Da seguire: Area Euro: La stima flash della fiducia dei consumatori dell’area euro a maggio potrebbe stabilizzarsi attorno al livello del mese precedente a -8,3 da -8,6 (ai massimi dal 2007, anche se permane ancora una forte dicotomia tra i livelli di centro e periferia)….
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Nei prossimi mesi ci aspettiamo che la fiducia rimanga circa invariata in assenza di novità per la dinamica dei redditi.
Stati Uniti
- La Fed pubblica i verbali della riunione del FOMC di fine aprile. I verbali potrebbero dare nuove informazioni sul dibattito relativo all’exit strategy. La Fed sta intensificando i preparativi e i test degli strumenti che saranno probabilmente utilizzati nella fase di rialzo dei tassi.. I verbali probabilmente mostreranno che il FOMC sta ridiscutendo la sequenza di mosse nella fase di uscita e le alternative disponibili fra i vari strumenti presenti nella “cassetta degli attrezzi” della Banca centrale. Questa discussione dovrebbe essere propedeutica alla presentazione, alla riunione di giugno, di linee guida per l’uscita, sulla falsariga di quanto aveva fatto Bernanke nel 2011, quando il FOMC pensava di essere vicino al momento della svolta per la politica monetaria. I verbali sottolineeranno esplicitamente che questa discussione è preparatoria, e non implica una svolta imminente della politica monetaria I verbali dovrebbero ancora segnalare opinioni variegate sul sentiero di rialzo dei tassi, ma un consenso generalizzato sulla previsione che il primo rialzo dei tassi non dovrebbe avvenire prima di metà del 2015.
Ieri sui mercati
I mercati mantengono un atteggiamento cauto, in assenza di notizie macro e in attesa di informazioni dalle banche centrali e dagli appuntamenti elettorali del fine settimana (europee e Ucraina). I mercati azionari hanno corretto negli USA e nei paesi core europei, mentre i periferici hanno segnato un modesto rimbalzo senza recuperare le perdite delle sedute precedenti. Sui mercati obbligazionari, rimane prevalente la ricerca di sicurezza, in presenza di incertezza sull’esito delle elezioni europee e ucraine. Ancora una giornata pesante per il mercato secondario italiano e per il debito dei paesi periferici più in generale. In un mercato che nel complesso risulta caratterizzato da volumi piuttosto sottili, continua dunque la correzione per i BTP anche se, rispetto a lunedì, le variazioni non risultano uniformi rispetto allo spettro delle scadenze ma mostrano un leggero irripidimento della curva. Meno ampio l’allargamento dello spread che, complice il tono leggermente negativo dei Bund a lunga scadenza, cresce di 9pb portandosi a quota 190pb.
Area Euro
BCE: Liikanen, durante una testimonianza al Parlamento finlandese, ha indicato che la BCE potrebbe considerare misure non convenzionali nel caso in cui la ripresa dovesse deludere, in caso di un calo inatteso dei prezzi delle commodity e a fronte di attese di inflazione che si discostano dal target BCE nel medio periodo. Linde ha indicato che il rischio più immediato è di inflazione troppo bassa troppo a lungo. Mersch ha indicato che la probabilità di azioni a giugno è salita considerevolmente e ha ribadito che il mercato degli ABS va rivitalizzato. Nowotny ha indicato che un taglio del tasso sui depositi deve essere ancora discusso. Un taglio del refi a 0,15% è certo, a seguito delle dichiarazioni dei membri del Consiglio negli ultimi giorni, la probabilità di un taglio del tasso sui depositi è salita leggermente sopra il 50%. Pensiamo che un programma di acquisto di ABS e/o un’operazione di rifinanziamento a medio lungo termine mirata all’erogazione di credito (probabilmente con una durate superiore all’anno e con un tasso fisso e non tracker) potrebbero essere annunciati a giugno con una probabilità vicina al 50%.
