Da seguire: Area Euro: La produzione industriale area euro è vista in recupero di 0,5% m/m a settembre dopo il…
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- -1,8% m/m di agosto. Le indicazioni dalle indagini congiunturali e dati nazionali sono state miste. Se confermata, la stima porterebbe la variazione trimestrale a -0,6% t/t, al di sotto della media del 2° trimestre, e suggerirebbe rischi verso il basso per la nostra stima di crescita di 0,1% t/t del PIL area euro nei mesi estivi.
- Aste. Partono oggi, con il collocamento di BOT annuali per 6,5 miliardi, le aste di metà mese del Tesoro italiano. Anche la Grecia colloca carta a breve termine. Da segnalare anche il nuovo Schatz dic-2016 che sarà piazzato dalla Germania e l’emissione a lungo termine del Portogallo (OT 5,65% 02/2024).
Ieri sui mercati
- Le dichiarazioni di Mersch (BCE) hanno favorito una moderata compressione dei differenziali fra degli emittenti periferici sulla Germania. Sulla scadenza decennale, il BTP ha stretto a 149pb. Quasi invariati i rendimenti dei titoli tedeschi.
- Sui mercati valutari, domina la volatilità dello yen: prima cede fino a 115,98 contro dollaro, poi recupera; attualmente è scambiato intorno a 115,3. Quasi sincroni i movimenti dell’euro, che ha segnato i minimi di giornata intorno a 1,2400 ma in seguito è tornato a sfiorare 1,25 dollari. Dopo il passaggio alla fluttuazione libera, il rublo sembra aver ritrovato stabilità sul dollaro.
- Nuovo calo delle quotazioni petrolifere dopo l’effimero rialzo di venerdì: il primo contratto sul Brent è calato ieri a 81,67, con minimi infragiornalieri a 80,46 dollari. La tendenza sta continuando questa mattina.
Area Euro
Italia. La Commissione Europea ha diffuso il documento “Review of progress on policy measures relevant for the correction of macroeconomic imbalance”, il primo di questo tipo redatto nell’ambito del monitoraggio previsto per i Paesi soggetti a Procedura per Squilibri Macroeconomici. Il rapporto monitora i progressi fatti dall’Italia dallo scorso luglio, ovvero da quando furono emesse le raccomandazioni per Paese che nel caso dell’Italia individuavano come squilibri da affrontare l’elevato debito pubblico e la bassa competitività. La UE riconosce i progressi fatti sul tema delle riforme, ma afferma che il processo è lento e che sono necessari concreti passi avanti nella parte finale del 2014 e in quella iniziale del 2015 per affrontare efficacemente gli squilibri indicati. In merito alla Finanza Pubblica, la UE rileva che: 1) vi è incertezza circa l’efficacia del processo di spending review , che è cruciale per finanziare la maggior parte degli interventi di stimolo all’economia; 2) vi sono ritardi nel programma di privatizzazioni; 3) d’altra parte, la UE giudica positivamente l’entrata in vigore e la piena operatività dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio che ha validato le assunzioni macroeconomiche inserite nelle recente Legge di Stabilità. Quanto al tema della competitività: 1) la UE giudica positivamente le riforme in discussione in tema di mercato del lavoro e istruzione, ma segnala che la loro efficacia dipenderà in misura cruciale dai dettagli che vernano definiti in sede di legislazione di secondo livello; 2) un giudizio negativo viene dato invece alla scelta del Governo di non finanziare il taglio del cuneo fiscale sul lavoro con una revisione delle tax expenditures o delle imposte ambientali come raccomandato dall’UE; 3) non si rilevano sufficienti progressi sul tema dell’apertura alla concorrenza dei servizi e delle infrastrutture mentre qualche passo avanti è stato registrato per il settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni; 4) positivo è il giudizio sulle misure adottate per aumentare l’efficienza e la diversificazione dell’accesso al mercato dei capitali. Infine, la UE ritiene che le riforme istituzionali siano cruciali per aumentare la produttività del sistema Paese; ancora una volta, il giudizio sulle principali riforme avviate è positivo, ma si fa notare che la strada per una piena implementazione è ancora lunga.
Giappone
Negli ultimi giorni, voci di stampa segnalano la possibilità che il primo ministro Abe rinvii la decisione sul secondo rialzo dell’imposta sui consumi (che avrebbe dovuto essere presa entro dicembre) e convochi un’elezione anticipata da tenersi in tempi estremamente ravvicinati. Secondo la stampa, Abe vorrebbe avere un mandato più ampio dall’elettorato per proseguire con le politiche annunciate. La pubblicazione del PIL del 3° trimestre (stima preliminare 17/11, stima definitiva 8/12) è uno spartiacque per la decisione del governo riguardo al rialzo dell’imposta e all’eventuale voto anticipato. In caso di dati inequivocabilmente deboli, il governo potrebbe convocare elezioni anticipate (date possibili per il voto il 14 o il 21 dicembre) e rimandare la decisione sull’imposta a dopo il voto. Sondaggi recenti mostrano un calo del vantaggio della coalizione di Governo, che raccoglie ora il 44% di indicazioni favorevoli (da 52% di un mese fa). Tuttavia, l’opposizione è in una situazione ancora più sfavorevole e dopo un voto in tempi ravvicinati la coalizione di Governo manterrebbe probabilmente una maggioranza solida. I recenti passi avanti sul fronte della politica estera e il solido rialzo dei mercati azionari dovrebbero contribuire a sostenere Abe.
Fonte: BONDWorld.it
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