo 0,8% a/a del trimestre precedente). Si conferma il forte traino dalla Germania (+2,2% t/t), ma si nota anche una revisione verso l’alto di un decimo in Francia (+0,7% t/t) e Italia (+0,5% t/t). Il dettaglio per componente mostra una revisione al ribasso sia sui consumi privati, stimati ora in crescita di appena 0,2% t/t come nel 1° trimestre (contro una precedente stima di +0,5% t/t), che sugli investimenti (da 1,8% a 1,5% t/t), dunque il dettaglio mostra una domanda domestica finale sempre brillante ma un po’ meno che nella prima stima (0,5% t/t, ai massimi dal 2007). Dopo l’ottimo 2° trimestre la crescita del PIL nell’area euro dovrebbe essere proseguita nel trimestre estivo, seppur ad un ritmo meno sostenuto, stimiamo di +0,3% t/t.

Stati Uniti

La stima ADP degli occupati non agricoli del settore privato vede un calo di -39 mila unità a settembre (consenso: +20 mila). Il dato di agosto viene rivisto verso l’alto da -10 mila a +10 mila. La decelerazione della dinamica occupazionale è diffusa, secondo ADP, ai diversi settori disaggregati dalla stima e a tutte le dimensioni di impresa. La stima ADP ha in media sottostimato la creazione di posti di lavoro nel settore privato di circa 50 mila unità da inizio anno (e ha sottostimato per tutto il ciclo corrente, anche se meno di quanto visto recentemente). Il trend di creazione di posti rilevato dall’ADP è in netto peggioramento e mette rischi verso il basso per la previsione (nostra e del mercato) di una creazione di posti nel settore privato circa in linea con la media recente (70-80 mila).

L’IMF ha rivisto verso il basso le proprie stime di crescita per gli Stati Uniti: nel 2010 la crescita è ora prevista a 2,6% (dalla stima precedente di 3,3%), in rallentamento nel 2011 a 2,3% (dalla stima di 2,9%), con un tasso di disoccupazione circa stabile (9,7% in media nel 2010 e 9,6% nel 2011).


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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