Italia. In controtendenza rispetto alla produzione industriale, aumentano a marzo sia il fatturato che gli ordinativi nell’industria. Il fatturato è salito di 0,3% m/m (dopo il calo di -1,4% m/m il mese precedente) ed ha accelerato su base annua a 2,7% (evidenziando un trend di recupero che dura da ormai un anno). Nel mese, in progresso il fatturato domestico mentre è calato quello estero. Da notare che l’unico comparto in crescita è quello dei beni di investimento (+2% m/m). Gli ordini sono aumentati dell’1,3% m/m (dopo il -3,2% precedente); in questo caso, trainante è stato il mercato estero, a fronte di una flessione delle commesse dall’interno. Il dettaglio per settore mostra che i comparti che sembrano usciti dalla crisi sono: mezzi di trasporto (incremento superiore al 20% a/a sia del fatturato che degli ordini), macchinari e attrezzature (spicca il +8% degli ordini), il settore metallurgico e quello farmaceutico (entrambi mostrano avanzamenti significativi sia del fatturato che degli ordinativi). Viceversa, restano in profondo rosso l’industria alimentare, la raffinazione, la chimica e le apparecchiature elettriche; per quanto riguarda l’elettronica e il tessile si nota un buon incremento del fatturato, ma i segnali prospettici dagli ordini non sono incoraggianti.
Stati Uniti
W. Dudley (NY Fed) in un discorso ieri ha dato molte informazioni importanti sulle questioni relative alla strategia di uscita della Fed dalla politica monetaria attuale. Secondo Dudley, lo scenario economico resta positivo. Secondo Dudley (in linea con alcuni commenti di Yellen), il focus deve rimanere sulla disoccupazione complessiva; questo deve includere i disoccupati a lungo termine, che potrebbero richiedere un periodo più prolungato prima di trovare un’occupazione. Un secondo punto cruciale affermato da Dudley riguarda l’inflazione: a suo parere l’obiettivo della Fed sui prezzi non è un tetto; in caso di inflazione sopra il 2% e disoccupazione “lontana” dalla piena occupazione, “allora le considerazioni sull’inflazione dominerebbero”. Questo è il significato di “approccio equilibrato” indicato nel comunicato del FOMC riguardo al sentiero di policy. Lo scenario per la politica monetaria secondo Dudley vede la fine degli acquisti nell’autunno. Dudley ripete che ci sarà un “periodo considerevole” fra la fine degli acquisiti e il primo rialzo, ma sottolinea che questo dipenderà anche dall’evoluzione dei dati. Il sentiero dei rialzi sarà “relativamente lento”, al di sotto delle traiettorie medie del passato. Dudley ha anche discusso gli strumenti che verrebbero usati per controllare il rialzo dei tassi: il tasso di interesse sulle riserve è lo strumento principale, che dovrebbe essere rinforzato dal tasso sui reverse repo. I reverse repo potrebbero essere usati con un meccanismo di full allotment, e darebbero un pavimento ai tassi di mercato monetario. Per quanto riguarda la politica del bilancio, Dudley ribadisce che il FOMC non intende vendere i titoli in portafoglio e indica anche che probabilmente la Fed prima alzerà i tassi e solo in seguito interromperà la politica di reinvestimento delle scadenze. Dudley ha sottolineato che la Fed ha ancora tempo per attuare test sugli strumenti che dovranno venire impiegati per la normalizzazione della politica monetaria. E’ probabile che i verbali che verranno pubblicati questa sera e il discorso di Yellen daranno indicazioni simili a quelle del discorso di Dudley. Il messaggio rimane dovish, e le aspettative sul sentiero dei tassi non dovrebbero cambiare.
Giappone
La riunione della BoJ si è conclusa questa mattina senza novità: le misure di stimolo sono invariate. La banca centrale non si sbilancia sulle prospettive della politica monetaria e mantiene un atteggiamento interlocutorio, in attesa di vedere gli sviluppi dell’economia in risposta alla restrizione fiscale di inizio aprile.
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