Da seguire: Area Euro: – Italia. La produzione industriale è vista poco variata a dicembre (0,1% m/m), dopo il rimbalzo di novembre (1,1% m/m). La variazione annua accelererebbe a 8% (4,8% se corretta per i giorni lavorativi). Rispetto al…
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picco pre-crisi (aprile 2008), il livello di attività rimarrebbe inferiore del 17,3%, avendo recuperato l’11,5% dai minimi di marzo 2009. Il trend rimane comunque solido, anche perché un contributo positivo verrà anche dalla ricostituzione delle scorte, il cui livello è ritenuto dalle imprese ancora al di sotto dei valori normali. Dopo una probabile stagnazione nel 4° trimestre (-0,2% t/t), le indagini segnalano che l’output tornerà a crescere a inizio 2011.
– Francia. La produzione industriale è cresciuta di 0,3% m/m (5,8% a/a), ma è calata di -0,1% nel settore manifatturiero.
– Aste – L’Italia offre oggi 7,5 miliardi di BOT annuali. Il Tesoro ha anche annunciato che il 14/2 saranno offerti 2,5-3,5 mld del BPT 1/11/2015 3% e 1,25-1,75 mld del BTP 1/09/2040 5%.
Regno Unito
– Banca d’Inghilterra. Oggi la Banca d’Inghilterra annuncia la decisione di politica monetaria. Le attese nostre e di consenso sono per un bank rate invariato a 0,50% e nessuna modifica all’APF. Sull’incontro odierno c’è comunque più attesa del solito, perché il mese scorso due membri su nove avevano votato a favore di un aumento immediato dei tassi. Ma (1) l’incertezza sulla portata della restrizione fiscale che verrà proposta nel budget di marzo, e (2) l’origine esogena dell’aumento dell’inflazione sono un paio dei fattori che portano a ritenere che sia troppo presto mettere mano ai tassi adesso. Chiarificatore sulla visione della BoE sarà mercoledì prossimo, il 16 febbraio, l’inflation report.
Ieri sui mercati
I mercati azionari hanno chiuso in calo dappertutto, con modeste correzioni delle principali borse in USA, Europa e Asia, in parte spinte da prese di profitto dopo il rally delle ultime due settimane. I mercati obbligazionari hanno proseguito il trend di rialzo dei rendimenti, con il Bund a 10 anni a 3,32%, sui massimi da gennaio 2010; in allargamento anche gli spread dei periferici, con il Portogallo e la Grecia, in particolare, sotto pressione. Aumenti anche per i tassi Euribor: il tre mesi ha toccato 1,089%, il mese 0,926%. Negli USA, invece, i rendimenti decennali degli UST sono scesi a 3,65%con un calo di 8 pb. La Francia ha collocato 3 miliardi di un OATei con scadenza 07/2027. L’euro è tornato sopra 1,37, ma nelle ultime ore è ridisceso 1,367 dollari; la moneta americana, intanto, continua il graduale rientro verso 83 yen.
Area Euro
In Germania, la bilancia commerciale a dicembre registra una riduzione del saldo a 11,9 miliardi da 13,1 miliardi (rivisto da 12,9 miliardi) di novembre. Su base destagionalizzata, il saldo dei beni sale a 13,9 miliardi, da 11,9 miliardi di novembre, con un incremento dell’export di 0,5% m/m (come a novembre) e un calo dell’import di -2,3% m/m (dopo +4,1% m/m a novembre).
Le agenzie di stampa e i quotidiani affermano che il presidente della Deutsche Bundesbank Weber non soltanto non sarebbe intenzionato a ricandidarsi per un altro mandato, ma potrebbe anche dimettersi dalla carica la prossima estate e rinunciare anche a concorrere per l’incarico di presidente della BCE.
Stati Uniti
Bernanke, in un’audizione su economia e politica fiscale, non ha modificato il messaggio dalla Fed: la ripresa sta accelerando, ma la dinamica occupazionale rimane insufficiente a riassorbire in tempi rapidi l’eccesso di lavoro. Secondo Bernanke, nonostante i dati incoraggianti sul tasso di disoccupazione di gennaio, il mercato del lavoro è migliorato “solo lentamente” e il tasso di disoccupazione probabilmente resterà elevato “per un certo tempo” anche dopo il calo visto a gennaio; una crescita di occupati sostenuta è essenziale perché la ripresa sia solida. Sull’inflazione, Bernanke ha ribadito che la dinamica dei prezzi persisterà al di sotto del livello desiderato dalla Fed. Sulla politica fiscale, Bernanke ha affermato che “a un certo punto” sarà indispensabile adottare provvedimenti incisivi, anche perché la ripresa della crescita da sola non è in grado di risolvere il problema dell’insostenibilità dei conti federali. Le parole di Bernanke non modificano l’aspettativa di una politica monetaria invariata ancora a lungo.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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