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Flash: L’Italia colloca 9 miliardi di BOT semestrali e 3 miliardi di CTZ biennali

Da seguire: Area Euro: – Il tasso di crescita annua di M3 potrebbe accelerare a 0,3% a/a ad agosto. La crescita di M1 potrebbe rallentare ancora, per il quinto mese consecutivo, pur mantenendo una dinamica comunque ..


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sostenuta (+8,1% a luglio). Tra le controparti di M3, i prestiti al settore privato sono visti in rallentamento a 0,8% a/a da 0,9% a/a: i prestiti alle imprese resterebbero ancora in territorio negativo (a luglio: -1,3%) mentre i prestiti alle famiglie continuerebbero a mostrare un recupero (a luglio: +2,8% a/a).

– Aste – L’Italia colloca 9 miliardi di BOT semestrali e 3 miliardi di CTZ biennali. Offerta di carta a breve termine anche in Francia (8,5 miliardi), Germania (4 miliardi) e Belgio (1,8-2,5 miliardi). La Slovacchia riapre il titolo 3,5% 02/2016.

I market mover della settimana

Nell’area euro, indice della Commissione e ISAE completeranno il quadro delle indagini congiunturali di settembre. È attesa una stabilizzazione della fiducia dopo i decisi incrementi dei mesi precedenti. I dati sul CPI, sempre di settembre, dovrebbero mostrare un’inflazione annua in salita di uno/due decimi in Germania, Italia e nell’intera Eurozona; il livello è visto rimanere comunque anche nei prossimi mesi al di sotto del 2%. I dati sul mercato del lavoro mostreranno ancora un calo dei disoccupati in Germania e un tasso di disoccupazione stabile, sia in Italia che nell’intera Eurozona. Il 30 settembre si tiene la riunione informale di Eurogruppo ed Ecofin sulla riforma del patto di stabilità e crescita, che dovrebbe essere preceduta da una conferenza stampa della Commissione Europea a illustrazione delle sue proposte.

La settimana è densa di dati negli Stati Uniti. A settembre, le indagini del settore manifatturiero ISM e Chicago PMI dovrebbero scendere dopo il rialzo di agosto, senza però evidenziare rischi di ricaduta recessiva; le vendite di autoveicoli dovrebbero calare marginalmente e le indagini di fiducia dei consumatori dovrebbero restare all’interno di un range in atto da metà 2009. Spesa e reddito personale ad agosto sono attesi in aumento, confermando un modesto trend di crescita dei consumi.
Venerdì sui mercati

Area Euro

Germania. L’indice IFO è aumentato di un decimo di punto a 106,8 a settembre, contro le attese di consenso che vedevano un lieve calo. L’incremento, seppur contenuto, è il quarto consecutivo dell’indicatore che tocca, così, un massimo da oltre tre anni. A determinare la crescita è stato un miglioramento nella valutazione della situazione corrente, che è salita ben oltre le attese di consenso, a 109,7 da 108,2. Le aspettative sui prossimi sei mesi, invece, sono calate ancora a 103,9 da 105,2. Tuttavia, l’indicatore sulle attese (dopo il balzo di luglio quando aveva toccato un massimo da 19 anni) si colloca ai livelli di aprile-maggio e nettamente al di sopra della media storica calcolata dal 1991 (96,4). In generale, il dato è incoraggiante e smentisce i segnali negativi emersi dai cali dell’indice Zew e PMI nel mese di settembre. Il livello dell’IFO è coerente con una crescita del PIL tedesco di circa il 4% a/a nel 3° trimestre (dopo il già brillante +3,7% a/a del secondo trimestre).

Italia. Le vendite al dettaglio sono rimaste stabili nel mese di luglio, dopo l’aumento di 0,5% m/m a giugno (dato rivisto al rialzo di due decimi). Sull’anno le vendite sono cresciute dell’1,7% a/a, da un precedente 0,7% a/a. Nel mese le vendite nel settore alimentare sono cresciute di +0,4% m/m mentre le vendite dei prodotti non alimentari si sono contratte di -0,2% m/m. Sull’anno, tra i non alimentari i gruppi di prodotti in cui si sono verificati gli incrementi maggiori sono stati “foto-ottica e pellicole” (+5% a/a) e “elettrodomestici, radio, tv e registratori” (+4,3%). Il dato sorprende in positivo. Sinora la ripresa ha riguardato export e investimenti, non ancora i consumi. Ma in prospettiva (guardando soprattutto al 2011) è possibile che l’attenuarsi del deterioramento del mercato del lavoro e il recupero del reddito disponibile inducano un graduale e sia pur non straordinario rafforzamento dei consumi (che stimiamo crescere di poco più dell’1% l’anno prossimo).

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli sono scesi ad agosto di -1,3% m/m (+12,2% a/a), dopo +0,7% m/m di luglio (rivisto da +0,4% m/m). I dati al netto dei trasporti segnano un aumento di 2% m/m (+15% a/a), dopo -2,8% m/m di luglio (rivisto da -3,7% m/m). Al netto della difesa, gli ordini calano dell’1,2% m/m (+13,5% a/a). Gli ordini di beni capitali calano dello 0,9% m/m, dopo -0,8% m/m di luglio; al netto di difesa e aerei, gli ordini di beni capitali aumentano di 4,1% m/m (+14,6% var. 3m ann.), dopo -5,3% m/m di luglio. Gli ordini di beni di trasporto calano di -10,3% m/m, dopo +11,6% m/m di luglio, con una contrazione di -4,4% m/m per le auto e del 40,2% m/m per l’aereonautica civile. In aumento sostenuto gli ordini per tutti gli altri comparti nel settore beni capitali. Le consegne ad agosto scendono dell1’,5% m/m, dopo +2,5% m/m a luglio. Per i beni capitali, le consegne calano dello 0,8% m/m, al netto di aerei e difesa registrano un aumento di 1,6% m/m (+11,5% 3m ann.). Le scorte segnano un nuovo aumento (+0,4% m/m), con una variazione più modesta di quanto visto nei mesi precedenti che suggerirebbe un contributo negativo alla crescita. Il rapporto scorte/fatturato ritorna a 1,58 (livello di giugno) da 1,55 di luglio. I dati nel complesso mostrano un marcato rallentamento della dinamica degli ordini nel 3° trimestre, se si escludono gli effetti della componente aerei, e delle scorte; le consegne di beni capitali danno invece un messaggio positivo per gli investimenti delle imprese in macchinari e software nel 3° trimestre.

Le vendite di case nuove ad agosto sono invariate a 288 mila (dato di luglio rivisto da 276 mila). La variazione mensile nulla di agosto segue il calo di -7,7% m/m (rivisto da -12,4% m/m). Le vendite aumentano nell’Ovest e nel Nord-Est, scendono nelle altre aree. Le scorte di case invendute scendono marginalmente a 8,6 mesi da 8,7 mesi di luglio; lo stock invenduto passa a 206 mila, da 209 mila di luglio. Il prezzo mediano scende per il terzo mese consecutivo, mentre il prezzo medio aumenta dopo due contrazioni. Il livello delle vendite è vicino ai minimi della serie e conferma l’assenza di un trend verso l’alto nel settore, anche se probabilmente la caduta post-incentivi si è interrotta.

I discorsi dalla Fed venerdì hanno confermato le informazioni recenti: Bernanke guida la spedizione verso il secondo round di stimolo quantitativo (QEII) della Fed, mentre una parte del FOMC si mantiene dubbiosa o contraria.



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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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