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Flash: Le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono rimaste stabili sul mese a giugno

Area Euro La riunione di agosto del Consiglio Direttivo della BCE dovrebbe essere abbastanza interlocutoria. Trichet spiegherà i dettagli appena comunicati circa il sistema dei margini di garanzia in merito ai criteri di ammissione del collateral…..


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A nostro avviso, i risultati degli stress test e della Bank Lending Survey di luglio non giustificano, almeno per ora, la rimozione della politica di fornitura illimitata di liquidità, o più in generale un’accelerazione della assai graduale “exit strategy”.

Aste – La Spagna offre da 2,5 a 3,5 miliardi di euro in Bonos 2,5% 10/13.

Ieri sui mercati

Sulla scia delle indicazioni provenienti dai dati macro statunitensi (l’ISM non manifatturiero sale contro il consenso che vedeva un calo e la stima ADP sugli occupati non agricoli risulta migliore delle attese) i mercati azionari chiudono in positivo. In aumento i principali indici: Dow Jones a +0,4%, S&P a +0,6% e Nasdaq a +0,9%. Sui mercati obbligazionari il rendimento del Treasuries a 2 anni rimane sui livelli del minimo storico toccato ieri a 0,5% ed anche il titolo a 10 anni resta sostanzialmente invariato a 2,9%. Il rendimento del Bund tedesco cala sia sul medio, che sul lungo termine: di circa 3 punti base sul titolo a 5 anni (a 1,6%) e di 2 punti base sul 10 anni (a 2,6%).

Area Euro

Le vendite al dettaglio nell’Eurozona sono rimaste stabili sul mese a giugno dopo l’aumento a +0,4% m/m di maggio (rivisto da +0,2% m/m). Sull’anno le vendite hanno rallentato a +0,4% a/a da un precedente +0,6% a/a. Il trimestre ha chiuso così con una flessione di -0,2% t/t dopo due trimestri sopra lo zero, segnalando rischi al ribasso sul dato dei consumi di contabilità nazionale per il 2° trimestre 2010. Tra i maggiori paesi che hanno già diffuso i dati si nota una contrazione delle vendite in Germania (-0,9% m/m da +3,0% m/m) e Francia (-1,3% m/m da +0,8% m/m), mentre le vendite aumentano in Spagna (1,1% m/m da 0,3% m/m). Il dato conferma che la ripresa non si è ancora riflessa in un apprezzabile miglioramento della spesa dei consumatori.

La seconda lettura dell’indice PMI composito per l’area euro ha confermato la precedente stima di 56,7 a luglio dopo il 56,0 di giugno. L’indice PMI per il settore servizi viene rivisto solo leggermente verso il basso (a 55,8 da 56,0) e rimane sostanzialmente in linea con il valore di giugno (55,5). La revisione ha riguardato principalmente la Germania (a 56,5 da una stima flash di 57,3) comunque in crescita rispetto al valore di giugno (54,8). Il PMI per il settore servizi in Italia è sceso a 49,6 da 51,5 di giugno. In generale, il dato è confortante circa il consolidarsi della ripresa nell’area euro: il livello attuale del PMI è coerente con una crescita dell’ordine di 0,8% t/t.

Stati Uniti

La stima ADP ha segnalato un consistente aumento degli occupati del settore privato (+42 mila unità), incremento superiore alle attese. Inoltre, il dato di giugno è stato rivisto verso l’alto a 19 mila unità (dalla precedente stima di 13 mila). Lo spaccato mostra una riduzione nei posti di lavoro nel settore manifatturiero di 6 mila unità, ma un’accelerazione nel settore servizi a 63 mila unità, da 41 mila di giugno. In termini di andamento della dinamica occupazionale sarà comunque più significativo l’employment report di domani, dal quale ci si attende ancora un calo degli occupati non agricoli (calo più modesto rispetto al mese precedente), con aumento però degli occupati del settore privato. Il dato odierno dell’ADP potrebbe essere letto positivamente, considerando anche che negli ultimi mesi l’ADP ha sottostimato l’aumento dei posti nel settore privato.

Migliore del previsto anche l’ISM non manifatturiero, che ha addirittura mostrato un incremento da 53,8 a 54,3 contro attese di calo. Da rilevare, in particolare, l’aumento della componente occupazione – in linea con quanto emerso anche dalla stima ADP – che si è riportata sopra quota 50,0. Sono saliti anche i nuovi ordini (dall’estero). Entrambe queste componenti avevano mostrato un miglioramento anche nell’ISM manifatturiero.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

  1. Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;

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Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.


Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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