Da seguire: Area euro: – Francia. A gennaio, i prezzi al consumo dovrebbero essere scesi di -0,1% m/m sulla misura nazionale ed essere rimasti stabili sull’armonizzato (dopo la crescita di 0,5% il mese precedente). L’inflazione annua…
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sulla misura nazionale dovrebbe aver accelerato a 1,9% da 1,8%, l’indice armonizzato a 2,2% da 2%. Il maggior contributo alla crescita dei prezzi dovrebbe venire dal comparto energetico. Al netto delle componenti più volatili l’inflazione resterebbe su livelli del tutto sotto controllo, a 1% da 0,8% a/a.
Stati Uniti
– Le vendite di case esistenti a gennaio dovrebbero aumentare modestamente a 5,3 milioni di unità ann., da 5,28 milioni di dicembre. I dati dei contratti di compravendita (pending home sales) restano positivi, e hanno registrato il terzo aumento consecutivo a dicembre (+2% m/m). Lo stock di case invendute si è normalizzato, dopo i picchi di metà 2010 legati alla fine degli incentivi e a dicembre era sceso a 8,1 mesi. Il trend di aumento delle vendite registrato da giugno 2010 in poi non è sostenibile e rappresenta un rimbalzo dopo la correzione post-incentivi: nel resto dell’anno ci sarà una tendenza modestamente positiva che dovrebbe permettere un graduale calo delle scorte di case invendute.
– Aste – L’Italia offre 9,0 miliardi di BOT a 184 giorni e 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 31/12/2012. La Germania colloca il nuovo Schatz 1.5% 03/2013 per un ammontare obiettivo di 7,0 miliardi di euro.
Ieri sui mercati
La giornata è stata condizionata dalle ricadute della crisi in Nord Africa e Medio Oriente. Yen e franco svizzero in ascesa su dollaro ed euro; le quotazioni del Brent Crude hanno ridimensionato i guadagni di lunedì, che le avevano portate a un massimo di 108,7, ma a 105,78 hanno chiuso ancora sopra i massimi della passata settimana. Rendimenti in calo su Bobl e Bund, mentre l’allargamento degli spread sovrani di tutti i periferici (+6pb nel caso dell’Italia) ha mantenuto in questi paesi i tassi vicini ai massimi del mese. Tassi impliciti nei future Euribor e tassi IRS a breve temine in netto rialzo, sulla scia di nuove dichiarazioni di fonte BCE che prospettano una revisione nel giudizio sui rischi di inflazione.
Area euro
In un’opinione formale sulla riforma della governance economica dell’Unione europea, la BCE afferma che le regole di bilancio nell’area euro necessitano di una ”maggiore automaticità” nell’applicazione delle sanzioni, e che l’UE necessita di una ”più ambiziosa” riforma della sorveglianza economica.
In un’intervista, il governatore della Banca centrale lussemburghese Mersch (BCE) ha dichiarato di attendersi che la maggioranza dei membri del Consiglio riconoscano, la settimana prossima, che i rischi di inflazione sono ora “verso l’alto” (negli ultimi due mesi il comunicato ufficiale parla di rischi “sostanzialmente bilanciati ma che potrebbero orientarsi verso l’alto”). Secondo Mersch, con il consolidarsi della ripresa e l’inflazione sopra il 2%, la BCE dovrà inevitabilmente “ribilanciare” il suo orientamento di politica monetaria. In un’intervista al WSJ il governatore della Banca centrale olandese Wellink (BCE) ha aggiunto che tassi all’1% potrebbero creare distorsioni sia nell’attività economica che sui mercati finanziari, il che è una buona ragione per alzare i tassi ad un dato momento. Per inciso, Wellink ha anche dichiarato che, se gli venisse chiesto, prenderebbe in considerazione l’idea di candidarsi come successore di Trichet.
Nell’asta di rifinanziamento settimanale all’1% la BCE ha collocato 119,4 miliardi di euro, al di sotto dei 137 miliardi dell’ultima operazione. L’eccesso di riserve è così quasi azzerato, ma oggi potrebbe essere ricostituito mediante l’asta per fondi con scadenza trimestrale, che si confronterà con il rientro di 38,2 miliardi di euro iniettati tre mesi fa. Il ricorso al rifinanziamento marginale è lievemente calato da 14,2 a 14,1 miliardi. Eonia in lieve rialzo da 0,50% a 0,53%.
Italia. La fiducia dei consumatori a febbraio ha recuperato solo in parte dopo l’ampia correzione registrata a gennaio. L’indice ISTAT (ex ISAE) è cresciuto (oltre le attese) a 106,4 da 105,9 del mese precedente.
Regno Unito
Nel Regno Unito a gennaio il saldo netto del settore statale ha mostrato un surplus di 5,25 miliardi, sensibilmente migliore delle attese di consensus (700 milioni in media), grazie alla favorevole dinamica delle imposte sul reddito e della corporation tax.
Stati Uniti
L’indice dei prezzi delle Case-Shiller S&P per le principali 20 aree metropolitane registra la quinta contrazione mensile consecutiva, con un calo di 0,4% m/m a dicembre (-2,4% a/a).
L’indice di fiducia delle famiglie rilevato dal Conference Board aumenta a 70,4 a febbraio da 64,8 (rivisto da 65,5) di gennaio. L’indice tocca i massimi da febbraio 2008.
L’indice della Richmond Fed per il settore Manifatturiero sale a 25 a febbraio, da 18 di gennaio, confermando il trend positivo dell’attività nel settore.
Certificazione degli analisti
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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