Da seguire: Area Euro: – L’inflazione area euro a maggio dovrebbe essere confermata in aumento all’1,6% a/a. Sul mese, i prezzi al consumo sono visti in crescita di 0,1% m/m. La dinamica del core è vista stabile su livelli…
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assai moderati a 0,8% a/a. Il deprezzamento dell’euro e il rincaro dei prezzi delle materie prime, unitamente a possibili aumenti della tassazione indiretta e dei prezzi amministrati, rimangono le uniche fonti di pressioni inflative di qui a 2011 inoltrato.
– Aste – Il Portogallo colloca carta con scadenza marzo 2011 per 600 milioni di euro; in Germania, riapertura del Bund 07/2020 3,0% per 5 miliardi.
Stati Uniti
– Il PPI a maggio è previsto in calo di 0,5% m/m (0,1% a/a), dopo il -0,1% m/m di aprile. L’indice core dovrebbe aumentare dello 0,1% m/m (1,1% a/a). Il calo dell’indice totale dovrebbe essere da attribuire al calo del prezzo della benzina nel mese, a fronte di un rialzo dei prezzi degli alimentari.
– I cantieri a maggio dovrebbero scendere a 640 mila da 672 mila di aprile. I dati risentono della fine degli incentivi per l’acquisto di case, in vigore fino al 30 aprile. Le licenze dovrebbero aumentare a 630 mila, dopo il crollo a 610 mila (-10,9% m/m) visto a marzo.
– La produzione industriale a maggio dovrebbe vedere un ampio aumento, +1,1% m/m, dopo lo 0,8% m/m di aprile. I dati sulle ore lavorate nel mese hanno registrato aumenti significativi, e anche più forti per quanto riguarda il settore manifatturiero (+1,1% m/m). Nel settore manifatturiero la produzione dovrebbe ancora accelerare a +1,3% m/m dopo il +1% m/m di aprile. La componente produzione dell’ISM a maggio è rimasta costante a 66,6 sui massimi dal 2004. L’utilizzo della capacità produttiva dovrebbe salire a 74,5% da 73,7% di aprile, tornando sui livelli di novembre 2008.
Ieri sui mercati
Continua la ripresa dell’appetito per il rischio, favorita anche dal buon assorbimento delle aste di titoli di stato europei la scorsa settimana: chiusura in netto rialzo per i principali indici azionari e per le quotazioni petrolifere. Il declassamento da parte di Moody’s del debito greco non ha inciso sugli spread sovrani nella zona euro: i rendimenti dei BTP sono scesi vigorosamente in una giornata caratterizzata da rialzi dei tassi sulla curva governativa tedesca, portando a una netta chiusura dei differenziali e a un ulteriore raddrizzamento della curva di credito. In ripresa anche l’euro, che ha chiuso la giornata sopra 1,23 e questa notte ha toccato il picco a 1,2340.
Frenetica attività per la BCE, ieri. L’asta di drenaggio ha raggiunto l’obiettivo di 47 miliardi con un tasso medio di 0,28%. Le due aste di creazione hanno iniettato rispettivamente 126,67 miliardi con scadenza a una settimana e 31,6 miliardi con rientro il 14/7, con un effetto netto di +9,3 miliardi. Il persistere di un forte eccesso aggregato di riserve, riflesso della segmentazione del mercato interbancario europeo, non impedisce il lento aumento dei fixing Euribor (3 mesi: 0,723%). L’Eonia ieri è rimbalzato a 0,66% in coincidenza della chiusura del periodo di riserva.
Stati Uniti
I prezzi all’import scendono meno del previsto, con un calo di 0,6% m/m a maggio; il dato di aprile viene rivisto verso l’alto, a +1,1% m/m da 0,9% m/m. Su base tendenziale, I prezzi all’import aumentano di 8,6% a/a.
L’indagine Empire della NY Fed sale marginalmente a 19,57 a giugno da 19,11 di maggio. Il livello e lo spaccato dell’indagine sono coerenti con il proseguimento di un ritmo sostenuto della crescita nel resto dell’anno: l’indagine a sei mesi vede un modesto calo a 40,7 da 42,1 di maggio; anche le singole voci dell’indagine a sei mesi restano positive e in territorio espansivo.
L’indice di fiducia dei costruttori NAHB è sceso a giugno a 17 da 22 di maggio, tornando così sui livelli di febbraio dopo il temporaneo aumento legato agli incentivi per l’acquisto di case.
I flussi netti di acquisto di titoli a lungo termine ad aprile sono stati pari a 83 miliardi di dollari da 140,5 miliardi di dollari del mese di maggio, per la gran parte concentrati su titoli di stato. L’incremento più cospicuo nel valore di UST all’estero riguarda gli operatori britannici, la cui quota del totale di UST posseduto da non residenti è salita in due mesi dal 4 all’8%
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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