Da seguire: – Aste – L’Italia colloca 7 miliardi di BOT annuali; la Grecia offre 1,5 miliardi di titoli semestrali; l’Olanda colloca il nuovo DSL 1% 01/2014 per 2,5-3,5 miliardi di euro. …
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– Nessun dato di rilievo
Ieri sui mercati
L’avvicinarsi delle aste di titoli a medio e lungo termine di mercoledì e giovedì tiene alta la tensione sui mercati. Ieri voci di acquisti da parte della BCE hanno fatto calare gli spread sul debito portoghese (430pb, -18), irlandese (625pb) e greco (969pb, -20), mentre Spagna (270pb, +3) e Italia (197pb, +7) hanno continuato ad allargare. La settimana scorsa la BCE aveva regolato acquisti per soli 113 milioni di euro. L’euro ha trovato sostegno a 1,2871 dollari, rientrando in area 1,29. La Germania ha smentito le pressioni sul Governo portoghese, ma che diversi governi si illudano di risolvere il problema con gli aiuti FMI-UE è chiaro dalle dichiarazioni del Ministro delle Finanze finlandese, che ha invitato il Portogallo a compiere “scelte decisive”.
Area euro
Grecia. I dati preliminari sui flussi fiscali per il 2010 collocano il deficit del settore statale a 19,6 miliardi di euro, contro i 30,87 miliardi del 2009. Il risultato è meglio dell’obiettivo, fissato a oltre 20,5 miliardi. Il miglioramento rispetto al budget è dovuto alla compressione della spesa primaria, calata del 10,7% contro il 9,0% previsto, e delle spese in conto capitale (-12,0%). La spesa per interessi è salita del 7,3%. Nonostante la forte contrazione dell’attività economica, le entrate sono in aumento del 7%, +5,5% limitatamente alle entrate correnti.
Belgio. Il Re del Belgio ha chiesto al primo ministro provvisorio Leterme di presentare un budget 2011 più severo di quello già proposto e concordato con l’UE. Il Paese rischia un taglio del rating da parte di S&P. Lo spread decennale con il Bund è ormai a 136pb (1878pb sulla scadenza quinquennale).
Francia. La produzione industriale è salita di 2,3% m/m in novembre, per una variazione di 5,3% della media trimestrale rispetto al periodo settembre-novembre 2009. Il recupero su base mensile dell’output è coerente con le indicazioni positive giunte dagli indici di fiducia (la componente produzione del PMI manifatturiero è ai massimi storici e l’indice INSEE ha toccato a dicembre il valore più alto degli ultimi due anni e mezzo) e con il buon incremento registrato dagli ordini all’industria a ottobre.
Stati Uniti
Evans (Chicago Fed, votante nel 2011) ha detto che la crescita nel 2011-12 potrebbe essere in media vicina al 4%: questo tasso di crescita sarebbe “solo modestamente superiore” al potenziale e rappresenterebbe un ritmo di espansione non particolarmente sostenuto, vista la severità della recessione. La crescita prevista non sarebbe in grado di ridurre in misura significativa il tasso di disoccupazione, che rimarrebbe al di sopra dell’8% almeno fino al 2012. Evans ha sottolineato quanto detto da Yellen e da Bernanke negli ultimi giorni: lo scenario macroeconomico rimane ancora molto lontano dal raggiungimento dei due obiettivi della Fed di massima occupazione e stabilità dei prezzi. I recenti discorsi indicano che la Fed (o almeno la parte centrale del FOMC) non ha intenzione di modificare la politica monetaria nel futuro prevedibile, nonostante il miglioramento dei dati congiunturali.
Certificazione degli analisti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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