Flash: L’indice ZEW dovrebbe continuare nel trend di rallentamento

Da seguire: Area euro: – La produzione industriale nell’area euro è vista in crescita di 0,3% m/m ad aprile, dopo l’aumento dell’1,5% m/m di marzo. La produzione accelererebbe a 8,5% a/a. La debolezza deriva principalmente….


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dai paesi periferici, in particolare da Irlanda, Portogallo e Grecia che (oltre alla Francia) hanno visto tutte una flessione dell’output ad aprile. In caso di stabilità a maggio e giugno, la produzione salirebbe di 1,5% t/t nel 2° trimestre, dopo il 4% t/t del 1° trimestre 2010.

– Aste – Offerta di titoli a breve termine in Francia per 7,5 miliardi e in Germania per 5 miliardi. In Slovacchia, riapertura del titolo 3,5% 02/2016.

I market mover della settimana

La settimana è piuttosto povera di dati nell’area euro. L’indice ZEW, primo indice di fiducia relativo al mese di giugno, dovrebbe continuare nel trend di rallentamento degli ultimi mesi sulla scia delle preoccupazioni sulla crisi del debito europeo. L’inflazione si confermerà su livelli assai contenuti, soprattutto al netto delle componenti più volatili. La produzione industriale nell’area euro è attesa in crescita moderata, sostenuta da Germania e Italia, ma frenata da Francia e Paesi minori. In Italia i dati su ordini e fatturato dovrebbero confermare le indicazioni positive venute dal dato sulla produzione. Giovedì 17 si riunisce il Consiglio Europeo: fra i temi in agenda, l’adozione delle linee guida della strategia di aumento della crescita potenziale, la definizione della posizione comune sul rafforzamento della supervisione finanziaria e la discussione sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra.

I dati negli Stati Uniti dovrebbero mostrare ancora disinflazione, con PPI, CPI e prezzi all’import in calo su base mensile a maggio. I cantieri a maggio dovrebbero essere in calo dopo i rialzi legati alla fine degli incentivi. Le indagini di settore di giugno segnaleranno stabilizzazione della crescita, con moderati cali degli indici di attività.

Ieri sui mercati

Chiusura di settimana in rialzo per i principali indici azionari mondiali (EuroStoxx +1,1%, S&P500 +0,4%) che sta proseguendo questa mattina in Giappone (Nikkei +1,8%). Sul mercato dei titoli di stato da registrare movimenti di assestamento nell’Eurozona, con moderati cali dei tassi di rendimento sui benchmark tedeschi (da -2pb a -4pb) accompagnati a un riallargamento degli spread dei periferici (+4-9pb sui BTP). La curva di credito del BTP rimane inclinata normalmente, con spread di 140pb sulla scadenza biennale che salgono a 148 sul decennale e a 171 sul trentennale. L’euro ha sperimentato oscillazioni relativamente contenute, finendo la giornata a 1,211; movimento al rialzo netto, invece, questa mattina. Yen in calo sulla scia della ripresa sperimentata dai mercati azionari e del calo di tensione sul debito pubblico europeo.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio scendono di 1,2% m/m a maggio, il dato di aprile viene rivisto verso l’alto a +0,6% m/m, da +0,4% m/m. Al netto delle auto le vendite scendono di 1,1% m/m (dopo +0,6% di aprile, rivisto da +0,4% m/m). I dati danno indicazioni di possibile indebolimento della crescita dei consumi nel 2° trimestre rispetto al 3,5% del 1° trimestre, segnalando l’esistenza di qualche rischio sulla nostra previsione di consumi in aumento del 3% t/t ann.

La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a giugno (preliminare) aumenta a 75,5, il massimo da gennaio 2008, da 73,6 di maggio. In aumento sia le condizioni correnti a 82,9 da 81 di maggio, sia quelle future (a 70,7 da 68,8). Le aspettative di inflazione a 1 anno scendono a 2,7% da 3,2% di maggio, probabilmente sul calo del prezzo della benzina, le aspettative a 5 anni scendono a 2,8% da 2,9%. L’indagine dà un segnale di trend verso l’alto sia per l’indice complessivo sia per le componenti dopo sei mesi di oscillazioni in un range contenuto.


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La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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