Da seguire: Area Euro: – La riunione dell’Eurogruppo discuterà il Programma di aiuti al Portogallo alla luce dell’esito della missione del Fondo e della Commissione UE. È possibile che si esamini la possibilità di estendere gli ….
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aiuti alla Grecia ma la decisione finale si avrà in sede di Consiglio Europeo a giugno con i risultati della review periodica del FMI.
– L’inflazione europea dovrebbe essere confermata al 2,8% a/a ad aprile in linea con le stime preliminari. Sul mese, i prezzi dovrebbero essere cresciuti di 1,4% m/m, per effetto del rincaro dei prezzi delle materie prime. Al netto di energia, alimentari e tabacchi, i prezzi al consumo sono visti in aumento di 0,4% m/m su pressioni residuali nel capitolo abbigliamento ed alberghi e ristoranti. L’inflazione core salirebbe all’1,6% a/a da un precedente 1,3% a/a. Nei prossimi mesi, l’inflazione dell’area euro si manterrà sui livelli attuali e non escludiamo che possa anche toccare il 3% a/a; il rialzo dovrebbe essere temporaneo e legato alla volatilità dei prezzi delle commodity.
Stati Uniti
– L’indagine Empire della NY Fed di maggio dovrebbe mostrare una correzione a maggio, con un calo atteso a 19 da 21,7 di aprile, la prima correzione dopo 5 rialzi consecutivi. Gli altri indici del settore manifatturiero ad aprile sono scesi. L’Empire aveva avuto un andamento positivo più graduale nella prima parte del 2011 rispetto alle altre indagini e la correzione attesa dovrebbe essere più contenuta. Il mese di maggio dovrebbe registrare gli effetti della chiusura di stabilimenti automobilistici e la scarsità di pezzi importati dal Giappone per diversi settori. La componente prezzi dovrebbe registrare una modesta correzione rispetto al picco di 57,69 di aprile.
I market mover della settimana
Nell’area euro, il focus dei mercati sarà sulla riunione dell’Ecofin e sulle possibili novità sul fronte della crisi del debito. Sul fronte dei dati, l’indice ZEW è visto stabile a 7,6 a maggio. L’inflazione europea dovrebbe essere confermata al 2,8% a/a in aprile, la dinamica sottostante è attesa in rialzo all’1,6% a/a da un precedente 1,3% a/a. La crisi sul debito e la prospettiva di un’ulteriore stretta fiscale in quasi tutti i Paesi dell’area potrebbero pesare ulteriormente sul morale delle famiglie, che vediamo ancora in calo a maggio a -12,4 da un precedente -11,6.
La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Le prime indagini del settore manifatturiero di maggio dovrebbero confermare l’espansione di attività su ritmi meno brillanti che nel 1° trimestre. La produzione industriale ad aprile dovrebbe essere in aumento, nonostante la chiusura degli stabilimenti automobilistici giapponesi negli USA. I dati del settore immobiliare residenziale di aprile dovrebbero confermare l’assenza di un trend di miglioramento di vendite e cantieri. I verbali della riunione FOMC non riserveranno grandi novità rispetto alla conferenza stampa di Bernanke.
Venerdì sui mercati
Greggio in frenata rispetto a venerdì, col Nymex sotto i 100 dollari il barile, in scia al rafforzamento del dollaro. Il future Nymex tratta a 98,39 dollari il barile (-1,29), mentre il Brent a 113,09 dollari (-0,74). Treasuries in rialzo in linea con i guadagni realizzati venerdì. Il decennale USA sale di 4/32, rendimento al 3,154%. Il Bund ha aperto ancora in calo (3.071), confermando la tendenza della scorsa settimana. Nikkei in calo a 9558,3 (-0,94%). Borse in calo anche sulle due sponde dell’Atlantico venerdì: l’S&P 500 ha perso lo 0,2% a 1,3777.77 e il Dow Jones è scivolato di 42.99 punti a 12.595,75. L’Euro Stoxx ha chiuso a 2894,60 (-0,77%). L’EURUSD tratta a 1,4086/91 da 1,4076; euro-yen a 114,00/04 da 113,84; dollaro-yen a 80,93/94 da 80,85. Euro ai minimi da sei settimane sul dollaro e da due mesi sullo yen, correzione enfatizzata dall’arresto di Strauss-Kahn che aggiunge ulteriore incertezza al tentativo di salvataggio della Grecia.
Stati Uniti
Il CPI ad aprile aumenta di 0,4% m/m, 3,2% a/a. Il CPI core cresce di 0,2% m/m, 1,3% a/a. I prezzi dell’energia salgono di 2,2% m/m; gli alimentari vedono una crescita di 0,4% m/m. I dati confermano la lenta marcia verso l’alto dell’inflazione core, che spingerà la Fed ad aprire uno spiraglio verso l’uscita nel corso dell’estate.
La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a maggio (preliminare) aumenta a 72,4 da 69,8 di aprile. Le condizioni correnti calano ancora, a 80,2 da 82,5, tornando su livelli che non si vedevano da ottobre 2010; le aspettative migliorano invece a 67,4 da 61,6. Da segnalare un nuovo rialzo delle aspettative di inflazione a 5 anni, a 3% da 2,9% di aprile, in congiunzione con un calo delle aspettative a 1 anno, a 4,4% da 4,6% di aprile.
Focus – Area euro: persistono ampie divergenze su crescita e saldi di finanza pubblica
Brillante inizio d’anno per la zona euro. Il PIL è cresciuto di 0,8% t/t (2,4% a/a) dopo + 0,3% t/t (2,0 % a/a). Le previsioni degli analisti erano per un aumento più contenuto (+0,6% t/t). Il dato in isolamento porta la nostra stima per il 2011 al 2,0%, dall’1,9%. La sorpresa riflette una crescita ben in eccesso delle attese in Germania (+1,5% t/t, 4,9% a/a a fronte di stime per 0,9% t/t), trainata, stando alle indicazioni della Bundesbank, non solo dall’export ma anche da un’accelerazione della domanda interna. In Francia il PIL è cresciuto dell’1,0% t/t, 2,0% a/a (il Consenso era per uno 0,6% t/t) dopo lo 0,3% t/t di fine 2010. Rimane caratteristica di questa ripresa l’ampia divergenza tra Germania, Francia, Belgio e Olanda e Paesi periferici sulla cui performance di crescita pesa la crisi del debito ed una struttura produttiva meno competitiva. Le indagini congiunturali e gli indici di fiducia economica per Paese suggeriscono che la divergenza permarrà nel breve periodo.
Il limite del 3% nelle stime della Commissione é più lontano, in media, che nei Programmi di Stabilità. In particolare, la Commissione prevede un miglioramento del rapporto deficit/PIL area euro dal 6% nel 2010, al 4,6% nel 2011 e al 3,5% nel 2012. Solo Germania, Olanda e Finlandia manterranno il saldo di bilancio in relazione al PIL entro il limite del 3%. Come può vedersi dalla tabella, le stime della Commissione sono decisamente più pessimistiche di quelle dei Programma di Stabilità nel caso della Grecia ,ma solo di poco più negative per Irlanda e Portogallo.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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