Da seguire: Area Euro: – Germania. A dicembre, la produzione industriale potrebbe rimanere stabile su base mensile dopo un calo di -0,7% m/m a novembre. Solo le condizioni atmosferiche (si è trattato del mese di dicembre più …
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freddo dal 1969) dovrebbero aver impedito la crescita dell’output. Su base annua la produzione accelererebbe comunque a 11,7% da 11,1% a/a. La crescita nel 4° trimestre risulterebbe pari a 2,4% t/t, in accelerazione da un precedente 1,8% t/t. Il livello dell’output risulterebbe inferiore di appena il 6% ai massimi pre-crisi e superiore di ben il 20% dal minimo toccato nell’aprile 2009. Le indagini segnalano che la produzione tornerà a crescere a inizio 2011.
– Aste – L’Italia effettua oggi il concambio del BTP 4,5% 02/2018 contro cinque titoli (4 BTP con scadenza 2012 e 2013, un CCT con scadenza 2012). Asta per 300 milioni di T-Bills semestrali in Grecia. L’Olanda colloca da uno a due miliardi del DSL 3,75% 01/2014. Infine, il Portogallo dovrebbe piazzare in questi giorni mediante sindacato di collocamento la nuova OT quinquennale.
Ieri sui mercati
Chiusura in rialzo per i principali indici azionari mondiali. I rendimenti dei titoli di stato tedeschi hanno finito in calo sulle scadenze corte e medie, ma in marginale rialzo su quella decennale. Risultano in netto calo i tassi impliciti sui futures Euribor (-7pb sulla scadenza di dicembre 2011, ora a 1,85%). Generalizzato allargamento dei premi al rischio sugli emittenti periferici. L’euro, stabile contro franco svizzero, è risalito ieri fino a 1,3626 dollari; questa notte ha esteso il recupero a 1,3646. Modesto avanzamento del dollaro sullo yen, scambiato a 82,2. Il Brent Crude per marzo 2011 è in ripresa, ma continua ad essere scambiato sotto quota 100 dollari.
Area euro
Germania. Gli ordini all’industria sono calati più del previsto a dicembre, di -3,4% m/m dopo il +5,2% m/m registrato a novembre. Gli ordini rimangono comunque su livelli ben superiori (+19,7%, sia pur in rallentamento da 20,6% precedente) rispetto a un anno prima. Nel mese, come prevedibile le commesse dai Paesi extra-euro sono calate (-8,9% m/m) dopo l’impennata (+14,5% m/m) del mese precedente (la volatilità riguarda in particolare big-ticket items nel comparto dei beni capitali); le commesse dagli altri Paesi dell’area euro sono rimbalzate (+3,7% da -1,6% m/m) mentre gli ordini domestici sono tornati a calare (-2,4% da +1,8% m/m); su base annua, le commesse dall’estero (+24,3%) restano il principale traino per l’industria tedesca. Al di là della volatilità mensile, gli ordini mantengono un ottimo ritmo di crescita e tutte le indagini di fiducia segnalano che tale dinamicità dovrebbe essersi protratta per lo meno sino ai primi mesi del 2011.
Nel suo discorso al Parlamento Europeo da presidente dello European Systemic Risk Board, Trichet è tornato ad esprimere la sua opposizione a una ristrutturazione coattiva del debito pubblico di Grecia e Irlanda.
Certificazione degli analisti
Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, dichiarano che:
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Comunicazioni importanti
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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