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Flash: L’Italia ha collocato 3,5 miliardi del BTP 01.06.2013

Da seguire: Area Euro: – L’indice di fiducia economica della Commissione Europea è visto stabile a giugno dopo il calo a 98,4 di maggio. La fiducia delle famiglie è salita lievemente secondo la stima preliminare a -17 da -18, la …


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fiducia delle imprese manifatturiere è vista stabile a -6 e la fiducia nel settore dei servizi potrebbe calare a 1 da 3. In sostanza, dopo il deciso recupero da aprile 2009 ad aprile 2010, l’indice si va stabilizzando su valori circa in linea con la media storica.

Stati Uniti

– La fiducia delle famiglie rilevata dal Conference Board a giugno è prevista in calo a 61,5 da 63,3 di maggio. L’indagine settimanale ABC ha visto una correzione nella parte centrale del mese, che ha riportato l’indice sui livelli della seconda metà di maggio. L’indagine del Conference Board ha registrato tre aumenti consecutivi e un calo a 61,5 lascerebbe comunque l’indice su un trend di modesto rialzo rispetto al periodo maggio 2009-marzo 2010. Probabile una correzione della componente aspettative, che a maggio era sui massimi da settembre 2007.

Ieri sui mercati

L’Italia ha collocato 3,5 miliardi del BTP 01.06.2013 e 3,5 miliardi anche del BTP 01.09.2020. Domanda rispettivamente pari a 1,398x e1,297x l’offerta, con rendimenti di 2,33% (-2pb rispetto a maggio) e 4,09% (+2pb). La BCE ha segnalato che gli acquisti di titoli di stato nell’ambito dello SMP sono saliti a 55 miliardi di euro alla data di regolamento del 25/6. La Grecia sembra orientata a rinnovare 4-4,5 miliardi di titoli a breve termine il prossimo mese, che saranno probabilmente acquistati dalle banche locali e quindi utilizzati come garanzia a fronte dei crediti BCE. Da segnalare il nuovo allargamento degli spread sovrani: limitatamente alla scadenza decennale, si è arrivati a 322pb per il Portogallo, 302 per l’Irlanda, 197 per la Spagna, 153 per l’Italia. I rendimenti dei BTP sono saliti (vigorosamente sulle scadenze corte e medie) in una giornata di marginale calo dei tassi sui titoli tedeschi e di forti ribassi per quelli sugli UST. I titoli statunitensi beneficiano dei dubbi sulla tenuta della ripresa instillati dagli ultimi dati macroeconomici, nonché del calo delle misure core di inflazione. Debole l’euro, questa mattina scambiato a 1,2245. Lo yen è alla sesta giornata di rialzo: viene ormai scambiato a 88,7 contro dollaro e 108,6 contro euro.

Area Euro

La dinamica della massa monetaria M3 è rimasta stabile a -0,2% a/a. Crescono lievemente i prestiti al settore privato (+0,2% a/a, da +0,1% a/a), sia verso le famiglie (+2,6% a/a da 2,5% a/a) sia verso le imprese (-2,1% a/a da -2,6% a/a). Il lieve aumento dei prestiti alle famiglie è guidato dalla componente dei mutui immobiliari, che passa da 2,9% a/a a 3,1% a/a, mentre resta stabile su livelli negativi la dinamica del credito al consumo (-0,4% a/a)..

Germania. In base ai dati preliminari dai Laender, in giugno l’inflazione rallenta a 0,9% a/a sull’indice nazionale e a 0,8% a/a sull’armonizzato (maggio: 1,2% a/a). Il dato conferma che le pressioni inflazionistiche in Germania sono molto contenute. Non è ancora disponibile il CPI core a livello nazionale, ma sulla base dei dati dai Laender potrebbe essere rimasto vicino allo 0,6% a/a registrato a maggio.

Stati Uniti

La spesa personale aumenta di 0,2% m/m a maggio, dopo un mese di aprile invariato. In termini reali, la spesa aumenta di 0,3% m/m (2,6% a/a, 3,4% t/t ann.).

Il reddito personale cresce di 0,4% m/m (+1,6% a/a), e il dato di aprile viene rivisto verso l’alto a +0,5% m/m da 0,4% m/m. I trasferimenti scendono rispetto al dato di maggio 2009, ma la dinamica delle retribuzioni compensa l’effetto sul reddito disponibile.

Il tasso di risparmio sale a 4% da 3,8% di aprile: le famiglie, grazie al miglioramento del mercato del lavoro riescono a mantenere una dinamica discreta dei consumi a fronte di un aumento del risparmio.

Per quanto riguarda i prezzi, il deflatore dei consumi totali è invariato su base mensile (-0,035% m/m, +1,9% a/a), frenato dai prezzi dell’energia; il deflatore core aumenta di 0,2% m/m, l’aumento mensile più ampio da ottobre 2009; su base tendenziale il deflatore core accelera a 1,3% a/a da 1,2% a/a di aprile.

L’indice di attività della Chicago Fed CFNAI a maggio aumenta di 0,21 dopo un aumento di 0,25 di aprile. La media a 3 mesi sale a 0,28 da 0,05 di aprile: una media a 3 mesi superiore a 0,2 segnala elevata probabilità che la recessione sia finita.

Giappone

I dati congiunturali di maggio sono usciti al di sotto delle aspettative. Il tasso di disoccupazione è salito a 5,2% da 5,1%, al di sopra dei minimi di 4,9% di inizio anno. Le ore lavorate aumentano, e i dati segnalano aumento degli straordinari. La componente occupazione delle indagini e la fiducia delle famiglie per ora restano positivi e non sono coerenti con il peggioramento che si vede dai dati effettivi del mercato del lavoro.

La produzione industriale è scesa dello 0,1% m/m a maggio, l’indagine del METI segnala aspettative di aumento della produzione dello 0,4% m/m a giugno e dell’1% a luglio, indicando che maggio non dovrebbe segnare una svolta nel trend verso l’alto dell’output.


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Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca, i cui nomi e ruoli sono riportati nella prima pagina del documento dichiarano che:

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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