Da seguire: Area euro: – Italia. La produzione industriale è prevista in crescita di 0,7% m/m a gennaio da 0,3% m/m precedente. Sull’anno, l’output corretto per i giorni lavorativi rallenterebbe a 4,3% a/a da 5,4% a/a. Il livello della produzione si collocherebbe il 17% al di sotto del massimo pre-crisi dopo aver recuperato il …
Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
12% dal minimo di marzo 2009. Il trend della produzione industriale in Italia rimane solido come segnalato, tra l’altro, dai recenti aumenti nell’indice PMI.
– Aste – L’Italia colloca 3,5 miliardi di BOT a 92 giorni e 7,5 miliardi di BOT a 366 giorni, a fronte di titoli in scadenza per 8,145 miliardi.
Stati Uniti
– Il deficit della bilancia commerciale a gennaio è previsto in aumento a 41,5 miliardi di dollari da 40,6 miliardi di dicembre. Importazioni ed esportazioni dovrebbero essere in aumento, con le importazioni in espansione più sostenuta, spinte dal rialzo del prezzo del petrolio e delle altre commodity, dal deprezzamento del dollaro e dal capodanno cinese.
Regno Unito
– Banca d’Inghilterra. Non ci attendiamo novità dalla BoE, che dovrebbe tenere il bank rate allo 0,50% e lasciare invariato il programma APF. Le nostre attese sono in linea con quelle del consenso. Tuttavia, dopo che la BCE ha aperto le porte a un aumento dei tassi, ci si comincia a chiedere se a breve non inizi a muoversi anche la Bank of England. La BoE, infatti, ha rivisto al rialzo le proiezioni di inflazione, e King ha dichiarato che questa potrebbe rimanere sopra il limite massimo della banda obiettivo ancora per diversi mesi. Abbiamo di conseguenza rivisto il timing atteso del primo rialzo BoE, anticipandolo dal 1° trimestre 2012 al 4° trimestre 2011. Una delle ragioni per cui ci sembra poco probabile un rialzo immediato è l’elevata incertezza relativa all’impatto negativo che il budget avrà sulla crescita. Il budget report sarà annunciato mercoledì 23 marzo.
Ieri sui mercati
Il Portogallo ha raccolto un altro miliardo di euro con il collocamento della OT 09/2013, ma accettando di pagare un rendimento medio di 5,993% contro il 4,086% dell’asta di sei mesi fa. L’asta di riacquisto dei titoli in scadenza ad aprile e giugno ha ritirato appena 14 milioni. Moody’s ha declassato la Spagna da Aa1 ad Aa2, con outlook Negativo: sulla decisione pesano l’aspettativa che il costo della ristrutturazione bancaria sia superiore alle stime del governo e l’incertezza sul conseguimento degli obiettivi fiscali data dalle autonomie regionali. Spread sul Bund in rialzo per tutta la periferia, incluse Spagna e Italia, con ripercussioni sull’euro: il cambio con il dollaro è in calo per il quarto giorno di fila, a 1,3850.
Taglio dei tassi da 3,0% a 2,50% in Nuova Zelanda. Il deficit della bilancia commerciale cinese in febbraio ha favorito un calo delle quotazioni dei metalli. Ieri Brent in rialzo da 112,95 a 115,94 dollari.
Area euro
Germania. La produzione industriale è balzata dell’1,8% m/m a gennaio, e il dato del mese precedente è stato rivisto al rialzo a -0,6% m/m (da una precedente stima di -1,5% m/m). Rispetto a gennaio dello scorso anno l’output è in crescita di 12,5% (da 11,3% a/a del mese scorso).
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti;
Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.
Comunicazioni importanti
La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.
La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it




